xi jinping giorgia meloni joe biden

GLI AMERICANI FANNO GEOPOLITICA CON LE NOSTRE CHIAPPE - LA CASA BIANCA PREME AFFINCHÉ IL GOVERNO MELONI PORTI L’ITALIA FUORI DALLA “VIA DELLA SETA”, IL PIANO SIGLATO NEL 2019 CHE CI LEGA ALLA CINA CON 19 INTESE ISTITUZIONALI E 10 ACCORDI COMMERCIALI - LA DISDETTA, CHE DEVE ESSERE ESPLICITA E BEN MOTIVATA, AVREBBE DEI COSTI NELLE RELAZIONI CON LA CINA E I BENEFICI ANDREBBERO AD ALTRI PAESI EUROPEI: NOI CHE CI GUADAGNIAMO? - GIORGIA MELONI VORREBBE ANDARE IN VISITA A PECHINO ENTRO FINE ANNO, MA MOLTO DIPENDERÀ DALLA DECISIONE SULLA “VIA DELLA SETA”…

Estratto dell’articolo di Carlo Marroni per il “Sole 24 Ore”

 

KEVIN MCCARTHY E GIORGIA MELONI

C’è un dossier sul tavolo, ingombrante e non evitabile. L’Italia entro breve deve prendere l’iniziativa sulla Via della Seta, il maxi accordo commerciale che l’Italia, unico paese occidentale, ha firmato con la Cina nel 2019 dal governo Conte. Ma che è di fatto congelato – così è stato nel periodo di Mario Draghi – e da tempo in attesa di una decisione.

 

L’esecutivo Meloni potrebbe aver deciso di uscire dall’intesa, anche se in realtà al momento «sta riflettendo», come dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Gli Usa, non da oggi, premono per una risoluzione: un orientamento più deciso dovrà essere assunto prima della missione di Giorgia Meloni a Washington, prevista (ma non ancora fissata) all’inizio dell’estate.

 

biden meloni

Ma prima c’è un altro appuntamento, il G-7 in Giappone, dove il tema delle relazioni con Pechino sarà centrale: sia per l’attivismo militare attorno a Taiwan (ma anche la vicenda dei dirigibili ha il suo peso) sia per l’iniziativa cinese verso Mosca apparentemente per una soluzione della guerra in Ucraina (iniziativa considerata al momento del tutto inconsistente[…]).

 

Mancano meno di tre settimane al summit dei leader a Hiroshima, ora […] «gli alti funzionari di entrambe le sponde dell’Atlantico si aspettano che Meloni segnali la direzione che Roma prenderà». […] entro dicembre dovrebbe essere data disdetta verso quello che ufficialmente si chiama Belt and Road Initiative (Bri), che consta di 19 intese istituzionali e 10 accordi commerciali. Ieri intanto un contatto ad alto livello c'è stato a Roma con la visita ieri dello speaker della Camera dei rappresentanti degli Usa, il repubblicano Kevin McCarthy, accompagnato da un’ampia delegazione bipartisan del Congresso statunitense […]

MELONI XI JINPING 56

 

[…] osservatori delle relazioni Italia-Usa rilevano come in questo periodo ci sia da parte della destra americana, e in particolare dell’ala più moderata, attenzione verso il governo italiano […] Il quadro che emerge quindi è di una azione diplomatica a vari livelli verso l’Italia in un momento di crisi delle altre leadership europee, e in un contesto di guerra in Ucraina che necessita di ogni sponda sicura (e in questo senso va forse anche letta la visita a Londra con tutti gli onori di Meloni).

 

giorgia meloni joe biden g20

Gli Stati Uniti da tempo premono per un progressivo “decoupling” strategico, il progressivo sganciamento delle economie occidentali dalla Cina (processo a cui l’Europa si oppone, Germania e Francia in testa, ma anche l’Italia). Quindi una decisione sulla Via della Seta è parte di un disegno complessivo, ma la Cina cerca per quanto può di non lasciare spazi. Pochi giorni fa l’ambasciatore di Pechino a Roma, Jia Guide, ha escluso possibili «modifiche o aggiornamenti» al memorandum d’intesa.

 

meloni xi jinping

Gli Stati Uniti sanno bene che una presa di posizione forte di Roma per la disdetta, che deve essere esplicita e quindi ben motivata, avrebbe dei costi nelle relazioni con la Cina, i cui benefici andrebbero a stretto giro verso gli alleati europei: inoltre la premier ha intenzione di andare in visita a Pechino entro fine anno, ma certo dipenderà dallo sviluppo del dossier. Si vedrà.

 

Intanto il governo ha di recente nominato il nuovo ambasciatore in Cina, Massimo Ambrosetti, profondo conoscitore del paese e certamente uno dei maggiori esperti nella nostra diplomazia in cybersecurity. Una competenza non da poco, vista l’attenzione dell’esecutivo sui rischi cibernetici, un'azione che esercita con l’uso massiccio del “golden power”, speciale disciplina per l’uso dei poteri speciali nei settori strategici, che verso la Cina sono soprattutto concentrati delle telecomunicazioni. Diversi provvedimento da inizio anno sono stati emanati - via Dpcm - in tema di forniture a operatori italiani nel campo del 5G, territorio cinese per eccellenza.

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…