CAIN CHE ABBAIA, MORDE - IL CANDIDATO AFROAMERICANO ALLA NOMINATION REPUBBLICANA SCAVALCA NEI SONDAGGI MITT ROMNEY - GRAZIE ANCHE AL TEA PARTY, IL PIZZAIOLO HERMAN CAIN STA CONQUISTANDO LA BASE DEL PARTITO CON LE SUE POSIZIONI DURE SU ABORTO, IMMIGRAZIONE E ISLAM - “I DISOCCUPATI DEVONO RIMPROVERARE SOLO SE STESSI SE NON HANNO UN LAVORO”: E LA FOLLA ESULTA - NEL SUO VIDEO PROMOZIONALE IL SUO CAPO STAFF SI FUMA UNA BELLA SIGARETTA (UNICO VERO TABÙ PER GLI AMERICANI)…

1 - CAIN SUPERA ROMNEY NEI SONDAGGI...
Maurizio Molinari per "la Stampa"

I militanti del Tea Party portano Herman Cain in testa alla corsa alla nomination repubblicana ma Rick Perry tenta di sbarragli la strada proponendo l'aliquota fiscale fissa al 20%. A fotografare il capovolgimento di sorti nel campo conservatore è il sondaggio Cbs-New York Times, secondo il quale l'unico candidato afroamericano in lizza guida le preferenze dei potenziali elettori con il 25%, seguito da Mitt Romney a quota 21% e Newt Gingrich al 10%, mentre Rick Perry è relegato a un lontano 6%.

Il massiccio spostamento di favori è avvenuto negli ultimi 40 giorni perché a metà settembre Cain era il fanalino di coda con appena il 5% mentre Perry guidava la classifica con il 23%, seguito da Romney al 16%. A inizio mese Perry era quasi dimezzato - al 12% - mentre Cain aveva raggiunto Romney al 17%, in una progressione visibile che trova spiegazione nel cambiamento di umori nel Tea Party. Il sondaggio parallelo fra di loro vede infatti Cain balzare dal 7% di metà settembre all'attuale 32% con una parabole crescente che segue il percorso opposto a quella di Perry, che aveva il 30% e ora è precipitato al 7%.

Se dunque il governatore del Texas si profilava come il candidato dello zoccolo duro repubblicano contro Mitt Romney, favorito dagli indipendenti, questo ruolo ora è rivestito da Cain. Per tentare di comprendere quanto avvenuto bisogna considerare che i dibattiti tra sfidanti repubblicani hanno visto Perry in ombra - in New Hampshire e Florida - o molto aggressivo - in Nevada - mentre Cain ha preferito giocare una partita sua, puntando a far emergere posizioni molto conservatrici sulle questioni di valore. Ad esempio è stato lui il più esplicito nel dirsi «contro l'aborto in qualsiasi situazione perché la vita inizia al concepimento», coniando la formula «aborto illegale senza eccezioni» che ha trovato il favore delle Chiese conservatrici, così com'era avvenuto per l'opposizione alla legalizzazione delle nozze gay.

Cain è inoltre favorevole a rivedere il sistema dell'«Affirmative Action», che consente alle minoranze di avere quote di accesso in uffici pubblici e università, e a consentire alle «comunità urbane che lo desiderano» di impedire la costruzione di moschee. I suoi toni verso i musulmani si sono spinti fino ad imputare loro di voler «convertire o uccidere tutti gli infedeli», mentre nel dibattito a Las Vegas Cain ha raccolto boati di approvazione, suggerendo che i disoccupati devono rimproverare solo se stessi per non avere lavoro.

Il businessman afroamericano, ex ceo di «Godfather's Pizza» nonché pastore in Georgia, ha così strappato a Perry l'attenzione dei Tea Party, in evidente ricerca di un volto da opporre all'establishment che sostiene Romney. A ciò bisogna aggiungere che il piano economico di Cain sul tipo 9% di aliquota fiscale, Iva e tassa sulle aziende - continua ad attirare l'attenzione del pubblico.

Proprio per questo ieri Perry ha parlato da Greenville, in South Carolina, per proporre un'aliquota fissa al 20%, accompagnata da altre misure come esenzioni per chi guadagna meno di 500 mila dollari e la possibilità di facilitare alle imprese il rientro dei profitti dall'estero. Il piano di Perry nasce dai consigli di Steve Forbes, il miliardario che si candidò nel 1996 alla Casa Bianca, e per limitarne l'impatto Cain ha denunciato una sorta di piano dell'establishment repubblicano per fermare la sua corsa: «L'ex consigliere del presidente Bush, Karl Rove, mi attacca di continuo solo perché vuole favorire Romney».


2 - L'INCREDIBILE VIDEO DELLA CAMPAGNA DI CAIN: IL SUO CHIEF OF STAFF SI FUMA UNA BELLA SIGARETTA
Andrea Salvadore per il suo blog, "AmericanaTVblog.com"

VIDEO: http://www.americanatvblog.com/?p=6420

Chi parla e' il capo della campagna di Cain, Mark Block , che ci dice cosa sta fumando nella sua campagna elettorale. E alla fine dei 30 secondi, prima che appaia il faccione di Cain , si accende una sigaretta. E cosi' rispunta fuori, da una nuvoletta di fumo , il passato di lobbista di Cain per l'associazione dei ristoranti americani in favore della liberta' di fumo. C'e' anche un mistero che circonda lo spot. Si e' creduto fosse un falso tanto e' politicamente scorretto ( in America ). Era stato rimosso dal canale you tube di Cain e non sembra apparire tra i suoi video ufficiali della campagna. Ma ora e' virale non solo sul web ma in televisione.

Il fumo, negli Stati Uniti , e' ormai il vero tabu' . Non il sesso. Chi lo pratica e' trattato come un tossico. E' scontro di giganti tra le grandi corporations del tabacco e i governi delle citta' ( New York e il sindaco Bloomberg , per esempio ) per segregare i "coatti" che si accendono sigarette e costringere cosi' i fumatori a consumare , vergognadosi , il vizietto. Herman Cain e il capo della sua campagna aspirano aria di successo insperato in questi giorni e se ne fregano dei tabu'. Anche perche' , forse, hanno altri scopi che non entrare nella Casa Bianca.

 

herman cainMITT ROMNEYrick perryIL CAPO DELLA CAMPAGNA DI HERMAN CAIN FUMA NEL VIDEO DI PROPAGANDAherman_cain NEL VIDEO DELLA SIGARETTAHERMAN CAIN

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