schlein conte fratoianni foto campo largo

IL CENTROSINISTRA VIENE SFOCATO IN FOTO! TUTTI GLI SCATTI CHE HANNO ILLUSO LA SINISTRA – DALLA TRIADE DI VASTO AL “PATTO DELLA BIRRA” FINO ALLA FOTO DI IERI AL MONK CON SCHLEIN, CONTE, FRATOIANNI, BONELLI (UNICO INCRAVATTATO), LE ISTANTANEE DEL CENTROSINISTRA CHE NON HA RETTO ALLA PROVA DEI FATTI - IN QUESTE FOTO MANCA SEMPRE MATTEO RENZI. EPPURE I CANDIDATI DEL CENTROSINISTRA LI SOSTIENE OVUNQUE - C'È SOLO UN'IMMAGINE CHE HA AVUTO UN DESTINO PIÙ FORTUNATO: L'ULIVO IN PIAZZA SANTI APOSTOLI. MA LO SCATTO NON SOSTITUIVA LA POLITICA. ARRIVAVA DOPO…

 

 

Alessandro De Angelis per “La Stampa” - Estratti

 

fratoianni schlein conte bonelli al monk

Eccoli, di nuovo sorridenti a favor di camera, nello scatto teso a immortalare la mitica unità dell'altrettanto mitico "campo largo": Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli (unico incravattato). Pose casual, sorrisi disinvolti, gioco scenico secondo cui la regia sta proprio nell'assenza di un copione, per non tradire l'effetto spontaneità. E alla fine: birra.

 

Esattamente come la scorsa estate, sempre alla festa di Avs, quando l'istantanea dei quattro leader (anzi cinque perché c'era anche Riccardo Magi) con un boccale in mano fu pomposamente ribattezzata "patto della birra". Un brindisi all'alternativa contro la destra. Che però è durata il tempo di un cin cin.

 

Finita la bionda chiara, oltre all'indignazione e alla denuncia "contro", di "per" poi non c'è stato quasi nulla: né sulla politica estera, dove ognuno vota le sue mozioni, né sull'immigrazione, dove ognuno ha le sue posizioni, né sull'economia dove ognuno ha i suoi cavalli di battaglia. 

 

vendola bersani di pietro scatto di vasto

In compenso un anno dopo, alla vigilia delle regionali, le poche idee sono compensate dall'abbondante spartizione sui nomi, a metà tra l'imperituro Cencelli e l'eterno tengo famiglia (si sa, per De Luca, i figli so'piezz è core), in attesa che Igor Taruffi, il Witkoff di Elly Schlein parli con Decaro per sbrogliare la matassa pugliese. E ci risiamo, con l'abitudine stanca di foto scattate e, di questi tempi, postate sui social, per trasmettere l'idea di un salto rilevante nella storia, che fissi un prima e un dopo. L'ennesima, di un lungo e non troppo fortunato album di famiglia. Quello delle illusioni naufragate poi sulla realtà sin dalla storica foto di Vasto, la più citata, esaltata, poi criticata e denigrata degli ultimi lustri. 

Correva l'anno 2011 e Bersani, Di Pietro e Vendola dalla cittadina abruzzese si preparavano alla "fuoriuscita da sinistra" al berlusconismo consumato dal gran falò dello spread e dai baccanali poco eleganti di palazzo Grazioli. Ma l'idea (e lo scatto) furono polverizzati dal governo Monti e successivamente anche dalla rimonta di Silvio Berlusconi.

 

schlein conte bonelli fratoianni magi patto birra

Quasi un deja vu della "gioiosa macchina da guerra" di diciassette anni prima. Anche in quel caso, immortalata in una foto con Achille Occhetto, Fausto Bertinotti e Leoluca Orlando. La battuta dell'allora segretario del Pds, che si sentiva la vittoria in tasca, sarebbe passata agli annali come il poco gioioso titolo di una cocente disillusione davanti al successo del Cavaliere col sole (e i quattrini) in tasca, gli effetti speciali e la calza sulla telecamera. 

E chissà, forse l'una e l'altra istantanea suggeriscono prudenza anche per l'oggi. Nel primo caso, il centrosinistra veniva dalla vittoria amministrativa "arancione" (Pisapia a Milano, De Magistris a Napoli, Zedda a Cagliari e successi ovunque). Nel secondo aveva trionfato con Rutelli, Bassolino, Castellani. 

 

Poi le politiche furono un'altra cosa. Come suggeriscono prudenza le altre immagini in posa più o meno studiata, pensate come la prova provata che stavolta sì, la coalizione c'è, ed è la volta buona. Indimenticabile quella scattata a Narni nell'autunno del 2019, subito dopo la nascita del Conte 2 e alla vigilia delle regionali umbre.

Achim Post Diederik Samsom Pedro Sanchez Matteo Renzi Manuel Valls

 

Seduti uno vicino all'altro – tutti incravattati – ci sono Conte, Zingaretti, Di Maio e Speranza. Si voleva dire che il governo era qualcosa di più di una necessità tattica, ma l'avvio di un percorso politico. Di lì a breve, persa l'Umbria, l'avvocato del popolo sarebbe stato insignito del titolo di "punto di riferimento dei progressisti europei". Il governo durò 17 mesi e il dibattito sulla coalizione dura ancora.

 

(...)

festa dell'unità bologna matteo renzi pedro sanchez

A proposito, in queste foto manca sempre Matteo Renzi. Eppure i candidati del centrosinistra li sostiene ovunque. C'è, ma è meglio non mostrarlo, come del resto alla Festa Nazionale dell'Unità. È il set, allora era Bologna, dove ai tempi d'oro (undici anni fa) si fece immortalare assieme a tutti i leader del progressismo europeo in camicia bianca. L'unico che la indossa ancora da premier in carica è Pedro Sanchez, a occhio ancora per poco. 

 

C'è solo un'immagine che ha avuto un destino più fortunato: l'Ulivo in piazza Santi Apostoli. Ma lo scatto non sostituiva la politica. 

Arrivava dopo. 

 

veltroni dini prodi ulivo

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