CLINI-CAMENTE SOCIALISTA: IL MINISTRO DELL’AMBIENTE CORRADO CLINI PIACE ALLA GENTE CHE NON PIACE - DALLE SERATE IN DISCOTECA CON DE MICHELIS AL FEELING CON BRUNETTA E SACCONI, CORRADINO E’ UNO TUTTO CASA E FAMIGLIA: LA NUOVA COMPAGNA MARTINA HAUSER E’ SUA CONSULENTE AL MINISTERO E ASSESSORE AL (SUO) SVILUPPO “SOSTENIBILE” A COSENZA - I MALIGNI DICONO SIA ATTENTO PIU’ ALLE INDUSTRIE CHE ALL’AMBIENTE…

Emiliano Fittipaldi per "l'Espresso"

Corrado Clini è un vecchio socialista e sa, come gli ha insegnato il suo maestro Gianni De Michelis, che del politicamente corretto bisogna diffidare. Anzi: fregarsene. «La Tav si deve fare, il Ponte di Messina sarebbe un'opera bellissima, il nucleare a certe condizioni mi va bene, gli Ogm sarebbero utili», ha chiosato appena nominato ministro dell'Ambiente. Distillando nei mesi successivi altre pillole che hanno fatto rabbrividire i verdi duri e puri. «Le grandi navi? Continueranno a entrare nella Laguna di Venezia, non ci sono altre soluzioni praticabili. L'Ilva? I rischi da considerare sono quelli dei decenni passati.

Il protocollo di Kyoto? Non è uno strumento adatto per combattere la CO2». Parole che in bocca ai suoi predecessori avrebbero scatenato un pandemonio, ma se enunciate da lui, il supertecnico voluto da Mario Monti, trovano adepti persino tra le associazioni green.
«Chi è Clini? Uno degli uomini più potenti del governo.

È stato direttore generale del ministero dal 1989 al 2011, la storia della sua carriera è parallela alle drammatiche vicende ambientali di questo Paese, ma difficilmente troverà qualcuno che ne parli male», racconta Fabrizio Fabbri, ex Greenpeace, che l'ha conosciuto quando era capo della segreteria dell'ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio.

«Nel 2008 tentammo di sostituirlo, dimostrò di avere robusti appoggi politici e perdemmo la partita. Col tempo scoprimmo che aveva costruito una rete di relazioni importanti non solo in Italia, ma in tutto il mondo. In Cina e nei Balcani è il regista di una diplomazia parallela a quella del ministero degli Esteri. È capace, preparato, ambizioso. L'obiettivo principale di Clini? È Clini».

TRA MARGHERA E DE MICHELIS. Ventitré anni consecutivi al potere, il ministro che adora Freddy Mercury è tra i pochi boiardi sopravvissuti alla fine della Prima Repubblica. Per raccontare la sua ascesa bisogna partire dall'inizio. Nato a Latina 65 anni fa, faccia da attore e una laurea in medicina a Parma, il giovane Corrado si trasferisce a Venezia all'inizio degli anni '70. Operaista cattolico, diventa direttore del servizio di igiene e medicina del lavoro della Usl e si batte per la salute degli operai di Marghera.

Pietro Comba, epidemiologo di fama, lo ricorda così: «Abbiamo lavorato molto bene insieme al suo staff». «Era abile, intelligente e preparato, a Marghera ha fatto seriamente il suo lavoro», aggiunge Massimo Cacciari: «È la sua carriera al ministero che critico e ho criticato, visto che si è sempre svolta in ossequio ai potenti di turno. Quando ero sindaco non mi ha mai dato una mano su nulla: nessuna polemica con l'Eni, nessun aiuto quando chiedevamo al governo due lire per le bonifiche. Il Mose? Non è un segreto che lui sia un entusiasta sostenitore del progetto».

Clini si sposa, diventa padre di quattro figli, compra casa a Merano, comincia a curare il vestiario e a frequentare il giro di De Michelis. Le serate in discoteca cementano l'amicizia e la militanza socialista: diventa inseparabile compagno di Renato Brunetta e Maurizio Sacconi, conosce Franco Frattini e Letizia Moratti. Sono sponsor che pesano: nel 1984 viene eletto all'assemblea nazionale del Psi, nel 1987 il neo ministro dell'Ambiente, Giorgio Ruffolo, lo chiama a Roma come responsabile dell'ufficio studi. Nel 1989 deve gestire lo smaltimento dei rifiuti tossici della nave Jolly Rosso, inceneriti (nonostante le proteste di Legambiente che sospetta la presenza di uranio) nell'impianto della Monteco. Pochi mesi dopo è promosso direttore generale del dicastero.

