FORZA DUDÙ! – IN VISTA DELLE EUROPEE IL CAV STRIZZA L’OCCHIO AGLI ANIMALISTI (PER I SONDAGGISTI IL LORO VOTO PUÒ VALERE FINO AL 7%): ‘DUDÙ? MOLTO PIÙ INTELLIGENTE DELLA METÀ DEI MIEI’ – QUANDO MINACCIÒ LA PADRONA DI UN CHIHUAHUA: ‘TE LO FACCIO ABBATTERE!’

1. IL VOTO ANIMALISTA PUÃ’ VALERE FINO AL 7%
Alessandra Arachi per ‘Il Corriere della Sera'

Il voto su cani e gatti divide i sondaggisti. Silvio Berlusconi ha buttato sul tappeto la sua nuova campagna elettorale e questa volta l'ha dedicata agli animali: «Ci sono 150 mila cani abbandonati, adottiamoli», sperando di attirare il voto degli italiani animalisti. Ma sulla bontà di questa campagna gli addetti ai lavori che misurano le tendenze di voto degli italiani si dividono.

C'è chi, come Nicola Piepoli, non ha dubbi: «Sarà un ottimo traino, è una gran bella trovata». E chi, come Roberto Weber di Ixè, decreta invece che questa campagna non porterà voti aggiuntivi a Forza Italia. O anche chi, come Antonio Noto di Epr, fa alcuni distinguo per decretarne il successo. Nicola Piepoli ha preso carta e penna e ha calcolato: «Secondo Berlusconi le famiglie dove abitano animali domestici sono 10 milioni, ma io credo che questa sia una stima prudenziale, e calcolo che le famiglie siano invece 12 milioni, ovvero il 40-45% del totale delle famiglie italiane. Ciò equivale a 25 milioni di potenziali elettori e a 2 milioni e mezzo di elettori reali aggiuntivi, il 7% dei voti in termini relativi. Un colpaccio, no?».

Roberto Weber la carta e la penna per fare i conti non ha voluto proprio prenderle: «Non serve, non in questo caso. Se Forza Italia avesse avuto la salute di un tempo questo dei cani e dei gatti avrebbe potuto essere un pezzo di mosaico in più, oggi invece appare come un piccolo escamotage per evitare il vero nodo del partito: il problema della leadership. Questa campagna animalista di Berlusconi può sicuramente esercitare un richiamo, ma servirà soltanto a consolidare il vecchio elettorato».

Antonio Noto fa una valutazione molto più articolata. E considera: «Se questa campagna animalista rimane come unico elemento di una campagna elettorale, sicuramente non servirà per portare voti aggiuntivi a Forza Italia. Ma se invece è semplicemente il primo elemento di una filiera che comincia con un punto lieve e prosegue in crescendo (affrontando, cioè, giorno dopo giorno altri argomenti come le tasse, il lavoro, i giovani, l'euro, il rapporto con la Germania, etc etc) allora sì che Silvio Berlusconi è partito con il piede giusto per attrarre a sé nuovi elettori alle prossime votazioni».

 

2. E BERLUSCONI PORTA GLI ANIMALI IN CAMPAGNA ELETTORALE
Filippo Ceccarelli per ‘La Repubblica'

Certo che è sospetto questo improvviso amore di Berlusconi per Fido e Micio, per giunta trovatelli, e la benedizione di Madre Teresa di Calcutta. Dinanzi alle meraviglie del creato il cinismo è doppiamente riprovevole, ma per quel po' che si è studiato il personaggio, la sua vera e antica passione erano le piante, donde la splendida raccolta di cactus alla Certosa e poi l'orto degli arbusti officinali, con tanto di laboratorio segreto nei sotterranei. Basta: da un anno solo animali.

E dire, a ulteriore conferma della scarsa sensibilità mostrata fino a poco fa per il regno animale, che non si hanno più notizie di un gatto, a nome "Miele", di cui si scrisse che giocava, suscitando viva allegria a corte, con un topolino meccanico ribattezzato "Prodi". Era il pegno d'amore di un'attrice del primo ciclo d'intercettazioni (2006-07).

Riguardo al secondo, e magari pure al terzo ciclo, agli atti del processo Rubygate risulta una telefonata in cui due olgettine raccontavano di una terza signorina che a una cena elegante, lilla lalla, si era presentata con un cagnolino, un chihuahua sembra di ricordare. E lui prima niente, ma poi per fare lo spiritoso le aveva detto qualcosa del tipo: «Domani te lo faccio abbattere», e quelle giù a sghignazzare.

