IL CAMPO LARGO HA UN ENORME PROBLEMA: L’ELETTORATO VOLATILE DEL M5S! – I PENTASTELLATI NON VOTANO I CANDIDATI DEL PD. VENEZIA, DOVE SOLO IL 24% DEI GRILLINI HA OPTATO PER IL DEM ANDREA MARTELLA, NON È UN CASO ISOLATO: ALLE REGIONALI CON I VOTI DEL MOVIMENTO AVREBBERO VINTO ORLANDO IN LIGURIA E RICCI NELLE MARCHE – NEL CASO IN CUI ELLY SCHLEIN SIA LA SFIDANTE DI GIORGIA MELONI NELLA CORSA A PALAZZO CHIGI, IL TIMORE AL NAZARENO E' CHE NON VENGA VOTATA DA UN PEZZO DI BASE 5 STELLE – FINORA CONTE SI E' TENUTO LE MANI LIBERE SU VARI TEMI (AD ESEMPIO L'UCRAINA), INVECE DEVE LANCIARE UN'OPERAZIONE DAL BASSO PER "INDOTTRINARE" IL SUO ELETTORATO, RIMASTO AL “VAFFA” DI GRILLO, A CREDERE NEL CAMPO LARGO E A COSTRUIRE UNA VERA ALLEANZA CON IL PD...
Articolo di Niccolò Carratelli per “la Stampa” - Estratti
GIUSEPPE CONTE ELLY SCHLEIN CORTEO A PALERMO
Il problema lo conoscono tutti, nel Pd come nel Movimento 5 stelle, ma provano a far finta di niente. Anche se l'ultimo campanello d'allarme è suonato solo una settimana fa a Venezia.
Dove gli elettori pentastellati hanno voltato le spalle in massa alla coalizione di centrosinistra. Secondo l'analisi dei flussi elettorali, al netto del calo dei votanti M5s, metà di chi aveva scelto i 5 stelle alle Europee ha votato per il candidato del centrodestra, risultando decisivi per la sua vittoria al primo turno.
Un altro 20% si è astenuto e solo il 24% ha optato per l'aspirante sindaco del Pd, sostenuto da tutto il campo progressista, Andrea Martella. E questo nonostante Giuseppe Conte si fosse presentato pochi giorni prima in laguna per un comizio al fianco dell'ex sottosegretario del governo giallorosso.
ELLY SCHLEIN CON ANDREA MARTELLA
Non a caso, il presidente del Movimento ha subito contestato la ricostruzione di Youtrend, deciso a smentire l'"ammutinamento" della base veneziana dei 5 stelle.
Ma con un comun denominatore: il candidato era un esponente del Pd evidentemente poco gradito, per profilo e curriculum politico.
(...) possiamo tornare nelle Marche, per le elezioni regionali dello scorso settembre. Segnate da un'inchiesta che aveva toccato il candidato del centrosinistra, l'europarlamentare Pd Matteo Ricci, che l'avvocato Conte si era alla fine convinto a sostenere dopo aver letto le carte giudiziarie.
In seguito alla sconfitta di Ricci, l'analisi di Swg ha certificato che il 54% degli elettori del M5s alle Europee 2024 ha scelto di non votare per lui, preferendo astenersi o convergere sul candidato del centrodestra Francesco Acquaroli. Solo il 22% degli elettori pentastellati delle Europee ha confermato il voto per il M5s alle Regionali.
Prima ancora c'è stata la Liguria, ottobre 2024, con la sconfitta (anche quella di misura) di Andrea Orlando. Lì i 5 stelle hanno preteso l'esclusione dalla coalizione dei renziani, colpevoli di aver sostenuto Marco Bucci al Comune di Genova, sacrificando un pacchetto di voti forse decisivo.
A maggior ragione visto il risultato conseguito dal Movimento: 4, 6% dei voti, in drastico calo rispetto al 10% delle Europee. E, anche all'epoca, molti analisti hanno evidenziato una fuga di voti pentastellati verso l'astensione o verso candidati alternativi.
(...)
Va detto che, da questo punto di vista, non c'è reciprocità, perché il presidente 5 stelle della Campania, Roberto Fico, lo scorso novembre è stato sostenuto dagli elettori Pd con numeri importanti. E lo stesso è avvenuto in Sardegna nel febbraio del 2024 per l'elezione della pentastellata Alessandra Todde.
Nel Movimento c'è la consapevolezza che «la questione esiste, ma la mobilitazione dei nostri per le elezioni locali è da sempre inferiore rispetto alle consultazioni nazionali». Vero, quando ci si misura con il voto di opinione i numeri del Movimento sono ben più solidi e la risposta degli elettori più affidabile.
D'altra parte, come ammette un parlamentare, «per una piccola fetta della nostra base loro sono rimasti quelli del "Pd meno L"», storica definizione coniata più di dieci anni fa da Beppe Grillo, quando con i dem era vietato anche solo prendere un caffè.
Il fatto è che alle prossime elezioni politiche, per la prima volta, iscritti e sostenitori 5 stelle potrebbero ritrovarsi chiamati a votare per una coalizione guidata da un leader del Pd. A sostenere Elly Schlein come candidata premier, se fosse lei a vincere le primarie di coalizione, battendo Conte.
Uno scenario tutt'altro che improbabile, tanto che i parlamentari vicini alla segretaria mettono le mani avanti: «Tutti si impegneranno a sostenere il vincitore delle primarie, poi nessuno può essere certo che la base segua l'indicazione del proprio leader».
Tradotto: Conte sarà leale, ma una parte dei suoi sostenitori potrebbe non ascoltarlo. Da vedere quanto peserà nelle urne.
Meno diplomatici dalle parti della minoranza riformista dem: «Conte dice spesso che vuole alleati affidabili e ha ragione. Speriamo che lui per primo sappia dimostrare di esserlo».
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ELLY SCHLEIN GIUSEPPE CONTE
ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA


