E POI DICONO CHE NON SONO PIÙ COMUNISTI: I GIOVANI PD IN VIAGGIO STUDIO NEL CAMPUS DEL PCC A NANNING, NELLA CINA MERIDIONALE - LA TOLLERANZA ZERO DI PISAPIPPA - SILVIO INCORONA LA POLIDORI - A GOLDMONTI BASTANO DUE SANDWICH - IL CAOS DEL SAN RAFFAELE ARRIVA FINO A COLOGNO - LADRI AL SENATO: CHI HA RUBATO IL TRENCH AL SENATORE MARITATI? - CAROFIGLIO E CARO STIPENDIO (DA PARLAMENTARE) - DUELLI PIDIELLINI: MELONI VS CALABRIA - ORNAGHI MINISTRO NON MOLLA LA POLTRONA DI RETTORE - L’ORATORIA DI GONZÁLES-PALACIOS OSCURA MIELI…

Enrico Arosio per Primo Di Nicola per "l'Espresso"


1. GIOVANI PD: A SCUOLA DAI COMUNISTI...

Indovinate un po' dove vanno i giovani quadri dirigenti del Partito democratico in viaggio di studio? In uno Stato autoritario: a Nanning, capitale del Guangxi, Cina meridionale, ospiti del Partito comunista cinese. Come si legge sul sito dell'International Department del Comitato centrale del Pcc, una delegazione capeggiata dalla professoressa Mariangela Matonte, in rappresentanza del Dipartimento formazione del Pd, ha visitato la Cina per un "tour di studio" dal 30 novembre al 10 dicembre. Dodici studenti di Officina Politica, corso di formazione dei futuri dirigenti Pd, sono stati ospiti presso un campus di partito dove tuttora si studia il marxismo.

Secondo un resoconto stilato sul sito della scuola, durante il soggiorno i democratici hanno appreso "la filosofia e le modalità di formazione" del Partito comunista cinese. In Italia, del tour offerto dal Pcc sono giunte solo le fotografie, pubblicate su Facebook, dei partecipanti italiani con indosso colbacco e stella rossa o seduti accanto alla statua di Lenin.

Si è trattato, fatto sorprendente, degli unici giovani di un partito riformista europeo a recarsi in Cina a questo scopo. Nel 2010, il segretario Pier Luigi Bersani e Massimo D'Alema, come presidente della Fondazione Italianieuropei, avevano goduto di un invito da parte dello stesso International Department. L. Q.

2. LINEA DURA SENZA PAURA...
C'è più paura che Pm 10 nell'aria di Milano. E Giuliano Pisapia l'ha fiutata al volo. Le ultime decisioni della sua giunta puntano a prevenire un nuovo allarme sul fronte legalità e sicurezza che un recente sondaggio Ispo mette al primo posto tra le preoccupazioni dei milanesi. Superando, a sorpresa, l'emergenza smog. Ed ecco allora il giro di vite: linea dura, ma senza clamore. Lo si intravvede nella recente decisione di vietare l'affidamento di un gruppo di 13 negozi di proprietà comunale a money transfer, phone center, centri massaggi, take away e kebabberie. In pratica il core business dell'imprenditoria immigrata. Non solo.

La giunta arancione ha portato da 50 a 450 euro le sanzioni minime per chi vende bibite in bottiglie di vetro nelle zone della movida serale, dall'Arco della Pace ai Navigli. A fine gennaio sarà poi ripristinato il vigile di quartiere, vecchio pallino della giunta di centrodestra, con 350 "ghisa" liberati dalle scartoffie e riportati in strada a fare da deterrente per i reati e lenire la percezione diffusa di insicurezza. E qualcuno, a sinistra, già si chiede: ma è la giunta Pisapia o è la giunta Moratti? T. Mac.

3. MISSIONI SPECIALI: POLIDORI SUGLI ALLORI...
Tocca a Catia Polidori. È la donna del momento per Silvio Berlusconi. Come nel 2006-2007 scelse Michela Vittoria Brambilla per il progetto riservato dei Circoli della Libertà, ora ha chiamato lei, l'ex viceministro al Commercio estero. Da settimane la Polidori sta lavorando a stretto contatto con il Cavaliere su un'iniziativa che verrà lanciata all'inizio dell'anno nuovo. Nelle intenzioni dell'ex premier dovrebbe risollevare le sorti del Pdl e del centrodestra.

Sarà un'operazione a tappeto su tutto il territorio nazionale per la raccolta fondi in vista della campagna elettorale. Nome in codice: Italia per la libertà. La Polidori non è un personaggio secondario. Fu lei, il 14 dicembre 2010, a lasciare Gianfranco Fini facendo mancare i numeri per il disarcionamento del Cavaliere. A lei Berlusconi affiderà l'operazione rilancio. V. D.

4. RITI DI PALAZZO: DUE SANDWICH PER MONTI...
Continua la lotta di Mario Monti ai costi inutili di Palazzo Chigi. Adesso nel mirino è finito il cerimoniale. Il sabato caldo della manovra, nella sede della presidenza del Consiglio era stata preparata una tavola imbandita di tutto punto per il pranzo del premier. Il quale in quelle ore era impegnato a spiegare ai partiti le modalità del decreto di stabilizzazione dei conti pubblici. In una pausa il capo del governo è stato invitato a sedersi al sontuoso desco.

Ma Monti ha fatto intendere di non gradire. "Stiamo lavorando, ci bastano due sandwich", ha detto a uno dei funzionari. E così lo sfarzo anche all'ora di pranzo, a cui il predecessore Berlusconi teneva molto, è finito in soffitta. V. D.

5. DON VERZÉ INGUAIA COLOGNO...
L'ombra di Don Verzé si allunga su Cologno Monzese. Nella Mediaset-town è braccio di ferro tra la giunta di centro-sinistra e il San Raffaele. La grossa operazione immobiliare avviata nel 2006 dalla Edilraf di Mario Cal, il top manager suicidatosi a luglio, è a un bivio.

Il rifacimento dell'area storica intorno alla pieve di San Giuliano, con i 250 appartamenti della Residenza Il Ruscello, è a buon punto, ma il sindaco Mario Soldano non concederà l'agibilità finché non saranno completate e collaudate le opere pubbliche per 4,5 milioni che il Comune aveva chiesto in cambio: due piazze, un piccolo parco, un mini auditorium, residenze e negozi.

Il problema è che la Edilraf, che dopo Cal è stata gestita da Mario Valsecchi, il direttore amministrativo del San Raffaele arrestato il 13 novembre con l'accusa di associazione a delinquere, è a rischio crac e sta cedendo l'affare Cologno a un altro operatore, garantito, pare, da una banca. "Vogliamo vederci chiaro", dice il sindaco Soldano, "per assicurare la qualità degli spazi pubblici promessi e tutelare i cittadini che hanno già comprato casa". Dettaglio finale: il progetto complessivo è dell'architetto pugliese Renato Sarno, indagato per le tangenti del "sistema Sesto" con l'amico Filippo Penati del Pd, ex presidente della Provincia di Milano. E. A.

6. PARLAMENTO IN CIFRE...
68.047 sono i detenuti presenti nelle carceri italiane, secondo l'ultimo rilevamento mensile di dicembre. È stato registrato un esubero di 23.632 reclusi rispetto alla reale capienza delle carceri, pertanto il sovraffollamento medio nazionale ha raggiunto il 53,2 per cento. In questa legislatura, sono state presentate 1.639 interrogazioni, molte da parlamentari radicali, per denunciare le condizioni e i diritti negati ai detenuti

7. TIFOSI ECCELLENTI: TEMPI DA LUPI...
Che ci faceva l'ex premier e ora presidente del Copasir, Massimo D'Alema, in tribuna allo stadio Olimpico lunedì 12 dicembre? Che domanda. D'Alema è un accanito tifoso romanista e quel giorno si giocava Roma-Juventus. Nonostante D'Alema sia stato, negli anni, una presenza fissa alle partite in casa dei lupi giallorossi, era un po' che non si vedeva in tribuna Vip. Per l'esattezza, da quando Rosella Sensi non è più presidente dei giallorossi.

