LIBANO DOLCE LIBANO - A CASA DI SCAJOLA E’ STATA SEQUESTRATA UNA LETTERA DI AMIN GEMAYEL IN CUI L’EX PRESIDENTE LIBANESE DÀ RASSICURAZIONI SU AIUTI E COPERTURE PER MATACENA: “AVRÀ UN DOCUMENTO”

Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

Una lettera di una ventina di righe scritta al computer, in lingua francese, per garantire che «la persona potrà beneficiare in maniera riservata della stessa posizione di cui attualmente gode a Dubai. Avrà un documento di identità. Della questione si occuperà un mio incaricato e troveremo un modo per far uscire la persona dagli Emirati Arabi e farlo arrivare in Libano».

È indirizzata a «mio caro Claudio», si conclude con un «amichevolmente», ed è stata sequestrata a Claudio Scajola durante la perquisizione effettuata dopo l'arresto. In calce c'è una sigla illeggibile, ma gli investigatori della Dia sono convinti che il mittente sia l'ex presidente libanese Amin Gemayel.

Proprio lui sarebbe infatti il terminale della «rete» tessuta per favorire la latitanza dell'ex parlamentare del Pdl Amedeo Matacena, aiutandolo a trasferirsi da Dubai a Beirut e così a sfuggire all'esecuzione della condanna definitiva a cinque anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, inflitta in Italia.

Nella missiva l'autore specifica che «per poter agire bisogna soltanto aspettare che si trovi un accordo per la formazione del nuovo governo». Ma soprattutto rassicura l'ex ministro italiano sulla consapevolezza che «la questione merita la massima attenzione e il mio incaricato ti terrà informato».

LA SCORTA USATA ANCHE DALLA SIGNORA PER SPOSTAMENTI PIÙ AGEVOLI
I magistrati - il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, il suo sostituto Giuseppe Lombardo e il sostituto procuratore nazionale antimafia Francesco Curcio - accusano Scajola di aver favorito la latitanza di Matacena «per tutelare gli interessi di natura economico-imprenditoriale in comune e portare a buon fine le operazioni in corso» e di aver «messo a disposizione un completo apparato logistico e una fitta rete di relazioni personali».

Di questo apparato fa parte anche la scorta dell'ex ministro che, evidenziano i pubblici ministeri, «risulta parte attiva e determinante a garantire agevoli spostamenti nel territorio italiano della moglie di Matacena». Non solo. I pedinamenti e le intercettazioni dimostrano come Scajola «si spinge a dare disposizioni che la scorta si rechi in territorio estero senza "gli attrezzi"».

Spesso Scajola utilizza gli uomini della scorta anche per effettuare controlli per conto della signora Matacena. Annotano gli investigatori: «La prudenza e le procedure utilizzate per lo spostamento da Montecarlo a Milano e l'attenzione dimostrata per situazioni ritenute anomale - vedi il caso dell'autovettura di cui Stefano (uno dei poliziotti inseriti nel dispositivo di tutela, ndr ) si annota la targa e per la quale Scajola si adopera per sapere il proprietario - non fanno altro che confermare la natura illecita della condotta, particolarmente grave per la piena consapevolezza che si registra in capo al predetto e per la strumentalizzazione verso fini antigiuridici, ed ancor prima eticamente riprovevoli, del suo ruolo pubblico e della particolare influenza che ne deriva».

L'INTERESSE «AUTONOMO» DI SCAJOLA VERSO L'OPERATIVITÀ DI MATACENA
Nella richiesta di arresto i pm scrivono: «La determinazione che caratterizza l'agire dello Scajola dimostra in modo inattaccabile che lo stesso è portatore di un interesse autonomo verso la pianificata conservazione dell'operatività diretta del Matacena... Ciò che merita di essere sottolineato è l'utilizzo distorto di pregressi rapporti con esponenti politici libanesi, che vengono piegati verso interessi di parte finalizzati a concordare le modalità di una operazione diretta a procurare la "evasione" di un soggetto condannato in via definitiva».
Anche la candidatura sfumata dell'ex titolare del Viminale al Parlamento europeo, secondo l'accusa rientrava nei piani del gruppo che fa capo a Matacena.