AMBIENTE E AZIENDE. Clini sa come farsi voler bene da tutti. Il suo contratto è rinnovato sotto governi di ogni forma e colore. Con Ciampi, Amato, Berlusconi e Prodi tiene le deleghe su questioni cruciali come la qualità dell'aria, le emissioni degli impianti industriali, le industrie a rischio. La sua linea è chiara: le aziende non vanno combattute come fossero nemici, ma l'ambiente va protetto attraverso uno sviluppo che sia «sostenibile».

Una posizione da "ambientalista liberista", dice qualche suo detrattore che lo avrebbe visto meglio al ministero dell'Industria. Nel 1995, mentre celebrava l'Enel capace «di investire 20 mila miliardi (di lire, ndr) per abbattere le emissioni e far crescere la qualità» entra in polemica con Greenpeace, che denunciava collegamenti tra la presenza di diossina nella Laguna e il petrolchimico di Marghera.

«Non bisogna criminalizzare le aziende che abbiamo anche costretto a investire miliardi nel disinquinamento», spiegò. Pochi mesi dopo i magistrati sequestrarono gli impianti, proprio per la presenza dei veleni. Clini elabora per primo i piani di risanamento di Brindisi, Taranto, Priolo e Gela (nel 1994 annunciò finanziamenti per 650 miliardi di lire, di cui una grande percentuale pubblica) e Piombino, ma i lavori di bonifica - che, va detto, erano di stretta competenza della direzione comandata dall'altro dominus del ministero, il suo rivale Gianfranco Mascazzini - sono rimasti spesso solo sulla carta.

IL DOPO KYOTO. Ottimi rapporti con Confindustria, eccellenti con le associazioni ambientaliste (che ricevono finanziamementi anche dal ministero) e con i partiti di destra e sinistra, Clini spicca il volo nel 2001, quando Berlusconi rimette all'Ambiente Altero Matteoli. Tra loro c'è un asse di ferro e Corrado aggiunge alle deleghe della "protezione internazionale dell'ambiente" quelle per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia.

È sulle prime che concentra maggiormente l'azione dei suoi uffici. Capisce che il protocollo di Kyoto (che lui avrebbe voluto più flessibile per accontentare gli Usa: per i maligni non è un caso che l'ambasciata americana lo consideri, come si legge in un file di WikiLeaks, «il nostro migliore amico al ministero») e il mercato internazionale delle quote di CO2 possono diventare un'opportunità.

Per le aziende italiane, e per le sue ambizioni personali. Il protocollo permette infatti ai Paesi industrializzati che hanno vincoli di emissione di realizzare nei Paesi in via di sviluppo progetti per ridurre i gas serra: in questo modo le imprese italiane possono fare business e contemporaneamente guadagnare crediti nella borsa mondiale delle emissioni. Certificati che possono essere scontati sia per rispettare gli impegni di Kyoto sia venduti sul mercato.

Un'operazione spesso conveniente: intervenire sugli impianti che inquinano in Italia è in media molto più costoso che aprire una discarica verde o piantare alberi nel Terzo mondo. «L'effetto serra ha un impatto globale, e abbattere i gas all'estero per il clima ha lo stesso identico risultato, se non meglio, che farlo dentro i confini nazionali», chiosa lui. «Inoltre la cooperazione internazionale rappresenta per l'Italia un obbligo, non una scelta».

TRA CINA E BALCANI. L'ex socialista, che guadagna circa 200 mila euro l'anno e dichiara di possedere solo una Fiat 500, punta sui paesi della ex Jugoslavia e sulla Cina, e crea due progetti di cui pochi, in patria, conoscono l'esistenza: il "Sino-italian Cooperation Program" e la "Task-Force Central and Eastern Europe"(i siti Internet, solo in inglese, non sono linkati su quello del ministero. «Strano, provvederò subito», commenta il ministro).

Il primo gestisce dal 2000 due uffici a Pechino e Shanghai, pagati dal ministero dell'Ambiente e dall'Ice con personale italiano (quasi tutti esperti esterni al ministero) e un gran viavai di imprenditori e politici cinesi che pianificano iniziative di cooperazione e investimenti per milioni di euro. Nel 2004 Clini lancia poi la "Task Force" europea con sede a Belgrado e l'intento di offrire opportunità di investimento alle aziende in Serbia, Montenegro, Macedonia e Albania, ma progetti speciali vengono realizzati anche in Belize, Libia e Marocco.