Lecito quindi chiedersi perché l'ex premier abbia deciso di tornare a sostenere la propria squadra del cuore. "Sono qui", ha risposto D'Alema a chi ha avuto l'ardire di chiedere lumi, "per portare un po' di solidarietà a questa squadra senza allenatore, senza giocatori... È la prima volta che vengo, quest'anno". Il risultato, però, non ha risentito della presenza di D'Alema: la partita infatti è finita 1 a 1, con in più la beffa di un rigore parato a Totti. G. C.

8. PIOVE, SENATO LADRO...
Disavventura assai seccante per il senatore del Pd Alberto Maritati. Mercoledì scorso, infatti, mentre era in aula per ascoltare l'informativa del presidente Monti sugli esiti del Consiglio europeo, si è visto sottrarre il suo impermeabile inglese, un pregevole trench di Burberry, del valore di circa mille euro, che aveva posato sulle poltroncine adiacenti l'emiciclo, così come abitualmente fanno tanti altri suoi colleghi.

Un luogo, quello, accessibile solo ai senatori e ad alcuni loro fidati collaboratori, oltre ovviamente ai commessi e ai funzionari di Palazzo Madama. L'afflizione di Maritati, però, è aumentata quando ha ricordato che all'interno del suo impermeabile era custodita anche una fotocamera Canon, costata sui 300 euro, e un copricapo da pioggia di marca Borsalino, del valore di altri 100 euro: insomma, un danno complessivo di circa 1.400 euro. Fastidioso. Per non parlare della beffa finale all'uscita del palazzo: fuori, infatti, pioveva forte. S. T.

9. INDENNITÀ PARLAMENTARE - CAROFIGLIO E CARO STIPENDIO...
Tempi magri, forse, anche per onorevoli e senatori: a gennaio dovrebbe arrivare il taglio delle loro indennità o, meglio, l'adeguamento alla media europea. Tra i molti a opporsi, lo scrittore Gianrico Carofiglio, senatore del Pd. Magistrato fuori ruolo, autore di bestseller da cui vengono tratti puntualmente film e titolare di una dichiarazione dei redditi 2010 con 979.596 euro di imponibile, Carofiglio è uno strenuo difensore dello status quo. "Se si trattasse di adeguamento", teorizzava lo scrittore in sala Garibaldi al Senato, "allora dovrebbero alzarcelo, lo stipendio, visto che siamo sotto la media europea".

Il riferimento di Carofiglio è alla voce "indennità" della busta paga da senatore, cui però si sommano i benefit di cui godono i parlamentari, dai contributi per i portaborse al rimborso delle spese telefoniche e di trasporto, che fanno lievitare il tutto. Secondo Carofiglio, che di certo non deve strappare il mutuo a uno stipendio da fame, "sarebbe più giusto dare i rimborsi spese a piè di lista". Come dire: chi più spende, meno spende (dei suoi). G. C.

10. FINI / 1 - L'AMICO SOMALO...
Era partito dalla Somalia per incontrare a Roma Gianfranco Fini, ma non appena ha lasciato la sua terra è stato sfiduciato: è la sorte toccata a Sharif Hassan, il presidente del Parlamento federale di transizione della Somalia che avrebbe dovuto incontrare il presidente della Camera il 14 dicembre a Montecitorio.

Non appena ha raggiunto il primo scalo del suo viaggio verso Roma, però, il baffuto presidente del Parlamento ed ex ministro delle Finanze somalo ha saputo di aver perso il posto. Così è saltato pure l'incontro con Fini. Chissà se qualcuno gli ha citato l'antico adagio: chi va a Roma perde la poltrona. B. C.

11. FINI / 2 - E AL CONCERTO RESTÃ’ SOLO...
Com'è ovvio, Gianfranco Fini era presente al concerto di Natale che, come ogni anno, è stato eseguito nell'aula di Montecitorio dall'Orchestra Junior e dal Coro delle voci bianche dell'Accademia di Santa Cecilia. Il presidente della Camera ha salutato gli oltre 200 musicisti in erba in chiave risorgimentale ricordando che "chi serve le istituzioni deve dare l'esempio ai giovani". Peccato, però, che, insieme agli invitati, oltre a lui non ci fosse nessun altro deputato a incontrare i ragazzi. Non uno su 630. B. C.