«Lo stesso Scajola - scrivono i pubblici ministeri - diviene funzionale nel complessivo panorama criminale, proprio in quanto interlocutore istituzionale proiettato verso una candidatura di rilievo alle prossime elezioni europee. La reazione scomposta di cui si rende protagonista Scajola nel momento in cui realizza di essere stato estromesso, è la migliore conferma del particolare interesse, non solo personale, verso quell'ambito politico sovranazionale particolarmente appetibile».

Nella ricostruzione della procura viene evidenziato «il sistema perverso e illegale finalizzato a garantire ancora oggi la utilizzabilità di canali privilegiati di arricchimento anche in ambito comunitario».

IL RUOLO DI MEDIATORE «DECIDI, MI SONO ESPOSTO»
L'8 ottobre scorso, quando Matacena viene liberato dopo essere stato fermato a Dubai, Scajola contatta la moglie Chiara Rizzo.
Scajola : «Allora, senti sono contentissimo, stanotte ho dormito bene fino alle sette e mezza di mattina, ieri sera l'ho detto subito a Maria Teresa che tu mi hai chiamato per dirmi che Amedeo ti aveva detto la notizia, te l'aveva data Amedeo a te».
Rizzo : «Sì».
Scajola: «E che ti ha ... e che ti ha detto, "avverti per primo Claudio perchè Claudio ci è stato molto vicino!"».
Rizzo : «Okay».

Scajola : «"Maria Teresa" (verosimilmente Verda Maria Teresa, moglie di Scajola, ndr ) mi ha detto, "se la senti ancora, un abbraccio forte forte!", punto ... seconda cosa, tu, qualunque cosa tu abbia bisogno adesso, qualunque cosa, telefonami, dalla più scema alla più importante, capito?».
Rizzo : «Va bene».
Scajola : «Per andare giù ti serve qualcosa?».
Rizzo : «No, no, non mi serve niente».
Scajola : «Non hai bisogno di...».
Rizzo : «No, niente, grazie, non ho bisogno di niente ... che fai tu?».
Scajola : «Sei sicura, tranquilla».
Rizzo : «Sicura... tranquilla!».

... OMISSIS ...
Rizzo : «Ma ora la notizia uscirà, secondo te?».
Scajola : «Ma io aspetterei ... se serve te la faccio uscire io ma, bisogna aspettare, prima sappiamo bene le motivazioni».
Rizzo : «No, ora se la tengono ... no, no, io non la voglio, però, per dirti ... per dirti, prima fanno 50.000 pagine, "ah, ecco ... così, colà ... ", ora voglio vederla tutta per vedere, no?».

Scajola : «Eh, si, ma lì ce la giochiamo poi bene... ieri sera ho ricevuto un messaggino...».
Il ruolo di mediatore con gli esponenti libanesi ricoperto da Scajola emerge in maniera chiara proprio dalle sue conversazioni con la moglie di Matacena, Chiara Rizzo. Il 10 dicembre scorso, dopo aver avuto alcuni contatti riguardanti la permanenza di Matacena a Dubai, l'ex ministro la chiama «siccome dobbiamo definire quelle cose, volevo sapere se ti interessano o se non ti interessano perché bisogna prendere delle decisioni perché io mi sono esposto... e sono di tre generi le decisioni, una... non so se mi riesco a far capire, una è quella laggiù dove io devo dare delle risposte».

 

 

AMIN GEMAYELAMIN GEMAYELAMIN GEMAYELAMIN GEMAYELCHIARA RIZZO AMEDEO MATACENAARRESTO CLAUDIO SCAJOLA matacena amedeo

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...