A capo della struttura (anche qui la gran parte dei dipendenti sono co.co.co.) il direttore generale sceglie di piazzare la sua nuova compagna Martina Hauser. Triestina doc, classe '68, oggi fa un doppio lavoro: prende lo stipendio come consulente del ministero («I ragazzi hanno bisogno ancora di lei, è una grande esperta in materia ambientale», spiega il ministro) sia come assessore allo Sviluppo sostenibile a Cosenza.

Se qualcuno sostiene che le attività coordinate da Clini non abbiano dato grandi risultati per la difesa dell'ambiente («Figuriamoci, ho realizzato 1.200 progetti avanzati per l'idrogeno, per il telecontrollo del traffico, per l'edilizia ecoefficiente», si difende), di sicuro l'attivismo fuori dai confini nazionali ha potenziato a dismisura la sua rete: è entrato nel board di influenti istituti cinesi, ha incontrato da semplice dirigente i ministri di mezzo mondo, ha stretto rapporti con aziende importanti come Eni ed Enel.

Comincia così ad attirarsi qualche invidia. Romano Prodi e Pecoraro Scanio cercano di cacciarlo, ma a dargli qualche grattacapo saranno solo i comboniani di padre Alex Zanotelli, che criticarono pesantemente la sua decisione, nel 2007, di assegnare 721 mila euro a una società di Napoli (con poche credenziali e rapporti con mercanti di armi, disse il frate) per uno studio di fattibilità relativo alla bonifica di una discarica in Kenya. Indagato dai pm di Roma insieme ai soci della srl, la sua posizione venne poi archiviata.

CONFLITTI DI INTERESSE. Al ministero Clini può contare su una squadra compatta. Il braccio operativo Antonio Strambaci gestisce la cassaforte, la fedelissima Valeria Rizzo è la nuova negoziatrice sul clima, il sottosegretario Tullio Fanelli, laureato in ingegneria nucleare, conosce l'industria italiana come pochi altri. A dargli suggerimenti c'è anche lo spin doctor Paolo Messa, direttore di "Formiche", ma è la compagna Martina, un tempo moglie del ministro dell'Interno montenegrino Andrija Jovicevic, la sua prima consigliera.

Tanto che lo scorso Natale l'ha voluta vicino a sé al vertice di Durban in Sudafrica. I due si incontrano per lavoro anche all'università Ca' Foscari di Venezia, dove siedono in un comitato di gestione voluto dal rettore, e spesso in terra calabrese. La triestina nel 2011 si è trasferita nel profondo Sud chiamata dal neosindaco di Cosenza Mario Occhiuto, vecchio amico di Clini e architetto di grido che molto ha lavorato in Cina con il ministero.

Il ministro, che a marzo è andato di persona all'inaugurazione del canile voluto dalla fidanzata, di recente ha firmato con il Comune un accordo da 450 mila euro per lo sviluppo sostenibile di Cosenza. «Identici accordi», spiega lui, «sono stati firmati anche con altri comuni». Tra i quali c'è di sicuro Duino, un paesino vicino Trieste dove la Hauser possiede un appartamento di otto stanze acquistato nel 2009 da una società americana, la Bluberry Llc, che ha trasformato un rudere di tre stanze in una bella villa vista mare.

La casa è di fronte a un porticciolo (dove Clini quest'estate ha ormeggiato il suo motoscafo), che verrà presto riqualificato con i soldi del ministero dell'Ambiente. Già: lo scorso marzo il ministro è volato a Duino e ha promesso che i finanziamenti stanziati nel 2009 (1,6 milioni) arriveranno presto. Serviranno a ripristinare la Costa dei Barbari e il centro del paese. «Non si tratta solo del porticciolo, ma di una fascia costiera che arriva fino a Trieste. Il motoscafo? È lungo poco più di cinque metri, non scherziamo. A Duino io amo andare soprattutto in canoa».

 

 

IL MINISTRO CORRADO CLINI CORRADO CLINI GIANNI DE MICHELIS E GIULIO TREMONTI MARIO MONTI ALFONSO PECORARO SCANIO STEFANIA PRESTIGIACOMO Ponte sullo stretto di MessinaMASSIMO CACCIARI RENATO BRUNETTA Federico MatteoliROMANO PRODI Alex Zanotelli

Ultimi Dagoreport

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…