COME SI FA UN ACCORDO TRA STATI IN “DIGITALE”? TRUMP E KHAMENEI SI MANDANO UNA PEC? SI AUTENTICANO CON LO SPID? PIÙ O MENO: IL DOCUMENTO SARÀ FIRMATO UTILIZZANDO DATI BIOMETRICI O CERTIFICATI DIGITALI. FUNZIONA COSÌ: IL FILE VIENE CRITTOGRAFATO E VIENE CREATO UN REGISTRO DI CONTROLLO (CON DETTAGLI DI VERIFICA DELL’IDENTITÀ, DATA, ORA E POSIZIONE, INFORMAZIONI SUL DISPOSITIVO) CHE GARANTISCE L'INTEGRITÀ DEL DOCUMENTO E FORNISCE UNA PROVA LEGALE – IL PRIMO CASO NEL 1998: BILL CLINTON E IL PRIMO MINISTRO IRLANDESE BERTIE AHERN FECERO LA STORIA FIRMANDO ELETTRONICAMENTE UN ACCORDO.
Estratto dell'articolo di Marco Bruna per il "Corriere della Sera"
TRUMP MOJTABA KHAMENEI USA IRAN
L’incontro virtuale dovrebbe essere in programma oggi, il memorandum d’intesa [...] verrà firmato elettronicamente. [...] La conferma è arrivata sia da Donald Trump che da fonti delle nazioni mediatrici; Teheran non è della stessa idea.
Salta subito all’occhio il modo in cui dovrebbe essere finalizzato questo primo step: attraverso una firma elettronica, che ha lo stesso valore legale delle firme autografe, in quanto dimostra l’intenzione di una persona di accettare i termini di un documento. Nel 1998 il primo caso: Bill Clinton e il primo ministro irlandese Bertie Ahern fecero la storia firmando elettronicamente un accordo.
Oggi vengono utilizzati dati biometrici o certificati digitali per verificare l’identità delle parti, impegnate probabilmente in una videoconferenza criptata.
BILL CLINTON E BERTIE AHERN - PRIMA FIRMA DIGITALE DI UN DOCUMENTO - 1998
Una volta firmato, il documento viene crittografato e viene creato un registro di controllo (con dettagli di verifica dell’identità, data, ora e posizione geografica, informazioni sul dispositivo e sul browser, orari di accesso ed eventuali verifiche di autenticazione).
Ciò garantisce l’integrità del documento e fornisce una prova legale dell’avvenuta firma elettronica. La validità e l’identità dei firmatari vengono verificate tramite certificati digitali emessi e controfirmati dalle rispettive autorità nazionali. Di norma, spiegano fonti informate, per evitare che una delle parti dichiari che il documento finale sia stato alterato, l’impronta digitale del trattato, una stringa di codice univoca generata dal file del testo definitivo (hash), viene condivisa tra i Paesi garanti. Se il testo venisse modificato, l’hash non corrisponderebbe più a quello originale.
DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH
LA NOMINA DI MOJTABA KHAMENEI A GUIDA SUPREMA VISTA DA GIANNELLI
REGIME CHANGE - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI