ZITTO, IL PARTITO CI ASCOLTA – PER IL 18° CONGRESSO DEL PCC DA CUI USCIRÀ IL NUOVO APPARATO DOMINANTE, LA CINA TORNA LA CINA DELLA DITTATURA MAOISTA ANNI CINQUANTA – A PECHINO VIETATI LE GITE SCOLASTICHE, LA VENDITA DI COLTELLI E APRIRE I FINESTRINI DEI TAXI (RISCHIO VOLANTINAGGIO), NO ALLE RIPRESE VIDEO ALL’APERTO, CONCERTI RINVIATI, BLOCCO AL TRAFFICO E INTERNET RALLENTATO…

Marco Del Corona per il "Corriere della Sera"

La scala che scende verso il nightclub dell'Hotel Chongqing ieri sera languiva in un buio senza speranza. Un foglio avverte che il locale è chiuso «in occasione del 18° Congresso» del Partito comunista che inizierà tra meno di una settimana, l'8 novembre. Niente musica, neppure le peccaminose lusinghe della penombra né le presenze femminili che la popolano. Al massimo ci si può consolare con la cucina sichuanese del piano di sopra, di un piccante di genere diverso.

Se poi i gusti dei cittadini puntano verso passatempi più innocenti, come l'aeromodellismo, anche in quel caso devono tener conto dell'attenzione - o, secondo gli insofferenti, della paranoia - che il Partito riversa nelle misure di sicurezza. Per l'acquisto di velivoli giocattolo radiocomandati si esige la registrazione dell'identità dell'acquirente. E se anche per la festa nazionale del 1° ottobre a Pechino sono normalmente vietati gli aquiloni, la stretta sui modellini ha raccolto un supplemento di ironia popolare.

L'evento che consegnerà i destini della Cina a una nuova leadership innervosisce i vertici, riuniti nell'ultimo plenum del comitato centrale uscente, il 17°. Le voci danno ancora aperta la contesa per la scelta dei nomi che affiancheranno i capi già decisi. La capitale risente del clima, ritrovandosi in bilico tra misure di sicurezza e riflessi condizionati vecchio stile: striscioni onnipresenti inneggiano all'armonia sociale, rinnovano il benvenuto al Congresso, scenografiche composizioni floreali, dotazioni di bandiere nuove. Mobilitati, oltre alla polizia, anche un milione e 400 mila «volontari».

Vietata la vendita di coltelli. Ai tassisti è stato chiesto di vigilare su eventuali comportamenti sospetti e di tenersi alla larga dalla Tienanmen durante i giorni del Congresso, ma soprattutto di bloccare l'apertura dei finestrini posteriori nel timore, non esplicitato ma subito colto dall'opinione pubblica, che qualcuno possa lanciare volantini o altro (se a qualche potenziale sovversivo non fosse venuto in mente, adesso ha di che meditare, come quando i genitori di un cinquenne gli raccomandano di non provare a scavalcare la balaustra del balcone...).

L'argomento stesso, il Congresso del Partito, non è tra i più graditi dai censori del regime, come prevedibile. I navigatori della Rete irridono i timori e parlano di «Sparta» («sibada» in mandarino, che suona quasi come «shibada», formula sintetica per «18° Congresso»). Il ministero della Cultura ha dovuto smentire la boutade di un paroliere, Gao Xiaosong: aveva twittato che le reti tv stavano censurando canzoni che contenessero la parola «morte» o altre espressioni poco fauste.

Il Congresso porta con sé - secondo il celebre microblogger Zuoyeben fatto proprio dal South China Morning Post - il blocco delle gite scolastiche e delle riprese cinematografiche all'aperto, permessi più stringenti per chi arriva in macchina da fuori, no ai camion dentro la «quinta circonvallazione», concerti rinviati. Internet appare più lento, benché non sempre e non ovunque, e le televisioni piazzate in alcune palestre frequentate dalla classe media ora trasmettono solo programmi cinesi. Tutti ad aspettare l'8 novembre, anche se al Congresso gli spettacoli migliori rimangono riservati agli attori.

 

WEN x mappa cina grande Howard Johnson ITC Plaza Chongqing

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO