maurizio gasparri antonio tajani carlo calenda campidoglio

IL CENTRODESTRA HA TROVATO IL MODO PER TOGLIERSI DALLE PALLE CALENDA: CANDIDARLO A SINDACO DI ROMA – FABRIZIO RONCONE RACCONTA DELLA “SUGGESTIONE” CHE CIRCOLA NELLA MAGGIORANZA: LANCIARE IL “CHURCHILL DEI PARIOLI” COME CANDIDATO NEL 2027 – LO SCENARIO È UN PO’ ARZIGOGOLATO: PER FERMARE VANNACCI, LA MAGGIORANZA PENSA DI ALZARE LA SOGLIA DI SBARRAMENTO AL 4%, CHE POTREBBE ESSERE FATALE ANCHE PER “AZIONE” DI CALENDA. LA CANDIDATURA ARRIVEREBBE PER “COMPENSARLO”. MA SE PERDESSE CONTRO IL PD GUALTIERI, LA SUA CARRIERA POLITICA SAREBBE FINITA (E INFATTI CALENDA SMENTISCE: “MAI PARLATO CON QUALCUNO DEL CENTRO DESTRA DI QUESTO ARGOMENTO) - COME MAI IL TAJANEO GASPARRI SALE SUBITO SUL CARRO E LANCIA CALENDA? NON SARÀ UN MODO PER BRUCIARE UN POSSIBILE AVVERSARIO DEL SEGRETARIO DI FORZA ITALIA NELLA CACCIA AL VOTO MODERATO?

 

carlo calenda a un giorno da pecora.

 

Estratto dell’articolo di Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

 

Non ci credo. «Giuro. Gira il nome di Calenda». Fammi capire: il centrodestra sta pensando di candidarlo a sindaco di Roma? «Esatto. Anche se Salvini, al solito, provoca, spariglia, prova ad andare per conto suo con un personaggio improbabile». Bella suggestione, Calenda. «No, guarda: è un po’ più di una suggestione».

 

La fonte spiffera, chiacchiera. Poi, però, bisogna verificare. Stavolta non è facile: perché la vita politica di Carlo Calenda è un cubo magico. Ma un certo filo narrativo, c’è.

Tiene. Con la cronaca degli ultimi giorni che crea successioni, si scoprono rimandi.

 

FABIO RAMPELLI

Così metti ordine. Un paio di caffè alla buvette di Montecitorio, la telefonata a uno autorevole che della maggioranza sa sempre tutto, che controlla tutto come Maurizio Gasparri (ci arriviamo tra un po’): e allora sì, alla fine si capisce che Calenda può davvero essere un’ipotesi concreta per il Campidoglio (poi lui, l’interessato, magari dirà di non essere interessato: ma ci sta; è chiaro che il piano - appena in embrione — deve ufficialmente restare coperto ancora per un po’).

 

Procediamo con ordine.

 

maurizio gasparri

Partiamo da un dato sicuro, indiscutibile: nel centrodestra, l’indicazione del prossimo candidato sindaco della capitale (voto previsto nel 2027) spetterebbe, in linea teorica, ai Fratelli d’Italia. Che lo sanno. Come sanno che di candidati credibili da opporre al forte sindaco uscente Roberto Gualtieri, non ne hanno. Nel loro frullatore, le facce sono le solite. Che però, per ragioni diverse, non funzionano.

 

Per dire: Fabio Rampelli, 67 anni quando si voterà, avrebbe un curriculum perfetto.

Sono lustri che ce l’ha perfetto: solo che non lo candidano mai. […]  Diciamo che, per una serie di ragioni facilmente intuibili, senza scomodare Freud, sono proprio i ranghi meloniani a non volerlo. Un’ostilità radicata che si riverbera su un rampelliano di strettissima osservanza come Federico Mollicone […]

 

federico mollicone

Ci sarebbe poi Andrea Abodi. […] Ma ora che ha assaporato tutto il potere di un ministero — compresa l’auto blu, i portaborse solerti e quelli che lo aspettano con lingue struscianti in tribuna d’onore all’Olimpico — è chiaro che […] intende restarsene al caldo.

 

L’ultimo identikit […] è quello d’una possibile candidata, che riscalda i cuori di tutti i militanti destrorsi: Arianna. La sorella della regina. Ma Arianna ha già fatto sapere che non ci pensa proprio a fare la sindaca di Roma (del resto, scusate: perché dovrebbe prendersi il potenziale rischio di una sconfitta, se — alle prossime politiche — può entrare al Senato in carrozza?).

 

La scena, fino a un paio di settimane fa, era questa. Un po’ cruda.

Ma poi succedono tre cose.