Assai più misteriosa, sempre in tema, la vicenda di un'altra bestiola con cui nella sua autobiografia (Gradisca, presidente, Aliberti, 2009) Patrizia D'Addario sostiene di essere entrata in relazione, nel senso che con qualche insistenza provò a leccarle i piedi durante una festicciola. Questo "cagnetto riccioluto" era anch'esso un dono, in questo caso della signora Bush, e aveva nome Fru-fru, curiosamente, oppure Frufrù. Anche sul suo destino le cronache non offrono purtroppo ragguagli. Ma se non altro per assonanza piace qui considerare Frufrù un antesignano di Dudù.

Il quale Dudù, l'ormai preclaro barboncino bianco, proviene ufficiosamente dal milieu dell'onorevole Maria Vittoria Brambilla, acclarata profetessa della svolta animalista; è da considerarsi parte integrante del kit, del frame, del format e del ticket che ha pianificato la promozione di Francesca Pascale a figura quasi di famiglia; e in ogni caso incomincia ad informare e ad animare la narrazione del berlusconismo, sia pure terminale, su un palco a
Bari, il 12 aprile del 2013, pochi giorni prima delle elezioni politiche.

Dopo la foto con la meticcia trovatella Vittoria, messagli in braccio dalla Brambilla, e quella della carlina Puggy, collocata sulla scrivania presidenziale dalla sua padroncina onorevolessa Biancofiore, nel corso dell'anno si è variamente strologato sul ruolo e sul messaggio di Dudù: cane-fedeltà in mezzo a tanti traditori; o gentil-cane gingillo di impostazione cinquecentesca con iconografici travestimenti tra il pop e il kitsch (pettorine, candeline, croccantini a cuoricini e ossicini); ma anche cane-figlio o comunque tale da surrogare nell'immaginario l'assenza di un frutto dell'amore tra Silvione e Francesca; cane-psicopompo, infine, cioè con compiti di accompagnamento del suo padrone nel triste viaggio verso i servizi sociali e l'uscita dalla politica.

Stai a vedere, s'è letto ieri, che il Condannato salderà il suo debito con la giustizia aiutando gattini e cuccioletti in qualche struttura. A tale proposito forse non tutti ricordano che mesi orsono i discoli della Zanzara fecero telefonare da un finto Ghedini a don Mazzi per chiedergli se Berlusconi si sarebbe potuto portare Dudù in comunità - il prete rispose: «Perché no?». Intanto pare certo che a metà febbraio l'ex Cavaliere ha fatto testare la popolarità e il consenso di Dudù.

Per quanto la cosa suoni assurda, s'è anche letto di un manifesto con il barboncino e lo slogan: «Fai come Dudù, fonda un club anche tu». Esiste comunque già una incredibile pagina ufficiale Facebook "Forza Dudù", già bersaglio di un attacco hacker. Eppure, fra elettoralismo raschia-barile, volontariato coatto ed emulazioni da cerchio magico (da poco è arrivato il barboncino di Mariarosaria Rossi, Babù) nulla impedisce di pensare che Berlusconi abbia scoperto di amare i cani. O almeno: «Dudù - ha affermato - è molto più intelligente della metà dei miei». E ha pure chiamato i fotografi quando, con Putin, si messo a giocare tirandogli la palletta - poi su quella stessa palletta è anche scivolato, ma pazienza.

Basta che se ne parli. Dudù è gay, proclama Alfonso Signorini. No, era interessato alla mia Puggy ribatte la Biancofiore sempre alla radio, pure accennando all'erezione, «Eccome se l'ho vista, urca!». Come sempre si esagera, allegramente, paurosamente. Alfano tuona: «Non siamo Dudù». E Renzi: «Con chi facevo l'accordo per le riforme? Con Dudù?». Da lassù Madre Teresa guarda giù e chissà cosa pensa.

 

BERLUSCONI PASCALE DUDU IN AEREO BERLUSCONI DUDU DUDU DIETRO IL CANCELLO FRANCESCA PASCALE SILVIO BERLUSCONI E DUDU MARIA VITTORIA BRAMBILLA FRANCESCO SAVERIO ROMANO MARIA VITTORIA BRAMBILLA Michaela Biancofiore

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