
COME ROSICA IL “CACICCO” – COME MAI VINCENZO DE LUCA È COSÌ DURO CON ANTONIO DECARO? DI FRONTE ALLE LAGNE DI QUEL CACADUBBI DELL’EX SINDACO DI BARI, HA DETTO: “CHI TEME CHE ALTRI GLI FACCIANO OMBRA CONFESSA LA PROPRIA INCONSISTENZA POLITICA” – MARCELLO SORGI: “LO HA MESSO NEL MIRINO PERCHÉ A DECARO È STATA OFFERTO LO SBOCCO EUROPEO, MENTRE A LUI NIENTE: COSTRINGENDOLO COSÌ FORMALMENTE, MA SOLO FORMALMENTE, A USCIRE DI SCENA SENZA ALCUN INCARICO DOPO APPENA VENT'ANNI ININTERROTTI AL COMANDO….”
La sfida del re dei cacicchi
Estratto dell’articolo di Marcello Sorgi per “La Stampa”
Sul teatro delle prossime regionali, il ritorno in scena di Vincenzo De Luca segnala che il "cacicco dei cacicchi" non si accontenta dell'accordo delineato in vista dell'ufficializzazione della candidatura del 5 stelle Fico come suo successore, che prevede l'elezione del figlio del governatore uscente, Piero, alla segreteria regionale del Pd, in pratica un'affermazione del potere familiare sulla Campania.
No, don Vincenzo, pretende di indicare il programma della prossima amministrazione (ovviamente se sarà il centrosinistra a vincere). E soprattutto che l'intesa che ha raggiunto con la segretaria (una mezza resa della Schlein, se si considera che il Pd nella regione era stato commissariato) faccia da modello almeno a tutte le altre realtà del Sud in cui si vota.
A cominciare, naturalmente dalla Puglia in cui è aperto lo scontro tra l'ex-sindaco di Bari, attualmente europarlamentare Decaro e Emiliano e Vendola, governatore uscente e suo predecessore, ai quali il candidato potenziale alla successione chiede di non ricandidarsi, per evitare poi di doverseli ritrovare a disturbare il manovratore in consiglio regionale.
VINCENZO DE LUCA - ANTONIO DECARO - MICHELE EMILIANO
De Luca con Decaro è durissimo: «Chi teme che altri gli facciano ombra confessa la propria inconsistenza politica», un chiaro incoraggiamento a resistere rivolto a Emiliano e Vendola, che per la verità non hanno alcuna intenzione di cedere, malgrado gli appelli del vertice romano del Pd […], per non costringere alla rinuncia Decaro, che partirebbe forte del quasi mezzo milione di preferenze conquistato alle Europee del 2024.
Con lui in campo, seppure candidato della segreteria, in Puglia la riconferma del centrosinistra sarebbe assicurata. Ed è chiaramente per questo che anche lì è in corso un braccio di ferro tra il potere locale degli ultimi vent'anni e l'ex-sindaco, che appartiene alla nuova generazione.
De Luca lo ha messo nel mirino anche perché a Decaro è stata offerto lo sbocco europeo, mentre a lui niente: costringendolo così formalmente, ma solo formalmente, a uscire di scena senza alcun incarico dopo appena vent'anni ininterrotti al comando, prima come sindaco di Salerno e successivamente, due volte come governatore. Una prospettiva inaccettabile, ancorché imposta dal divieto del terzo mandato, per il "re" dei cacicchi.