carlo calenda

"A ME LA PAROLA CENTRO FA SCHIFO E GLI ESPERIMENTI CENTRISTI SONO DESTINATI A FALLIRE" - LA SPOCCHIA POLITICA DI CARLO CALENDA: "SEMBRO ARROGANTE MA IL CENTRISMO SERVE PER CERCARE UNA SCIALUPPA DI SALVATAGGIO. IO SARO' IL PERNO CHE STACCA GLI ESTREMI E, CON UNA MAGGIORANZA URSULA, PORTERA' DI NUOVO DRAGHI AL GOVERNO. CON GLI AMICI DI +EUROPA POSSIAMO ARRIVARE AL 10% - RENZI È GIÀ A DESTRA MA FINIRÀ PER ESSERE APPENDICE DI FORZA ITALIA. NON LO RICONOSCO PIÙ: VUOLE FARE IL PENSIONATO O IL POLITICO? - DI MAIO? NON BASTA COMPORTARSI COME UN PICCOLO RAS DEMOCRISTIANO DI POMIGLIANO D'ARCO PER CAMBIARE - I 5STELLE? PRIMA SCOMPAIONO MEGLIO STIAMO TUTTI"

carlo calenda

Antonio Bravetti per "la Stampa"

 

«La parola "centro" mi fa schifo», dice Carlo Calenda. Il leader di Azione è pronto a girare l'Italia, «da marzo fino alle prossime elezioni politiche» per riportare Draghi al governo nel 2023.

 

Calenda, è lei il nuovo centro?

«A me la parola centro fa schifo. Io voglio consolidare un grande movimento liberale, democratico, riformista, europeista e serio. Gli esperimenti centristi sono destinati a fallire».

 

CARLO CALENDA MEME

Eppure al centro ci sono grandi manovre.

«Io detesto il centrismo, non vuol dire niente, l'Italia non ne ha bisogno. Il centrismo serve a movimento politici senza forza o autorevolezza per cercare una scialuppa di salvataggio. Azione è un'offerta liberal-democratica terza rispetto a quella di centrodestra e di sinistra».

 

Non è che parla così perché vuole essere corteggiato?

«Io sono molto netto, sembro arrogante, facessero quello che vogliono fare. La legge elettorale non cambierà, noi andremo lo stesso da soli, combattendo le nostre battaglie. Cesa, Renzi, Mastella, Toti, Lupi: tutti questi finiranno a destra».

calenda renzi

 

Anche Renzi?

«Renzi è già a destra, ha scelto di stare da quella parte. Ha scelto il centrino, che finirà per essere un'appendice di Forza Italia».

 

Sicuro?

«Renzi ha molto talento, ma non lo riconosco più. Vuole fare la vita del pensionato pagato da chi gli pare, ammesso che sia etico e secondo me non lo è, o vuole fare il politico? Quella da premier riformista a un'alleanza con Mastella e Cesa a me sembra una traiettoria sbandata».

 

carlo calenda

La sua traiettoria, invece, dove la porta?

«Il 19 e 20 febbraio faremo il congresso nazionale di Azione a Roma. Dal giorno dopo si apre la campagna elettorale: girerò tutta Italia, partendo dalla Calabria, fino alle prossime elezioni politiche».

 

Sogna di essere l'ago della bilancia?

«No, sarò il perno».

 

Spieghi, per favore.

«L'ago delle bilancia è quello che prende il 5% e fa prevalere destra o sinistra, a seconda di chi gli offre più sottosegretari. Il perno è quello che stacca gli estremi e, con una maggioranza Ursula, porta di nuovo Draghi al governo».

 

Quanto vale questo perno?

«L'ultimo sondaggio ci dà al 5,1%: siamo il sesto partito italiano. Con gli amici di +Europa possiamo arrivare al 10%, c'è uno spazio gigantesco».

renzi calenda

 

Cosa pensa dei movimenti nel centrodestra?

«Finché c'è Berlusconi il leader sarà sempre lui. Meloni e Salvini sono molto capaci, ma non hanno statura né cultura di governo: le elezioni di Roma e Milano dimostrano che non hanno classe dirigente. Qualsiasi federazione durerà fino al giorno del voto, poi si spaccheranno. Io lavoro per riformare un largo governo Draghi con una maggioranza Ursula nella prossima legislatura, ma perché questo accada devono vincere partiti che hanno cultura di governo».

MATTEO SALVINI CARLO CALENDA

 

Quindi dialogo con Pd e Forza Italia?

«Ho ottimi rapporti con Letta, come con l'area più governista di Fi, ma devono fare attenzione a non farsi risucchiare da populisti».

 

Parla di Salvini e dei Cinquestelle?

«Nella Lega esiste una cultura di governo, che io mi auguro prevalga, ma oggi la leadership è ancora di Salvini».

 

Torniamo al Movimento.

«Milioni di italiani hanno creduto a delle persone che gli hanno raccontato una marea di balle, oggi ancora di più non capisco le ragioni della loro esistenza. A cosa servono? Per me non sono interlocutori, non hanno consistenza politica. Non capisco come sia passato per la testa a Giuseppe Conte, una persona che ha un profilo istituzionale e un certo prestigio, di mettersi in mezzo a quel branco di matti. A farsi logorare da Luigi Di Maio».

carlo calenda

 

Non le piace il ministro degli Esteri?

«È come l'Udeur: zero ideali, tatticismo politico portato al massimo. Dopo quello che ha combinato al Mise è l'unica persona con cui non posso avere un rapporto politico. Non basta cominciare a comportarsi come un piccolo Ras democristiano di Pomigliano d'Arco per cambiare».

 

Nessun confronto con i Cinquestelle, quindi?

«Qualcuno rientrerà in Parlamento con il soccorso del Pd, ma al Nord non esistono più, non riescono nemmeno a fare le liste. Diciamocelo: prima scompaiono meglio stiamo tutti».

conte di maio

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO