giuseppe conte enrico letta

COME È RIDOTTO LETTA: FINISCE SPERNACCHIATO ANCHE DA GIUSEPPE CONTE – PEPPINIELLO APPULO SE LA RIDE DI GUSTO DI FRONTE AL VOLTAFACCIA DI CALENDA: “MI DISPIACE PER IL DISASTRO POLITICO DEL PD, MA NON CI SONO I PRESUPPOSTI PER UN'INTESA. CARO ENRICO, OFFRI PURE I COLLEGI CHE SI SONO LIBERATI A DI MAIO, TABACCI E AGLI ALTRI ALLEATI” - ANCHE GRILLO SCARICA DI BATTISTA. PER LA GIOIA DEL FU AVVOCATO DEL POPOLO, CHE ABBANDONA ANCHE LA RAGGI AL SUO DESTINO: "RIENTRA NEL VINCOLO DEL DOPPIO MANDATO..."

giuseppe conte enrico letta 2

1 - M5S:CONTE, NESSUN ACCORDO CON LETTA, AVANTI CON NOSTRO PROGETTO

(ANSA) - "Mi dispiace per il disastro politico del Pd , noi abbiamo i nostri progetti che realizzeremo con le unghie e i denti....".

 

Giuseppe Conte parla a Canale 5 ribadendo il no ad un accordo con i dem: Li ho tolti dall'imbarazzo di ricevere un altro no, spiega chiarendo che i 5 stelle possono anche aver commesso degli errori ma non possono essere tacciate di essere persone "non serie".

 

CARLO CALENDA ENRICO LETTA

"Non ci sono i presupposti politici e programmatrici" per una intesa", aggiunge ribadendo quelle che a suo avviso sono le emergenze per il Paese: il lavoro sottopagato, il precariato, la sanità e l'ambiente.

 

"Andiamo davanti agli elettori con un programma serio e preciso", dice difendendo a spada tratta il superbonus e il reddito di cittadinanza: il primo - afferma - ha contribuito al rilancio del settore delle costruzioni, il secondo ha garantito un sistema di protezione sociale togliendo dalla povertà un milione di persone".

 

giuseppe conte beppe grillo

"Le frodi relative all'applicazione del superbonus - prosegue - sono state minime e sono state comunque attivate delle correzioni per evitarle", Conte chiude il suo ragionamento annunciando che i 5 stelle saranno più radicali di prima nell'attuazione del loro progetto. Positivo da parte del leader M5s l'apporto di Alessandro Di Battista ( "è un intrerlocutore serio"), e il rapporto con il fondatore Beppe Grillo.

 

 

 

2 - ELEZIONI:CONTE,NON CREDO DI BATTISTA RIENTRERÀ NEL M5S

(ANSA) - "Raggi tecnicamente rientra nel vincolo del doppio mandato, Alessandro Di Battista non si è iscritto al Movimento, non credo voglia partecipare alle parlamentarie e rientrare nel Movimento, se vorrà farlo ne parleremo".

 

virginia raggi giuseppe conte

Lo dice il leader del M5s Giuseppe Conte a Radio Capital. Sulla possibile candidatura dell'ex procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho Conte si limita a dire: "Confermeremo quando presenteremo le liste". Chi fa le liste? "Le liste - spiega Conte - sono compito esclusivo del leader politico, ma con Grillo ci sentiamo sempre visto che ha il ruolo di garante".

 

3 - ELEZIONI:CONTE,LETTA SI ASSUMA RESPONSABILITÀ,BASTA IPOCRISIE

(ANSA) - "E' il Pd a sfuggire alle proprie responsabilità perché il colpo di pistola l'ha innescato il Pd con la norma sull'inceneritore di Roma, Letta si deve assumere le sue responsabilità, basta ipocrisie".

 

carlo calenda enrico letta

Così il leader del M5s Giuseppe Conte a Radio Capital. Conte non dice di avere rimpianti per aver scatenato la crisi, ma attacca ancora il centrosinistra per la strategia delle alleanze: "Sicuramente troviamo incomprensibile il disastro politico su questo balletto elettorale, sono attonito davanti a questo spettacolo - dice l'ex presidente del Consiglio - e siccome giochetti e balletti non ci piacciono, andiamo orgogliosamente da soli".

 

"Palazzo Chigi non mi manca, è un lavoro molto impegnativo, usurante, 24 ore su 24, con le emergenze che abbiamo affrontato", afferma. E ancora: "Non se aveva un senso la frase di Berlusconi su 'Draghi stanco', sicuramente il presidente Draghi ha colto il pretesto del nostro non voto sul decreto aiuti per rassegnare le dimissioni". Poi le critiche alla destra: Giorgia Meloni "ha dato dei tossicodipendenti a chi prende il reddito di cittadinanza, mentre sono i primi a dover essere aiutati - commenta Conte - per questo non è idonea a governare il paese.

 

GIUSEPPE CONTE E LA DEPOSIZIONE DI DRAGHI - BY EDOARDO BARALDI

 Non faccio appelli contro l'onda nera che marcerebbe su Palazzo Chigi anche se conosco l'humus culturale da cui proviene Meloni, ma noi dobbiamo vincere la battaglia delle idee". Le proposte dei 5 stelle sono "salario minimo a 9 euro, basta la giungla di contratti di un giorno, una settimana, basta tirocini e stage gratuiti, non sono ammissibili, non si può sfruttare la manodopera giovanile".

