LA "SCISSIONE" NELLA LEGA E' SOFT: NASCE UN NUOVO CARROCCIO DENTRO IL PARTITO - SALVINI DEVE FARE I CONTI CON IL NUOVO ASSE PADANO PER RILANCIARE IL NORD - L’ASSESSORE LOMBARDO GUIDO GUIDESI (TRA I PAPABILI SUCCESSORI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LOMBARDIA) E ALAN FABBRI, SINDACO DI FERRARA, SONO AL LAVORO PER CREARE UN’ASSOCIAZIONE ALL'INTERNO DELLA LEGA (PER FAR PESARE GLI AMMINISTRATORI DEL NORD) – IL MALESSERE NEI CONFRONTI DI VANNACCI, I RISULTATI GIUDICATI INFERIORI ALLE ATTESE SUL TEMA DELLA SICUREZZA E L'IDEA DI DUE LEGHE CONFEDERATE SUL MODELLO CDU-CSU, O “ALLA BAVARESE”, PIÙ VOLTE INVOCATO DA LUCA ZAIA…
Francesca Del Vecchio per “la Stampa” - Estratti
Dopo i governatori, nella Lega anche altri amministratori provano a farsi sentire. E all'elenco si aggiunge l'Emilia Romagna.
Ufficialmente si è trattato solo uno scambio di auguri di inizio anno, accompagnato da un post dai toni cordiali.
Di fatto, l'incontro tra Guido Guidesi, assessore regionale lombardo allo Sviluppo economico, tra i papabili successori alla presidenza della Lombardia, e Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, è andato oltre la cortesia istituzionale.
Si potrebbe dire che sia stato l'avvio di un progetto politico: l'ipotesi di una possibile associazione culturale-territoriale della Bassa Padana all'interno della Lega. Uno strumento per mettere insieme e far pesare la forza degli amministratori del Nord.
D'altronde, a voler guardare bene tra le righe di quel post, è lo stesso Guidesi a parlare di «tempi che cambiano, amicizia e identità che restano».
E infatti, i due sono vecchi amici, legati da un rapporto di lungo corso. Cresciuti entrambi politicamente nella stagione fondativa del Carroccio, quando il partito si chiamava Lega Nord. Motivo in più per credere che il loro incontro abbia fatto da cornice a un confronto sul futuro della Lega nei territori che entrambi rappresentano. Nello specifico, tre regioni del triangolo settentrionale che negli anni hanno garantito consenso, classe dirigente e governo locale (Lombardia, Emilia Romagna e Veneto) e che adesso si sentono svalutate: decisive nei numeri, ma sempre meno determinanti nei processi decisionali. E che pretendono risposte da Matteo Salvini.
Secondo quanto ricostruito da La Stampa, l'incontro sarebbe servito per valutare i primi passi, definire la natura dell'associazione e chiarirne gli obiettivi: ridare voce alle istanze del Nord, tornare a essere sindacato del territorio. Guidesi e Fabbri sono entrambi espressione della generazione del «Padroni a casa nostra» per cui il radicamento territoriale era il principale tratto distintivo leghista. Ma il punto non sarebbe recuperare nostalgicamente la «vecchia Lega». Piuttosto interrogarsi su quanto la Lega di oggi riesca ancora a rappresentare fino in fondo quelle istanze: il ruolo degli amministratori e la capacità di incidere sulle scelte che riguardano il Nord. L'iniziativa, a quanto pare, non ha alcuna vocazione di scalata alla leadership nazionale. Ma vuole rivendicare tutti gli spazi di dialogo.
Anche a costo, se necessario, di assumere posizioni critiche rispetto a un governo amico.
(…) Il malessere, spiegano le fonti, riguarda anche il profilo identitario di alcuni esponenti del partito: al Nord c'è una crescente difficoltà a riconoscersi in figure come l'ex generale Roberto Vannacci, oggi eurodeputato leghista. E anche sul tema della sicurezza, storico cavallo di battaglia della Lega, i risultati giudicati inferiori alle attese non hanno portato, come un tempo, a un confronto critico con gli alleati.
Il riferimento politico che circola con maggiore insistenza è il modello Cdu-Csu, o «alla bavarese», più volte invocato da Luca Zaia, che ha voluto rilanciarlo a settembre dal palco di Pontida: forte autonomia politica, interlocuzione costante con l'Europa, capacità di affrontare anche temi sensibili assumendosene la responsabilità. «Due Leghe confederate, ma autonome», aveva spiegato.




