conte chance il giardiniere

“CONTE? UN PERSONAGGIO COME CHANCE IL GIARDINIERE DI “OLTRE IL GIARDINO”. INCREDIBILE COME SIA STATO PRESO SUL SERIO, SOPRATTUTTO DAL PD” - LUCA RICOLFI DEMOLISCE L’AVVOCATO DI PADRE PIO (NIENTE) E I DEM CHE “LO CONSIDERANO ANCORA UN INTERLOCUTORE PRIVILEGIATO” – "SI VOTERA’ NEL 2023. TRE ANNI DI GOVERNI CINQUE STELLE HANNO APERTO GLI OCCHI AGLI ITALIANI. A SINISTRA NASCERÀ UN FRONTE GIUSTIZIALISTA. UTILE UNA FEDERAZIONE DI TUTTO IL CENTRODESTRA..”

Gabriele Barberis per "il Giornale"

 

giuseppe conte chance il giardiniere

«Si voterà nel 2023». Il sociologo Luca Ricolfi, studioso di sinistra fuori dal coro del conformismo anti destra, si è fatto un' idea precisa di come sta mutando il quadro politico dopo il Covid e sotto la guida di un governo di unità nazionale che ingloba tutte le forze politiche, tranne Fdi.

 

Professor Ricolfi, gli ultimi sondaggi indicano che la maggioranza degli italiani torna a fidarsi dei partiti dopo anni di "vaffa" e pulsioni anti casta. È un miracolo di Draghi?

«A me sembrano i miracoli di tre anni di governi Cinque Stelle, che alla fine hanno aperto gli occhi un po' a tutti. Certo, Draghi ha completato l' opera, ma il grosso del lavoro pro-partiti tradizionali l' avevano fatto i disastri dei grillini, dal reddito di cittadinanza allo sprofondamento di Roma sotto il regno di Virginia Raggi».

 

Le grandi manovre nel centrodestra sulla federazione Lega-Fi preludono a una semplificazione del quadro politico?

giuseppe conte virginia raggi 2

«Forse sarebbe un bene, ma non mi pare probabile, a meno che la legge elettorale tagli le ali ai partiti sotto il 5%, e renda molto convenienti le aggregazioni. Sul piano tecnico, però, il punto è che una semplificazione è elettoralmente neutrale solo se avviene in entrambi i campi.

 

Se a compattarsi fosse solo il centro-destra, i voti raccolti dal partito unico della destra sarebbero di meno della somma dei consensi ai singoli partiti. E comunque Fratelli d' Italia non ci starebbe: non dobbiamo dimenticare che, come racconta Giorgia Meloni nel suo libro, Fratelli d' Italia è nata precisamente dall' insoddisfazione per l' esperienza del Pdl. Il progetto di una Federazione di tutto il centro-destra è realistico e utile, quello di un partito unico a me pare irrealistico, e un tantino autolesionistico».

 

LUCA RICOLFI - QUARTA REPUBBLICA

Berlusconi sogna un partito unico liberale entro il 2023. Sarebbe positivo il ritorno al grande bipolarismo, attuato in Italia fino alle elezioni del 2008, le ultime che espressero un premier indicato direttamente dagli elettori?

«Sì, sarebbe positivo, ma non mi pare che dalla fusione Lega-Forza Italia possa nascere un partito liberale di massa. La Lega di liberale ha ben poco, ed è inevitabile che un eventuale nuovo partito assomigli più alla Lega che a Fi. Semmai quel che la fusione potrebbe portare con sé è una maggiore accettazione della Lega in Europa, a sua volta favorita da un graduale incivilimento del linguaggio (e dei programmi) di Salvini».

giuseppe conte virginia raggi 3

 

Anche il centrosinistra comincia a studiare l' opportunità di aggregazioni, a costo di ripescare il nemico interno Renzi. A quale tipo di contenitore possono arrivare insieme Pd, Italia viva, Leu e le altre formazioni minori?

«Posso sbagliarmi, ma la mia impressione è che per il Pd sia molto più facile costruire un fronte anti-destre con la sinistra più massimalista e giustizialista (dai Cinque Stelle a Leu e dintorni) che con i cespugli riformisti, come Italia Viva, Azione, +Europa.

Programmaticamente, Calenda mi sembra più vicino a Forza Italia che al Pd. E non sono sicuro che, se fosse costretto a scegliere, preferirebbe andare con un centro-sinistra grillizzato che con un centro-destra federato».

luca ricolfi 3

 

Giorgia Meloni e Fratelli d' Italia stanno salendo nei consensi di settimana in settimana. Sono i benefici legati al ruolo solitario di opposizione o c' è un elettorato trasversale che si si sta spostando stabilmente all' ala destra?

«Una delle poche previsioni elettorali azzeccate che ho fatto in vita mia è che Giorgia Meloni sarebbe arrivata al 20% dei consensi. La feci da Porro, a Quarta Repubblica, circa un anno e mezzo fa, subito prima del Covid. Quella previsione era basata su un' analisi dei programmi e delle proposte di Fdi, che da diversi anni mi appaiono più equilibrate di quelle della Lega (ad esempio in materia di tasse e mercato del lavoro), e più coraggiose di quelle di Fi (ad esempio in materia di immigrazione).

 

Per me, in altre parole, il centro dello schieramento conservatore è Fdi, non certo la Lega. In breve, per venire alla sua domanda, credo che l' essere all' opposizione conti poco, e che a pesare sia il fatto di avere idee chiare (e stabili!) su parecchie cose».

 

Anche lei avverte la sensazione che l' anomalia dell' Italia tripolare possa scomparire per la continua perdita di consensi del Movimento 5 Stelle?

«Sì, anzi direi che l' anomalia è già scomparsa, perché l' eventualità di un governo populista puro non c' è più, da quando Salvini ha smesso di digrignare i denti e il Movimento Cinque Stelle, per non scomparire, si è auto-ridefinito come una costola della sinistra».

 

BERLUSCONI SALVINI MELONI AL QUIRINALE

C' è ancora spazio per l' ex premier Giuseppe Conte come leader politico dei 5 Stelle o di una formazione nuova?

«Temo di sì, per quanto incredibile la circostanza appaia a chiunque conservi un minimo di capacità di giudizio. Conte è un personaggio come Chance, il giardiniere di Presenze (romanzo di Jerzy Kosinski), magistralmente interpretato da Peter Sellers nel film Oltre il giardino. Che sia stato preso sul serio per tre anni, e ancora sia l' interlocutore privilegiato del Pd è una circostanza che mi lascia senza parole».

 

Professore, si lanci in una previsione: quando si ritornerà a votare per il rinnovo del Parlamento? Nel 2022 dopo le elezioni per il Quirinale o alla scadenza naturale del 2023?

«Non ho elementi concreti, ma solo sensazioni. La mia impressione è che il Pd farà di tutto per non anticipare le elezioni, che nel 2022 perderebbe, e per assicurarsi che al Quirinale salga, come di consueto, una personalità vicina alla sinistra (Mattarella-bis subito, poi si vedrà). Dunque: si voterà nel 2023».

ENRICO LETTA VOTA ALLE PRIMARIE PER ROMA 1ENRICO LETTA

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