 

4 - CONTE SBEFFEGGIA IL PD "DATE I COLLEGI A DI MAIO"

Federico Capurso per “la Stampa”

 

Un minuto dopo l'addio dato da Carlo Calenda alla coalizione del Pd, il telefono di Giuseppe Conte inizia a squillare. «Forse si è riaperta la porta», gli dicono con un certo entusiasmo gli sherpa di un «campo largo» sulla via della polverizzazione. Si offrono ipotesi di riavvicinamento, vengono portati studi e proiezioni che indicano come al Sud, insieme ai Dem, si potrebbero contendere più collegi al centrodestra, si raccontano magnifiche sorti e progressive, anche alle prossime elezioni regionali.

giuseppe conte

 

Un'opera di convincimento effimera, che muore nel giro di tre ore, quando il leader del Movimento pubblica sui social un post in cui si rivolge direttamente al segretario del Pd, Enrico Letta, per offrire non una mano tesa, ma una bastonata sotto forma di «consiglio non richiesto: offri pure i collegi che si sono liberati a Di Maio, Tabacci e agli altri alleati. Ti saluto con cordialità e senza nessuna acrimonia».

 

Suona come un addio, almeno fino alle elezioni. Il Movimento correrà da solo. E l'ex premier è convinto di poter banchettare sulle spoglie della «santa alleanza repubblicana che ora si indebolisce e perde pezzi», pescando a mani basse tra gli elettori di centrosinistra delusi.

 

virginia raggi alessandro di battista

«Provo a dare una mano e a evitare ulteriori imbarazzi, dopo le dannose decisioni che sono già state prese - commenta con una punta di veleno -. Noi non siamo professionisti della politica. Il balletto di questi giorni, tra giochi di potere e spartizioni di seggi, ci ha lasciati stupefatti. Noi condividiamo con i comuni cittadini una visione della politica diversa».

 

È una separazione tra due mondi incolmabile, che viene marcata più volte, a partire dai programmi elettorali: «Sentiamo invocare "un'agenda Draghi" sperando che l'interessato si degni di scriverla - fa notare Conte -. L'unico accenno a un programma di governo che il Pd ha fatto è quando ha concordato con Calenda di rivedere il Reddito di cittadinanza e il Superbonus o quando ha scelto di abbracciare personalità come la Gelmini, artefice dei tagli alla scuola».

CARLO CALENDA ENRICO LETTA MEME

 

Una picconata dopo l'altra, l'ex premier lascia Letta ad affrontare la disfatta del suo disegno politico. Ma sull'altra faccia della Luna, compare per un attimo la nostalgia del Pd di un tempo.

 

«Questo disastro politico mi sembra lontano anni luce dal progetto riformistico realizzato durante il Conte II. Sono settimane che sentiamo parlare di cartelli elettorali e di ripartizioni di posti». Come a voler dire che c'era un Pd con cui si poteva dialogare, costruire, e che ora quel Pd non c'è più.

conte letta

 

Ma se dovesse tornare, dopo le elezioni, senza Calenda e senza Luigi Di Maio, chissà. La voglia di tornare a correre insieme, in fondo, è sempre viva. Tanto da allontanare l'idea di un ritorno di Alessandro Di Battista, che già convinceva poco Conte per le sue posizioni politiche poco conciliabili con la nuova linea pentastellata e il rischio di vedere contesa la sua leadership tra gli attivisti.

 

Ma anche Beppe Grillo, ora, avrebbe avanzato un forte dubbio di fronte all'ipotesi di reintegrare l'ex deputato, per colpa - raccontano - di alcuni scontri accesi tra i due in passato, ai quali non è mai seguita una riconciliazione. Si candiderà invece l'ex sindaca di Torino Chiara Appendino: «Sono a disposizione, il Movimento è la mia casa politica». Mentre non offre la sua disponibilità il sociologo Domenico De Masi, vicinissimo a Conte: «No, grazie. Ho 84 anni e ci tengo alla qualità della mia vita».

 

ACCORDO LETTA CALENDA MEME

Intanto per i parlamentari del Movimento è una giornata da pop corn. La coalizione di centrosinistra da cui sono stati esclusi, con lo stigma dei traditori del governo Draghi, si è ridotta a un'alleanza con Sinistra italiana, Europa verde e Impegno civico, unita dal sogno di far vincere meno bene la destra.

 

«A memoria - commenta sui social il ministro M5S Stefano Patuanelli riferendosi a Letta -, non ho mai sentito un segretario di partito dire: "Stringo un'alleanza, ma con questi non ci governo". Questa ammucchiata ha almeno un punto programmatico in comune? Oltre i seggi, s' intende». E twitta divertito, dopo lo strappo di Calenda: «Per fortuna che il problema per la stabilità eravamo noi». Si respira un clima di festa, dopo mesi di veleni. Tutti convinti di avere avuto un regalo insperato e l'occasione per una rivalsa sul Pd: «È la prima volta - scherza un big - che possiamo davvero ringraziare Letta».

ALESSANDRO DI BATTISTA IN RUSSIA GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

 

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