carlo calenda antonio tajani letizia moratti

COME AMMICCA CALENDA! IL LEADER DI AZIONE, OSPITE DELLA KERMESSE DI FORZA ITALIA AL TEATRO MANZONI DI MILANO, LANCIA MESSAGGI D’AMORE A TAJANI: “CONDIVIDIAMO MOLTI PUNTI, DALL’IDEA DI UN GREEN DEAL DIVERSO AL POSIZIONAMENTO SULL’EUROPA” – SIA IL CHURCHILL DEI PARIOLI SIA IL LEADER AZZURRO PRENDONO LE DISTANZE DA SALVINI, DOPO L’INCONTRO CON TOMMY ROBINSON, STAR DEI NEOFASCISTI INGLESI –  PAOLO BERLUSCONI: “SONO CONCORDE CON GLI AUSPICI DI MARINA E DI PIERSILVIO PER ALLARGARE IL PARTITO” – LA STILETTATA DI CALENDA ALLA MELONI (“CONTINUA A OSCILLARE TRA TRUMP E L’UE”) E LA DOPPIA PARTITA IN VISTA DEL 2027: PER LE POLITICHE E PER LE COMUNALI DI MILANO…

1 - CARLO, TRA LUSINGHE IN PLATEA E «SINTONIE» CON TAJANI MA L’OSTACOLO SONO GLI ALLEATI

Estratto dell’articolo di GP. R. per il “Corriere della Sera”

 

carlo calenda letizia moratti antonio tajani

«Dialogo con tutti i partiti. Soprattutto con un partito come Forza Italia che è popolare ed europeista, non lontano da un partito liberale come il nostro». Per Carlo Calenda è stata una domenica di grandi corteggiamenti.

 

Dal palco del teatro Manzoni, praticamente da tutto lo stato maggiore di Forza Italia sono arrivati mielosi inviti all’alleanza. Ma lui, al telefono a fine giornata, ribadisce: «Noi non cambiamo il nostro programma politico, andiamo avanti per costruire il centro liberale».

 

Però ammette: «Certo, con Forza Italia condividiamo molti punti: l’atteggiamento verso il nucleare, l’idea di un Green deal diverso e il posizionamento sull’Europa». Subito dopo, però, indica anche ciò che al momento frena l’abbraccio con gli azzurri berlusconiani: «I prossimi cinque anni saranno decisivi: o nasceranno gli Stati uniti d’Europa o l’Unione scomparirà definitivamente. Quindi credo che sia inevitabile fare i conti con chi, come Giorgia Meloni, continua a oscillare tra Trump e l’Ue».

 

[…]

 

carlo calenda - evento di forza italia al teatro manzoni di milano - foto lapresse

Il leader di Azione insiste su questo punto: «Oggi chi non è europeista, chi non crede nelle democrazie liberali, chi alimenta l’antioccidentalismo, è un nostro avversario politico. E a Forza Italia ho ribadito che oggi più che mai la battaglia per la libertà richiede scelte coraggiose: bisogna rendersi autonomi da chi è nemico dell’Europa.

 

Non si può far finta di non vedere le quinte colonne russe e dei nemici dell’Occidente nella politica italiana, sia in maggioranza che all’opposizione. Chi inneggia alla X Mas, chi riceve neonazisti cocainomani in un ministero della Repubblica, chi non è in grado di condannare il regime di Putin e quello di Maduro. Non c’è più spazio per le ambiguità».

 

2 - “È INCOMPATIBILE CON NOI” TAJANI E CALENDA SI SMARCANO E LAVORANO ALL’INTESA AL CENTRO

Estratto dell’articolo di Alessandra Corica per “la Repubblica”

 

carlo calenda letizia moratti - evento di forza italia al teatro manzoni di milano - foto lapresse

Il numero uno di Azione dal palco è netto, «non posso stare con chi riceve neonazisti cocainomani in un ministero della Repubblica italiana». Ma se da chi sta all'opposizione una frase così tranchant non stupisce, discorso diverso è per il leader dei forzisti, vicepremier e alleato di governo, perché Robinson «è incompatibile con i miei valori, io non lo incontro. Salvini vede chi vuole, noi facciamo il nostro», le parole di Antonio Tajani.

 

 

Milano, teatro Manzoni: nello stabile di proprietà, scelta non casuale, della famiglia Berlusconi, vanno in scena le celebrazioni per i 32 anni dalla discesa in campo del fondatore degli azzurri con l'ormai famosa «l'Italia è il Paese che amo».

 

carlo calenda letizia moratti antonio tajani

Una mega kermesse con in prima fila il gotha del partito, da Tajani a Letizia Moratti che ha organizzato l'evento, e poi ministri e parlamentari, i vice segretari Alberto Cirio e Stefano Benigni, il fratello del Cavaliere Paolo e l'ultima compagna di Berlusconi, Marta Fascina, scortata dal sottosegretario Tullio Ferrante.

 

Ma, tra cartelli per il sì al referendum con lo slogan «due carriere per una giustizia forte», l'inno di partito e quello d'Italia, a tenere banco sono soprattutto i tentativi di avvicinamento tra gli azzurri e i centristi di Azione. A poco più di un anno dalle prossime politiche. E con interesse anche a livello locale.

 

carlo calenda letizia moratti antonio tajani evento piu liberta piu crescita foto lapresse.

A Milano, del resto, alle ultime Europee i calendiani hanno portato a casa abbastanza voti da essere appetibili, in vista delle comunali 2027, non solo per il centrosinistra di cui ora fanno parte, ma anche per il centrodestra, che dopo oltre 15 anni di opposizione, vuole accaparrarsi la successione a Sala.

 

[…] alla fine Paolo Berlusconi si dice «concorde con gli auspici di Marina e di Piersilvio» per allargare il partito, e sul segretario di Azione è più che esplicito, «è un ottimo politico, speriamo che faccia parte anche lui della coalizione».

 

E se il leader dei centristi chiede anche le dimissioni di Salvini, Tajani - dopo video celebrativi del Cavaliere, con Fascina commossa accanto a Fedele Confalonieri - rimarca che si devono «allargare i confini andando anche a occupare spazi che oggi sono lasciati liberi: il centrosinistra è morto, esiste solo la sinistra». […]

 

carlo calenda letizia moratti antonio tajani evento piu liberta piu crescita foto lapresse

Ancora: «Io non temo nulla, il primo a parlare di liberalizzazione di Mps sono stato io, non sto con le braccia conserte, i risultati elettorali lo dimostrano», aggiunge Tajani poi a margine, rispondendo alle critiche mosse al partito da Roberto Occhiuto, governatore calabro che di Tajani è anche vice, e che a Repubblica ha detto di non voler dividere il partito ma di volerlo «più dinamico».

 

Da Milano, allora, arriva una serrata di fila attorno alla linea del segretario, in attesa di capire se il dialogo con i centristi si concretizzerà: «Questo Paese ha bisogno di liberali, popolari e riformisti», dice sempre Calenda.

 

CARLO CALENDA IN PRIMA FILA AL TEATRO MANZONI, TRA ALESSANDRO SORTE E LETIZIA MORATTI, ALL EVENTO PIU LIBERTA PIU CRESCITA

E rivolto agli azzurri «se ci sarà spazio per collaborare, sarò felicissimo», pur avvertendo, «non defletteremo un secondo perché a svegliarmi in un partito con Conte, Bonelli, Fratoianni, Salvini o Vannacci proprio non ce la faccio». E Tajani? Per ora sorride sornione e chiosa, «se sono rose, fioriranno».

CARLO CALENDA ALL EVENTO DI FORZA ITALIA PIU LIBERTA PIU CRESCITACARLO CALENDA ALL EVENTO DI FORZA ITALIA PIU LIBERTA PIU CRESCITAalessandro sorte carlo calenda letizia moratti antonio tajani fedele confalonieri evento piu liberta piu crescita foto lapresse

Ultimi Dagoreport

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!