italiani sequestrati in libia -

COME MAI I QUATTRO DIPENDENTI DELLA BONATTI IN LIBIA SI ERANO NOTTETEMPO RECATI A BORDO DI UN PULMINO IN TUNISIA SENZA ALCUNA SCORTA? CHE CI FACEVANO OLTRE LA FRONTIERA? SIAMO SICURI CHE SIANO FINITI IN MANO AGLI SCAFISTI? AH, SAPERLO…

italiani sequestrati in libia   la centrale di mellitahitaliani sequestrati in libia la centrale di mellitah

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

Il rischio forte è che il prezzo per il rilascio dei quattro italiani adesso diventi altissimo. Perché il clamore per il rapimento avvenuto in Libia certamente farà alzare la posta. E perché l’area che si affaccia sul Mediterraneo dove i dipendenti della Bonatti — Gino Pollicardo, Fausto Piano, Filippo Calcagno e Salvatore Failla — sono stati catturati tre giorni fa, è controllata dai trafficanti di uomini.

 

italiani sequestrati in libia   la centrale di mellitah italiani sequestrati in libia la centrale di mellitah

Gruppi criminali che gestiscono i viaggi verso l’Italia e potrebbero aver fiutato l’affare di sfruttare il sequestro per pretendere una contropartita che non sia soltanto economica. Un’organizzazione comunque ben strutturata, nessuno ancora può escludere che abbia una connotazione islamista.

 

Tutti i possibili contatti sono stati attivati, in quella zona la presenza dell’Italia è comunque pesante visto che numerose aziende continuano a operare nonostante pericoli e difficoltà. Bisogna evitare il passaggio di mano, impedire in ogni modo che altri gruppi — di connotazione più politica o fondamentalisti — cerchino di interferire, addirittura di gestire gli ostaggi e le trattative con l’Italia. 

italiani sequestrati in libia   fausto pianoitaliani sequestrati in libia fausto piano


La cattura 
L’ipotesi più accreditata in queste ore è che i quattro siano stati «segnalati» al momento del passaggio della frontiera tra Tunisia e Libia, mentre erano a bordo del pulmino che doveva portarli nella base di Mellitah. Merce preziosa, soprattutto in un momento di difficoltà per gli scafisti che certamente hanno perso numerose imbarcazioni e — pur continuando a organizzare le traversate verso l’Italia e la Grecia — sanno di essere maggiormente sotto controllo.

 

E dunque cercano altre fonti di guadagno. Se così fosse si tratterebbe di un’azione non premeditata, che comunque necessita dell’impegno di svariate persone per la custodia dei sequestrati. Un’esigenza che comunque potrebbe non rappresentare un problema visto che proprio in quella Regione ci sono interi stabili utilizzati per nascondere gli stranieri in attesa di imbarcarsi verso l’Europa.

italiani sequestrati in libia   fausto piano  italiani sequestrati in libia fausto piano

 

Palazzine che affacciano sulla costa, ma anche dimore più isolate, dove non è difficile tenere segregati quattro occidentali. Del resto il traffico di essere umani è controllato anche da ex miliziani del regime di Gheddafi con legami e contatti ben ramificati e ciò è fonte di ulteriore preoccupazione per l’ intelligence e diplomazia che stanno cercando di aprire il giusto canale per un negoziato, sfruttando quelli già percorsi per riportare a casa gli altri italiani sequestrati nei mesi scorsi. 

LIBIA 1LIBIA 1


Il prezzo
A rendere più complicata la trattativa questa volta è il numero degli ostaggi. Bisogna essere cauti, nella consapevolezza che la richiesta potrebbe essere molto onerosa. Viene analizzato e interpretato anche il minimo dettaglio, ogni dichiarazione pubblica viene letta per il messaggio che può contenere.

italiani sequestrati in libia   cantieri bonattiitaliani sequestrati in libia cantieri bonatti

 

Per questo ha destato interesse la posizione dell’ambasciatore libico in Italia Ahmed Safar, rappresentante solo di una parte del Paese visto che in Libia ci sono quattro fazioni che rivendicano di essere autorità nazionale, ma l’unico Parlamento riconosciuto a livello internazionale è quello di Tobruk. Ieri proprio da lì è arrivata la nota pubblica per sfruttare la situazione e ribadire la necessità di «revocare l’embargo sulla fornitura di armi all’esercito libico, fornendogli esperti, informazioni ed equipaggiamenti moderni affinché sia in grado di combattere e sconfiggere il terrorismo».

italiani sequestrati in libia   cantieri bonatti   italiani sequestrati in libia cantieri bonatti

 

Afferma invece il diplomatico: «Gli inquirenti in Libia occidentale sospettano che dietro il rapimento ci siano motivazioni criminali e che uno o più trafficanti di esseri umani abbia agito per rappresaglia contro la missione che punta ad individuare le navi che salpano dalla Libia per l’Europa». 

italiani sequestrati in libia   cantieri bonatti 3italiani sequestrati in libia cantieri bonatti 3italiani sequestrati in libia   italiani sequestrati in libia


La politica 
In realtà gli analisti non credono a una ritorsione, piuttosto ritengono che ci possa essere la volontà di sfruttare la vicenda, ma sempre in termini di contropartita. E sono preoccupati che «suggerimenti» di questo tipo possano in realtà servire proprio a spostare il negoziato su un terreno più politico.

 

italiani sequestrati in libia   cantieri bonatti italiani sequestrati in libia cantieri bonatti

Anche perché è proprio Safar ad aggiungere: «Qualsiasi notizia, affermazione e simili che manchino di credibilità non farà altro che infiammare la situazione in quanto rappresenta un tentativo a buon mercato di ottenere vantaggi politici a spese di vite umane». Al momento non c’è stato alcun tipo di rivendicazione e questo fa ben sperare: il tempo trascorso dalla cattura è comunque troppo breve, gli esperti sono concordi nel sottolineare che per avere un quadro più preciso bisognerà attendere almeno altre 48 ore. Non a caso il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, nel corso dell’incontro con l’inviato speciale dell’Onu per la Libia Bernardino Leon, ha definito «prematuro e imprudente dare interpretazioni politiche sul movente». 
 

 

Ultimi Dagoreport

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…