saltalamacchia pascali renzi

CONSIP, DEPISTAGGIO DECHE’? – IL DUCETTO GONGOLA, MA DALLE INTERCETTAZIONI EMERGE CHE LA FUGA DI NOTIZIE A VANTAGGIO DELLA RENZI’S FAMILY VENNE INNESCATA PROPRIO DA SERGIO PASCALI, GENERALE DEI CARABINIERI LEGATO A SALTALAMACCHIA, IL GENERALE CHE AVREBBE RIVELATO L’INDAGINE DI WOODCOCK A TUTTO IL GIGLIO MAGICO, TIZIANO RENZI COMPRESO

 

 

1. LE GOLE PROFONDE DEL GIGLIO MAGICO

Ilaria Sacchettoni per il Corriere della Sera

 

Sergio PascaliSergio Pascali

L' inchiesta sulla Consip coinvolge un altro ufficiale del Noe: è il vicecomandante Alessandro Sessa, accusato di depistaggio. Gli contestano di aver mentito ai magistrati - e dunque di aver sviato le loro indagini - su un dettaglio ritenuto fondamentale: la data in cui informò il suo superiore, il generale Sergio Pascali, dell' esistenza di importanti intercettazioni su Tiziano Renzi, padre dell' ex premier.

 

SALTALAMACCHIA RENZISALTALAMACCHIA RENZI

Lo scorso maggio, al pm Mario Palazzi che lo ascoltava come persona informata dei fatti, Sessa avrebbe detto di aver informato il suo superiore solo il 6 novembre scorso, in seguito cioè all' uscita delle vicende Consip sul quotidiano La Verità (che dava conto delle preoccupazioni di Renzi jr per indagini che coinvolgevano suo padre e il suo entourage ). Le cose, a quanto sembra, stanno diversamente, almeno secondo gli investigatori. Sessa avrebbe aggiornato con una certa puntualità Pascali fin da giugno, illustrando tutti i termini della questione. Personaggi coinvolti. Ipotesi investigative. Contenuto delle intercettazioni. Verifiche in itinere.

 

La conferma verrebbe da alcune chat su WhatsApp che documentano conversazioni fra Scafarto e Sessa, che - come ha spiegato il capitano del Noe ai pm - veniva costantemente aggiornato dallo stesso Scafarto, sia perché quest' ultimo con Pascali non aveva contatti, sia perché dalle intercettazioni emergevano rapporti del comandante del Noe con Saltalamacchia, a sua volta amico dell' ad di Consip.

SCAFARTOSCAFARTO

 

Quelle chat sono state mostrate ieri a Sessa nel corso dell' interrogatorio alla presenza del suo difensore, Luca Petrucci. Ora, queste nuove acquisizioni potrebbero aiutare a comprendere meglio un punto importante: per quali strade si sia verificata quella fuga di notizie sia verso la stessa Consip (l' ad Luigi Marroni era informato perfino dell' esistenza di cimici) che verso l' entourage di Renzi.

 

Non va dimenticato che la rivelazione di alcuni dettagli dell' inchiesta avviata dalla Procura di Napoli è il motivo per cui sono indagati sia l' attuale ministro dello Sport Luca Lotti che i vertici dei carabinieri: il comandante generale Tullio Del Sette e il comandante della legione Toscana, Emanuele Saltalamacchia.

TIZIANO RENZITIZIANO RENZI

 

Gli investigatori stanno ancora ricostruendo i termini di questa fuoriuscita di informazioni. A maggio scorso, quando già era stato iscritto il nome del comandante Gianpaolo Scafarto sul registro degli indagati, i magistrati romani Palazzi e Ielo hanno ascoltato il generale Pascali in qualità di persona informata sui fatti. A questo punto si tratta di ricostruire cos' è accaduto in seguito alle informazioni fornite da Sessa ai vertici del Noe. «Sessa ha solo informato il suo capo come previsto dalla normativa e lo ha fatto in seguito all' uscita di notizie di stampa. Quanto alla chat si svolgerà una perizia e vedremo, per ora è prematuro parlarne», dice l' avvocato Petrucci.

 

PAOLO IELOPAOLO IELO

Ieri è stata anche la volta di Scafarto. Al capitano, ascoltato dai pm assieme ai carabinieri del nucleo investigativo delegati agli approfondimenti, non sono state rivolte nuove contestazioni oltre a quelle note: la manipolazione di alcuni passaggi dell' informativa inizialmente destinata ai pm Celeste Carrano ed Henry John Woodcock. «Ci sono stati contestati messaggi e mail che hanno riguardato l' attività investigativa del mio assistito» ha detto il suo avvocato Giovanni Annunziata.

 

E ieri Matteo Renzi s' è affidato a Instagram per commentare: «All' improvviso scopri che nella vicenda Consip c' è una indagine per depistaggio e ti verrebbe voglia di dire: ah, e adesso? Nessuno ha da dire nulla?». E il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini chiosa: «La sola ipotesi che ci possa essere stato un depistaggio è inquietante, ma attendiamo le indagini».

 

2. CHIAMATE BABBO E VEDETE QUANT’E’ CONTENTO…

Marco Travaglio per il Fatto Quotidiano

 

lotti in senato per la mozione di sfiducialotti in senato per la mozione di sfiducia

La Procura di Roma pare avere scoperto come e quando partì la fuga di notizie che rovinò l' inchiesta Consip perché mise in allerta il comitato d' affari che puntava a truccare gli appalti della centrale acquisti della PA . E ha indagato per depistaggio il vicecomandante del Noe. Questi aveva raccontato ai pm di aver avvertito i superiori solo a novembre, mentre dalle chat memorizzate nel cellulare del capitano Scafarto emerge che lo fece fin da agosto 2016.

RENZI DEL SETTE eceb71372RENZI DEL SETTE eceb71372

 

Così, secondo i pm, iniziò la catena di Sant' Antonio che poi raggiunse i massimi livelli istituzionali indagati per rivelazione di segreti e favoreggiamento: il comandante dell' Arma Del Sette, il capo dei carabinieri toscani Saltalamacchia e l' allora sottosegretario (ora ministro) Luca Lotti. Cioè i tre personaggi accusati di aver avvisato i vertici di Consip dell' indagine e delle intercettazioni. […]

MARRONI CANTONEMARRONI CANTONE

 

Tutto ci saremmo aspettati fuorché di veder esultare Renzi e tutto il cucuzzaro, convinti che la novità di ieri alleggerisca la posizione di papà Tiziano, Lotti & C., mentre invece la aggrava. "Oggi […] nessuno ha da dire nulla? Tutti zitti adesso?". No, anzi, parliamo pure, purché non andiamo fuori tema: e qui il tema è la fuga di notizie che salvò anche il suo babbo. […]

 

Se avete dei dubbi, fate uno squillo a babbo Tiziano: vedrete com' è allegro, da ieri.

 

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...