12. POLEMICA A FIRENZE - RENZI E I ROSICONI...
L'Idv fiorentino lo ha ribattezzato l'Indiana Jones dell'arte. E in molti, da Italia Nostra a Salvatore Settis, si sono schierati contro il via libera di Matteo Renzi, sindaco di Firenze, alla ricerca della "Battaglia di Anghiari", il capolavoro di Leonardo da Vinci, che sarebbe celata dietro una parete, affrescata dal Vasari, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio.

Due le obiezioni di chi contesta la ricerca, coordinata da Maurizio Seracini e sponsorizzata (un milione di euro) dalla National Geographic Society americana: la sua utilità e il timore di risultare invasivi con la sonda che esplora l'opera vasariana. Mentre cadono pezzi del soffitto del vicino Salone dei Duecento e Palazzo Vecchio è in "condizioni indecorose", secondo lo storico dell'arte Tommaso Montanari. Ma Renzi replica nello stile che gli è proprio: "Ai rosiconi della ricerca dico: ride bene chi ride ultimo". M. La.

13. DUELLI - TIRA ARIA DI CALABRIA...
Il vecchio adagio "mai mettere due galli nello stesso pollaio" vale anche nel sottobosco pidiellino. I galli stavolta sono l'ex ministro Giorgia Meloni e la giovane deputata Anna Grazia Calabria. Tra le due, consecutivamente presidenti del movimento giovanile del partito, Giovane Italia, corre ormai il sangue, e non quello buono. Meloni ha accusato Calabria di volerle rubare il posto di leader delle nuove leve, ricorrendo anche a operazioni poco chiare nel recente tesseramento.

Calabria rivendica il proprio primato in base alla diretta provenienza da Forza Italia e anche all'amicizia con Araba Dell'Utri, nipote di Marcello, con la quale mosse i primi passi in politica. Se tutto pare al momento andare bene per la giovane deputata, di recente messa a capo della nuova web Tv voluta da Berlusconi a Palazzo Grazioli, per la Meloni i grattacapi non sono finiti: gira il suo nome per la prossima corsa a sindaco di Roma che, secondo i sondaggisti, dopo l'esperienza Alemanno, sembra persa in partenza. S. R.

14. GONZÁLES CONTRO MIELI...
Paolo Mieli è un parlatore acuto e interessante, a suo agio nelle occasioni mondane. Ma la sera di giovedì 15, a Milano, l'ex direttore del "Corriere", presidente di Rcs Libri, è stato - mondanamente - oscurato da uno storico dell'arte ispano-cubano. È accaduto che il tradizionale cocktail natalizio di Rcs in via Solferino fosse in programma in contemporanea a un invito Bompiani alla Villa Reale di via Palestro, dove Alvar Gonzáles-Palacios - un connaisseur di mostruosa erudizione che ha consigliato, tra gli altri, Gianni Agnelli - ha intrattenuto una platea scintillante sulle sofisticate architetture d'interni di Roberto Peregalli e Laura Rimini.

Così molti, sedotti dalla oratoria snob di Gonzáles, hanno rinunciato alla soirée rizzoliana. Oltre a banchieri, belle signore e fashionistas, per salutare Peregalli-Rimini a un certo punto è comparsa anche una loro cliente piuttosto appartata, Veronica Lario, affettuosamente scortata da Maria Latella, buona amica e direttrice di "A", settimanale rizzoliano. E. A.

15. LEGA SCATENATA...
La Lega sbracata non è solo in Parlamento. A Tombolo, piccolo comune nel Padovano, il sindaco leghista, Franco Zorzo, ha fatto scrivere sui pannelli luminosi adibiti a cartellonistica stradale: "Manovra Monti: massacro sociale". Spazi pubblici per fini partitici? Reazioni impietose sui blog, come questa: "Mi fanno ancora più schifo certi sindaci, che hanno dimenticato che, se siamo arrivati a ciò, è colpa loro, che hanno fatto solo i loro interessi; e ora vogliono presentarsi come i difensori dei deboli".

Ma la Lega è incontenibile. Il sindaco Tosi a Verona mette un tappeto con il Sole delle Alpi nel suo ufficio pubblico e il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, di fronte alla perdita della poltrona, perde la trebisonda: Monti è "un bancario comunista", siamo governati da "una dittatura cattocomunista, guidata dal comunista Napolitano". P. T.

