1. LA ‘’CONSEGNA’’ DI ALMA SHALABAYEVA E DI SUA FIGLIA ALUA FORSE UNA “CONTROPARTITA” PAGATA DA ROMA AL KAZAKISTAN PER ESSERSI FATTI SFUGGIRE ABLYAZOV 2. ORA, CON ALMA E ALUA, IL SATRAPO DI ASTANA NAZARBAEV HA IN MANO UNA FORTISSIMA ARMA DI RICATTO PER COSTRINGERE IL SUO NEMICO PIU’ INTIMO A TENERE IN UNA CASSAFORTE SVIZZERA LE CARTE DEGLI AFFARI SPORCHI DEGLI ULTIMI VENT’ANNI 3. PERCHÉ ALFANO E BONINO NON SONO STATI IN GRADO DI SOTTRARSI A TALE RICATTO? 4. CHI HA AVVISATO MUKHTAR ABLYAZOV DI ESSERE STATO INDIVIDUATO NELLA VILLETTA DI CASAL PALOCCO? E PERCHÉ, PRIMA DI ESSERE RICEVUTO AL VIMINALE, L'AMBASCIATORE KAZAKO ANDRIAN YELEMESSOV HA DECISO DI RECARSI DIRETTAMENTE IN QUESTURA?

Fiorenza Sarzanini per il "Corriere della Sera"

Chi ha avvisato Mukhtar Ablyazov di essere stato individuato? E perché, prima di essere ricevuto al Viminale, l'ambasciatore kazako Andrian Yelemessov ha deciso di recarsi direttamente in questura? Sono questi i due interrogativi chiave per comprendere quanto accaduto tra il 28 e il 31 maggio scorsi, fino alla «consegna» di sua moglie Alma Shalabayeva e di sua figlia Alua.

Perché l'incrocio delle testimonianze e dei dati emersi dai documenti depositati in Parlamento sembra confermare l'ipotesi che l'espulsione delle due donne sia in realtà la contropartita pagata dall'Italia al governo di Astana per essersi fatti sfuggire il loro ricercato. Il tentativo estremo per obbligare l'uomo ad uscire allo scoperto. Un ricatto al quale non si è stati in grado di sottrarsi .

LA PISTA SVIZZERA
Nella notte tra il 28 e il 29 maggio, quando gli agenti della squadra mobile entrano nella villetta di Casal Palocco, sequestrano 50 mila euro in contanti e una macchinetta fotografica. Nella memory card ci sono immagini di Ablyazov a Roma con i suoi familiari. La data dell'ultima istantanea è quella del 25 maggio. Mario Trotta, l'investigatore incaricato da un'agenzia israeliana di rintracciare l'uomo, assicura di averlo seguito il 26 maggio mentre si recava in un ristorante nella zona dell'Infernetto. Poi più nulla. La notte dell'irruzione della polizia gli uomini di Trotta sono ancora appostati davanti alla villa, convinti che sia all'interno. E invece niente, il blitz va a vuoto.

Ablyazov potrebbe essersi accorto di essere pedinato, oppure ha ricevuto la giusta soffiata. Di certo è riuscito a fuggire dal nostro Paese beffando chi era pagato per tenerlo sotto controllo. La convinzione di chi sta cercando di ricostruire i suoi spostamenti è che sia andato in Svizzera, lì dove ha il proprio quartier generale, dove vive la figlia Madina e dove si sono adesso rifugiati anche gli altri parenti. Proprio a Ginevra risiede il notaio che il 3 giugno ha autenticato i documenti della signora Shalabayeva che il suo avvocato Riccardo Olivo ha poi presentato alle autorità del nostro Paese per dimostrare che non era stato compiuto alcun falso.

L'IDENTITÀ DI COPERTURA
Certamente ha potuto godere di una rete di protezione con collegamenti internazionali, come del resto era già accaduto in passato. La lista delle persone che ha incontrato è nelle mani degli inquirenti e da quella si riparte per cercare di scoprire dove si trovi adesso. Altri elementi possono arrivare dagli atti prodotti dai legali di sua moglie. L'identità sul passaporto rilasciato dalle Repubblica Centroafricana è una «copertura».

Alma Alya infatti non esiste, non è il suo cognome da nubile come era stato detto inizialmente. Il cognome familiare è Shalabayeva, mentre dopo il matrimonio è diventata Ablyazova, come risulta proprio da tutti i documenti autenticati e trasmessi ai giudici italiani.

Come è possibile che tutto questo non risultasse alla Farnesina? Eppure proprio con l'identità «Alya» era nota all'ufficio del Cerimoniale. Risulta dal fax trasmesso dal capo vicario di quell'ufficio alla questura di Roma il 29 maggio che chiede conferma dell'immunità diplomatica concessa alla signora. Scrive il funzionario Daniele Sfregola: «Si comunica che l'ambasciata della Repubblica del Burundi ha proposto il 17 aprile scorso la candidatura della signora Ayan a console onorario per le regioni del Sud Italia». L'istanza fu poi ritirata, ma è presumibile che siano stati effettuati accertamenti sulla presenza della donna nel nostro Paese. Nonostante questo, in poche ore è stato fornito il via libera alla procedura attivata per l'espulsione .

LA CACCIA DEI KAZAKI
Una fretta che emerge in maniera forte anche nei rapporti tra le autorità kazake e la polizia italiana. La mattina del 28 maggio l'ambasciatore Yelemessov cerca più volte il ministro dell'Interno Angelino Alfano che però dice di non averci parlato. Poco dopo contatta la segreteria del questore, che non può riceverlo perché è fuori ufficio, e dunque si presenta alla Squadra Mobile. Chi gli ha dato le indicazioni di rivolgersi alla questura, visto che soltanto in serata viene ricevuto dal capo di Gabinetto del Viminale Giuseppe Procaccini? Chi gli ha fornito le credenziali che gli hanno aperto tutte le porte?

Gli stessi vertici della polizia hanno ammesso «l'attivismo e l'invasività» del diplomatico. Ma soprattutto hanno accolto ogni sua richiesta in appena 75 ore. Tre giorni dopo il primo contatto ufficiale tra i due Paesi, le due donne erano in volo sul jet privato, messo a disposizione dai kazaki, che le riportava in patria. «Consegnate» per costringere il marito a consegnarsi a sua volta .

 

Mukhtar Ablyazov Mukhtar Ablyazov La moglie di Mukhtar Ablyazov con la figlia andrian yelemessov ambasciatore kazako a roma andrian yelemessov ambasciatore kazako a roma con napolitano villa ablyazov palocco foto mezzelani carbone gmt gmt riproduzione vietatavilla ablyazov palocco foto mezzelani carbone gmt gmt riproduzione vietata

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