La prima. Una mattina, Matteo Salvini si sveglia e pensa: oggi come posso creare un problema alla Meloni?

 

antonio maria rinaldi foto di bacco (2)

Così decide di candidare al Campidoglio Antonio Maria Rinaldi, un economista anti-euro al quale Aldo Grasso, tempo fa, dedicò una sua rubrica: «Romano, parla romanesco… Ama infinitamente ascoltare sé stesso, si piace e si compiace. È la vanità fatta persona».

 

Intanto, Calenda — dopo i romanzati inciuci con Giorgia Meloni — a Milano partecipa, a sorpresa, a una convention organizzata da FI per celebrare il 32esimo anniversario della discesa in campo di Silvio Berlusconi.

 

Calenda apre alla possibilità di una seria intesa politica con i forzisti e […]  delinea i suoi confini: «A stare con Conte e la coppia Bonelli&Fratoianni proprio non ce la faccio. Però non ce la faccio nemmeno a stare con Salvini o Vannacci» (con Vannacci, in realtà, faticano tutti: berlusconiani e Fratelli compresi).

 

carlo calenda antonio tajani letizia moratti - foto lapresse

Adesso, fate attenzione: perché c’è un terzo, fondamentale passaggio. Che arriva a sorpresa. Ma rischia di avere un peso gigantesco.

 

Quando infatti nel centrodestra scoprono che il generale medita sul serio di mollare la Lega per fondare un partito tutto suo (ne ha già registrato il marchio: Futuro Nazionale), subito cominciano a pensare all’unica possibile soluzione capace di stopparlo: modificare la legge elettorale, alzando la soglia di sbarramento al 4%.

 

Una percentuale che certo potrebbe dissuadere l’onorevole camerata dall’idea di una scissione (la sua formazione, nei sondaggi, è stimata tra il 2% e 3%), ma che — come effetto collaterale — può essere fatale anche per Azione di Calenda (nei sondaggi inchiodata al 3%).

maurizio gasparri

 

Insomma, presidente Gasparri: Calenda rischia di restare fuori dal Parlamento…

«Se si dovesse alzare la soglia, sì: Calenda rischia. Non lo dico io, lo dicono i numeri attuali del suo partito».

 

Quindi?

«Senta: il voto per il Campidoglio sarà una prova non facile.

Per questo, noi di FI pensiamo che, stavolta, si debba allargare il perimetro della nostra coalizione, senza affidarci a candidati di bandiera».

 

Tipo l’economista di Salvini.

«Ecco, appunto. Noi, invece, chiediamo serietà. Per vincere, o almeno essere competitivo, il centrodestra deve estendere la propria area…».

 

Calenda è un’ipotesi realistica.

 «Sì, chiaro che può esserlo. Poi, certo: bisogna capire se è interessato».

 

E secondo lei?

carlo calenda letizia moratti antonio tajani

«Io penso che Calenda debba decidere che vuole fare. Nel centrosinistra, a sentire quello che è venuto a dirci, non può stare di sicuro, perché ne ripudia i due terzi, cioè grillini e Avs…

 

Però, ecco: Calenda, da solo, come dimostrò l’esito della sua candidatura alle comunali del 2021, non va da nessuna parte. Ma se inserito invece dentro un centrodestra allargato…

 

Poi, oh: capace pure che arrivano i Fratelli e ci dicono no, a noi Calenda non ci sta bene. E ok, d’accordo. Allora però bisogna trovare un nome credibile, non come quello che ci imposero l’altra volta e che ci fece perdere… Aspetti, com’è che si chiamava?».

 

meloni michetti salvini

Michetti. Era l’avvocato Enrico Michetti. Ad Arianna Meloni piacevano un sacco i sermoni che declamava dai microfoni d’una radio privata. Personaggio sublime: «Quando ci si pone davanti ar cuppolone de San Pietro, cosa ci appare? Quer colonnato che sembrano du’ braccia aperte…».

CARLO CALENDA IN PRIMA FILA AL TEATRO MANZONI, TRA ALESSANDRO SORTE E LETIZIA MORATTI, ALL EVENTO PIU LIBERTA PIU CRESCITA

CARLO CALENDA CON LA MOGLIE VIOLANTE GUIDOTTI BENTIVOGLIO carlo calenda letizia moratti antonio tajani carlo calenda letizia moratti antonio tajani evento piu liberta piu crescita foto lapresse carlo calenda letizia moratti antonio tajani evento piu liberta piu crescita foto lapresse. carlo calenda contro corrado formigli carlo calenda letizia moratti - evento di forza italia al teatro manzoni di milano - foto lapresse

Ultimi Dagoreport

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...