francesco rocca

“NON NASCONDO DI AVER SPACCIATO DROGA MA HO PAGATO IL CONTO CON LA GIUSTIZIA” – IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA NEL LAZIO FRANCESCO ROCCA, CAPO DELLA CROCE ROSSA (ED EX FRONTE DELLA GIOVENTU'), RACCONTA IL COINVOLGIMENTO IN UN TRAFFICO DI EROINA INSIEME A UN CLAN DI NIGERIANI: “VIVEVO AD OSTIA E SONO FINITO IN UN GIRO DI AMICIZIE SBAGLIATE. MI SONO FATTO UN ANNO AGLI ARRESTI DOMICILIARI E HO INIZIATO UN PROFICUO PERCORSO DI RECUPERO – OGGI SONO UN’ALTRA PERSONA. HO ANCHE DIFESO IMPORTANTI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA TANTO DA FINIRE NEL MIRINO DELLA MAFIA"

Grazia Longo per www.lastampa.it

 

francesco rocca foto di bacco

Francesco Rocca, 57 anni, avvocato, separato, padre di due figli di 15 e 29 anni, ex Fronte della Gioventù, negli ultimi dieci anni è stato a capo della Croce rossa dalla quale si è appena dimesso per candidarsi alla presidenza della Regione Lazio per conto del centrodestra. E proprio mentre sta preparando la squadra di assessori da presentare agli elettori, dal suo passato riemerge una brutta pagina giudiziaria che lo ha visto condannato a tre anni per spaccio di droga.

 

Inevitabile che se ne parli durante la campagna elettorale.

«Non posso e non voglio nascondere il mio passato. Ma sono trascorsi 38 anni, all’epoca ne avevo solo 19 ed ero pieno di problemi e fragilità».

Al punto da essere coinvolto nello spaccio di eroina da parte di un clan di nigeriani?

«Mi creda, fatico a parlarne ancora oggi. Ma mia madre da lì a poco sarebbe morta per un cancro, ero molto sofferente e iniziai a usare gli stupefacenti. Vivevo ad Ostia, che non è proprio un ambiente tranquillo, e sono finito in un giro di amicizie sbagliate. Ma ho pagato il conto con la giustizia: mi sono fatto un anno agli arresti domiciliari e ho iniziato un proficuo percorso di recupero».

In che modo?

francesco rocca giampaolo angelucci foto di bacco

«Mentre ero rinchiuso in casa ho iniziato a studiare Legge e mi sono poi laureato in soli tre anni e mezzo. Appena tornato libero ho cominciato a impegnarmi nel volontariato con la Caritas, devo molto a Don Luigi Di Liegro. E da allora non ho mai smesso di essere in prima linea sul sociale».

 

Il passato però torna sempre a galla.

«Non ho mai taciuto una virgola di quello che mi è accaduto, ma è evidente che oggi sono un’altra persona. L’ho dimostrato negli anni anche con la mia professione».

Prima di diventare manager della Sanità e occupare il posto più alto della Croce Rossa ha svolto anche la professione di avvocato penalista?

«Sì, ho anche difeso importanti collaboratori di giustizia tanto da finire nel mirino della mafia. Per cinque anni ho vissuto sotto scorta».

francesco rocca

 

Poi c’è stato l’impegno come commissario all’ospedale Sant’Andrea e infine alla Croce Rossa. Perché ora ha deciso di scendere in politica?

«Per mettermi al servizio della collettività. Il mio obiettivo è quello di migliorare la vita dei cittadini laziali, soprattutto sul fronte della mobilità e della sanità, che negli ultimi dieci anni è rimasta congelata».

 

Quali sono le sue priorità sul fronte sanitario?

«Eliminare le lunghe liste d’attesa nel settore pubblico, perché non ha senso che solo chi ha soldi possa curarsi più celermente nel privato, diminuire gli intasamenti dei pronto soccorso e migliorare l’umanizzazione dei servizi».

 

Il suo concorrente è l’assessore regionale uscente alla Sanità Alessio D’Amato. Secondo lei ha lavorato bene durante il periodo clou del Covid?

«Sì, ma è anche vero che disponeva di sovvenzioni infinite. E poi anche noi come Croce Rossa abbiamo offerto un grande contributo: pensiamo anche solo alle vaccinazioni con i nostri quattro grandi hub a Termini, Fiumicino, Porta di Roma e Tor Vergata».

 

Purtroppo nelle amministrazioni pubbliche la corruzione è sempre dietro l’angolo. Come pensa di arginarne il pericolo?

«L’asticella della lotta alla corruzione con me sarà altissima».

Lei è sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Si sente espressione del partito della premier Meloni?

«Da studente militavo nel Fronte della gioventù, come molti esponenti di Fratelli d’Italia, ma sono lusingato d’essere stato indicato da tutta la coalizione».

 

Perché alla fine hanno scelto lei e non Fabio Rampelli, che partiva favorito?

FRANCESCO ROCCA

«Lui è uno dei migliori politici che conosca. Non spetta a me dirlo, ma alla coalizione».

Pensa di vincere le elezioni?

«Credo di sì. I cittadini capiranno che il metro per valutare D’Amato non sono i due anni di Covid, ma gli altri otto in cui non ha ottenuto granché».

 

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