16. MINISTRI RETTORI: LORENZO IL MAGNIFICO...
"I presidenti passano, i professori restano", ha detto Mario Monti citando Giovanni Spadolini. Lorenzo Ornaghi, neo ministro ai Beni Culturali, l'ha preso alla lettera. Il premier ha abbandonato ogni altra funzione, Francesco Profumo ha lasciato il ruolo di rettore del Politecnico di Torino (salvo mantenere, in attesa del parere dell'Antitrust, il doppio incarico come presidente del Cnr), Ornaghi invece è rimasto rettore dell'Università Cattolica.

I poteri sono passati in via temporanea al vicario Franco Anelli. Ma il governo Monti al massimo arriverà al 2013, mentre la carica alla Cattolica scade nel 2014. E dunque Ornaghi può stare tranquillo. Sempre che la Cei continui a opporsi alle richieste di dimissioni caldeggiate, a quando pare, sia dal cardinal Tarcisio Bertone sia dall'arcivescovo di Milano Angelo Scola. S. Cer.

17. UMBRIA: SVEDESI ALL'ATTACCO...
Ikea sì, Ikea no: questo è il problema. Almeno in Umbria, dove il gruppo svedese di arredamento vorrebbe aprire un grande punto vendita, ma non è così facile. C'è il consumo di suolo: il centro commerciale sorgerebbe nelle campagne di San Martino in Campo, fuori Perugia. Perché, chiedono Legambiente e Italia Nostra, convertire 30 ettari di "terreno agricolo di pregio" (così nel Piano regolatore) anziché usare terreni già adibiti ad usi industriali e commerciali? "È la zona adatta, per bacino d'utenza, viabilità e visibilità", ribatte Ikea: "Sono terreni in gran parte coltivati a girasoli, coltura non di pregio".

Un punto oscuro sta poi nelle intermediazioni a monte: permute e compravendite per cui le Opere Pie Riunite, già proprietarie dell'area, e un costruttore locale sono stati indagati per corruzione dalla Procura di Perugia. Gli svedesi confermano il progetto, ma chiedono anche "massima chiarezza rispetto all'indagine in corso", augurandosi "una rapida conclusione, in modo da permettere il proseguimento dell'iter autorizzativo". Ce la faranno? D. Pao.

18. BRUNETTA CI METTE LE FACCE...
Cittadini soddisfatti dei servizi pubblici erogati agli sportelli. Lo rivela l'ultimo report (31 ottobre) di "Mettiamoci la faccia", progetto dell'ex ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta: emoticon su uno schermo video (in forma di totem) per misurare il livello di gradimento degli utenti che si rivolgono alla pubblica amministrazione.

I giudizi sono positivi nell'81 per cento dei casi, anche se all'iniziativa ha partecipato solo il 15 per cento delle persone presentatesi agli sportelli. Tra tutti gli uffici, l'Anagrafe del Comune di Roma è da record: il 99,5 per cento dei cittadini reputa buono il servizio. "Dati inverosimili", tuona però il presidente dell'associazione consumatori Adusbef, Elio Lannutti: "Lo dimostrano i continui reclami sugli uffici pubblici che riceviamo dalla capitale". M. Gia.

19. LAVORO: DONNE IN BIANCO...
"Se vuole il lavoro, firmi queste dimissioni in bianco, senza data". Un abuso da parte delle aziende che spesso, in caso di maternità o lunga malattia, tirano fuori quel foglio firmato anni prima dalla lavoratrice, aggiungono giorno, mese e anno e fanno figurare il licenziamento come una scelta della dipendente.

Per impedire quest'abuso, la legge 188 del 2007 (governo Prodi), prevedeva che le dimissioni fossero scritte su moduli con numerazione progressiva, in modo da non poter essere post-datate. La norma è stata cancellata dal ministro Sacconi, nel 2008. Un gruppo di 14 donne, tra cui Titti Di Salvo e Ritanna Armeni, hanno inviato una mail al ministro del Lavoro, Elsa Fornero, chiedendo il ripristino del provvedimento. In assenza di risposte, sono pronte a promuovere una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare. M. Gia.

 

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