matteo salvini e giancarlo giorgetti 8

E ORA VAI CON IL RISIKO DI SOTTOGOVERNO! – CI SONO UNA QUARANTINA DI POSTI DA ASSEGNARE TRA VICEMINISTRI E SOTTOSEGRETARI – BERLUSCONI È PRONTO A DARE BATTAGLIA: PREME PER AVERE FRANCESCO PAOLO SISTO COME VICE DI CARLO NORDIO AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, PAOLO BARELLI COME NUMERO DUE DI MATTEO PIANTEDOSI AL VIMINALE E VALENTINO VALENTINI ALLA FARNESINA – DECISIVA SARA’ LA NOMINA DEI VICEMINISTRI AL MEF E ALLE INFRASTRUTTURE PER “CONTROLLARE” L’ATTIVITA’ DEI DUE LEGHISTI, GIORGETTI E SALVINI…

GIORGIA MELONI GIOVANBATTISTA FAZZOLARI

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

Placare, risarcire, compensare. Ora che Giorgia Meloni e la sua squadra hanno giurato, può iniziare il grande risiko dei posti di sottogoverno. In totale i componenti dell'esecutivo sono per legge massimo 65, compresi ministri senza portafoglio, viceministri e sottosegretari di Stato.

 

Quindi, tolti i 24 dicasteri già assegnati e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, le carte vincenti rimaste sul tavolo di Via della Scrofa sono una quarantina. Forse meno, se la prima donna presidente del Consiglio volesse riservarsi qualche tessera per future deleghe.

GIANCARLO GIORGETTI E MATTEO SALVINI

 

L'incarico che Meloni ha fretta di assegnare è il sottosegretario alla presidenza con delega all'attuazione del programma, destinato a Giovanbattista Fazzolari. Rimasto fuori dalla squadra di governo, il senatore di Fratelli d'Italia entrerà a Palazzo Chigi col compito di sovrintendere al rispetto, da parte di ogni ministro, della linea politica tracciata dalla premier. Dai calcoli di chi lavora al dossier dei numeri due, al partito che ha vinto le elezioni spetta il doppio dei posti rispetto alla somma di Lega e Forza Italia.

 

Il neo deputato Maurizio Leo sarà in Via XX Settembre con una delega (pesante) alle Finanze. Altra materia delicatissima è la sicurezza della Repubblica. Per Franco Gabrielli, al quale Mario Draghi affidò i Servizi segreti due settimane dopo la nascita del governo, Meloni ha tutto il tempo per decidere. «Dovrebbe individuare una persona di sua fiducia che abbia anche una conoscenza di questo mondo», ha detto l'ex capo della polizia alla festa del Foglio . Ma la premier può anche tenere per sé la delega.

teresa liuni francesco paolo sisto

 

Un altro nome di FdI evidenziato in giallo è quello del ligure Gianni Berrino, in corsa per lavorare al ministero del Turismo con Daniela Santanchè. Paola Frassinetti, altra meloniana, punta all'Istruzione e al Merito, ma il ministero dove si è insediato ieri il leghista milanese e docente di Diritto romano Giuseppe Valditara piace (molto) anche alla ex presidente della commissione Cultura della Camera Valentina Aprea, già deputata di Forza Italia che il 25 settembre non è stata rieletta.

berlusconi valentino valentini

 

Silvio Berlusconi è pronto a dare battaglia. Deluso dal numero dei seggi parlamentari e dai ministeri conquistati, preme per ottenere compensazioni. La prima richiesta del Cavaliere, che ha perso il braccio di ferro con Meloni sulla Giustizia, è far avere a Francesco Paolo Sisto una scrivania in Via Arenula come vice di Carlo Nordio.

paolo barelli

 

La seconda richiesta è avere l'ex capogruppo Paolo Barelli come numero due di Matteo Piantedosi al Viminale e la terza riguarda Valentino Valentini: quest' ultimo, che ha difeso Berlusconi in tv dopo le esternazioni sulla ritrovata amicizia con Putin, sembra destinato alla Farnesina, dove ieri il vicepremier Antonio Tajani ha fatto il passaggio di consegne con Luigi Di Maio. Berlusconi dovrà anche risolvere il problema del Sud, rimasto a corto di ministri.

MAURIZIO LEO GIORGIA MELONI

 

Francesco Battistoni resterà sottosegretario all'Agricoltura e FI dovrebbe mantenere la delega all'Editoria, o con la riconferma di Giuseppe Moles o, più probabilmente, con il senatore Alberto Barachini, presidente uscente della Vigilanza Rai. Qualche speranza di entrare in squadra la nutrono anche il brianzolo Andrea Mandelli, ex vicepresidente di Montecitorio e i due coordinatori regionali di Calabria e Friuli-Venezia Giulia, Giuseppe Mangialavori e Sandra Savino.

 

FRANCO GABRIELLI ADOLFO URSO

Deborah Bergamini, che era ai Rapporti con il Parlamento nel governo Draghi, potrebbe restare al suo posto con il nuovo ministro Luca Ciriani. Un ruolo non secondario avrà Maurizio Lupi, il leader di Noi con l'Italia che è rimasto fuori dal governo. Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture, non potrà puntare i piedi più di tanto, avendo ottenuto già molto.

luca ciriani 1

 

Per il leader della Lega la priorità è avere come vice o sottosegretario il fedelissimo Edoardo Rixi, che ha già svolto entrambi gli incarichi nel primo e nel secondo governo di Giuseppe Conte. Tra i desiderata di Salvini ci sono i coordinatori della Lega in Calabria (Giacomo Saccomanno), in Abruzzo (Luigi D'Eramo), in Molise (Michele Marone) e in Sicilia (Nino Minardo).

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”