BARCA E VILLA, VACANZE CIELLE - UNA MEGAVILLA DA 13 STANZE IMMERSA IN UNA DELLE PIÙ BELLE BAIE DELLA SARDEGNA - LA COMPRAVENDITA NERO SU BIANCO: DACCÒ VENDE A PEREGO PER 3 MLN € (“MENO DI UN TERZO DEL VALORE DI MERCATO”) MA 1 MLN E 100 MILA € PER IL “MUTUO CONCORDATO” CE LI METTE FORMINCHIONI: PERCHÉ TUTTA QUESTA GENEROSITÀ? - DENTRO LO YACHT ERA STATO REALIZZATO UN PICCOLO ALTARINO...

Paolo Berizzi per "la Repubblica"

Eccolo nero su bianco, e fuor di «gossip», il pedigree della villa dove Roberto Formigoni trascorreva le sue vacanze a Porto Cervo. L´atto di «compravendita» è datato 28 ottobre 2011 e porta la firma di un notaio di Tempio Pausania. Sui quattro fogli intestati all´Agenzia del Territorio c´è il nome del venditore - la società «Limes srl» di Maria Erika Daccò (figlia di Pierangelo, l´uomo d´affari finito in carcere per il crac del San Raffaele e che pagava le vacanze al presidente della Lombardia) - e dell´acquirente, il commercialista milanese Alberto Perego, confratello di Formigoni nei Memores Domini e suo convivente nella ovattate stanze della comunità ciellina. Anche lui un uomo col fiuto per gli affari, non c´è che dire.

Il rogito di fine ottobre con cui i Daccó gli vendono la loro magione con vista sul golfo del Pevero viene depositato con un prezzo d´acquisto che qualunque immobiliarista della Costa Smeralda definisce, per usare un eufemismo, «poco congruo», o «fuori mercato». Tre milioni di euro. E cioè, spiega un operatore del settore che tratta solo megaville, «meno di un terzo del suo valore».

Insomma, per Perego un affarone che val bene l´accensione di un mutuo. La Banca di Credito Sardo gli accorda una «base» di 1,5 milioni. Il memore la accresce con 1 milione e 100 mila euro che gli vengono versati in due tranche dal suo amico Formigoni: il primo bonifico porta la data del 13 maggio 2011. «Mutuo concordato», è scritto sulla causale. Il secondo parte, con identico beneficiario, il 17 giugno e porta nelle tasche di Perego altri 100 mila euro. In tutto, ed è anche su questo punto che si stanno concentrando i magistrati, il governatore lombardo allunga al suo fedelissimo un gruzzolo equivalente a undici anni di stipendio.

Perchè tanta generosità? Ad ogni modo: il 28 ottobre Perego - già condannato in primo grado a quattro mesi (pena sospesa) per falsa testimonianza per avere negato di essere il beneficiario di un conto bancario svizzero nell´inchiesta «Oil for Food» - perfeziona l´acquisto della villa di Daccò. Una splendida dimora di tredici stanze che negli ultimi anni ha ospitato abitualmente Roberto Formigoni.

Per raggiungere la villa bisogna arrampicarsi sulla collina di «Monti tundi», un´altura che domina sul golfo del Pevero a sinistra e la baia di Cala di Volpe a destra. Fino agli anni ‘90 qui c´era una sola casa, quella dell´architetto svizzero Jacques Couelle. Una celebritá da queste parti: fu lui a inventare per l´Aga Khan lo «stile smeraldino», il marchio di fabbrica di tutte le case della costa dei vip. E´ in cima all´Abbiadori che spicca la villa del gruppo vacanze Cl.

Percorso l´ultimo tornante spunta l´ingresso: un cancello di legno con accanto la tipica pietra con su il nome della villa. «Li Grazii», le grazie. Il giardino curato, gli oleandri, i muretti a secco che sembrano sculture, le architetture scavate nella pietra. Se rivolgi lo sguardo verso il mare ti trovi di fronte un panorama mozzafiato: a sinistra si allunga il prestigioso campo da golf del Pevero. A destra si schiude la baia di Cala di Volpe dove villeggiano i Paperoni di tutto il mondo.

«Don Giussani indossava i pantaloni lisi, questi si comprano le ville», ha dichiarato Carla Vites, moglie dell´ex assessore lombardo alla Sanità Antonio Simone (anche lui in carcere). La signora ha raccontato lo stile di vita non proprio frugale dei ciellini milanesi, in particolare della sua crème, e cioè quei Memores domini di cui fa parte Formigoni ovvero - dice semore Carla Vites - «il cane da guinzaglio di Daccò». In effetti le ville le hanno comprate (Perego). E le abitudini balneari della comitiva non erano esattamente votate alla povertà.

Tra Pevero e Cala di Volpe, un eldorado per milionari, se lo ricordano bene il Celeste ospite a villa «Li Grazii». Le serate nei ristoranti esclusivi come il «Pedrinelli», la barca con approdo riservato a Portisco o al Sestante, il molo di ponente della Marina di Porto Cervo. Quello più vicino alla «Stella Maris», la chiesa smeraldina dove Formigoni si spingeva quasi ogni pomeriggio per assistere alla messa celebrata da don Raimondo Satta. Passeggiava sui molti il governatore lombardo. A Cene, gite in barca e viaggi aerei ci pensava Daccó.

Lui, «Robertino», si raccoglieva in mistica contemplazione e preghiera. Anche dentro lo yacht dove era stato realizzato un piccolo altarino. Così andavano le vacanze in Costa Smeralda. Dopo le giornate al mare Formigoni & co si ritiravano nella villa sulla collina. Adesso la notizia della vendita a «solo» 3 milioni di euro fa il giro nelle agenzie immobiliari della zona.

«Se con quella cifra si compra una casa di tredici vani qui, allora possiamo anche cambiare tutti mestiere. E´ vero che il mercato è in crisi ma sfido chiunque a vendere una casa a una cifra del genere da Golfo Aranci fino a quassù. Questa non è solo una vicenda da procura, è anche una storia da Guinness dei primati o da mercato dell´usato conveniente».

 

 

ALBERTO PEREGOROBERTO FORMIGONI jpegROBERTO FORMIGONI - LA VILLA ACQUISTATA IN SARDEGNAFORMIGONI SULLO YACHT DI DACCO'FORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCO FORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCO

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