donald trump el salvador

CONTINUANO A VOLARE STRACCI BAGNATI TRA TRUMP E I GIUDICI - IL PRESIDENTE AMERICANO VA ALL'ATTACCO DEL GIUDICE CHE HA PROVATO A SOSPENDERE LE DEPORTAZIONI VERSO EL SALVADOR DEI MEMBRI DELLA GANG VENEZUELANA "TREN DE ARAGUA": "È UN PAZZO DELLA SINISTRA RADICALE, PIANTAGRANE E AGITATORE. NON È STATO ELETTO DA NESSUNO, È UN CORROTTO CHE DOVREBBE ESSERE MESSO SOTTO IMPEACHMENT" - LA DEPORTAZIONE È AVVENUTA COMUNQUE, VISTO CHE QUANDO IL GIUDICE FEDERALE HA FIRMATO LO STOP AL PROVVEDIMENTO, L’AEREO CON GLI IMMIGRATI ERA GIÀ PARTITO - LO SCAZZO TRA IL GOVERNO USA E CARACAS

TRUMP ATTACCA GIUDICE SU DEPORTAZIONI, E' DA IMPEACHMENT

deportazione criminali venezuelani della gang tren de aragua 2

(ANSA) - WASHINGTON, 18 MAR - Donald Trump attacca il giudice che ha sospeso le deportazioni dei membri di Tren De Aragua, una gang venezuelana designata dagli Usa come organizzazione terroristica, invocando i poteri di guerra dell'Alien Enemies Act del 1798 e lo accusa di volersi sostituire al presidente, sostenendo che dovrebbe essere messo sotto impeachment.

 

"Questo giudice pazzo della sinistra radicale, un piantagrane e agitatore che è stato purtroppo nominato da Barack Hussein Obama, non è stato eletto presidente - non ha vinto il voto popolare (di molto!), non ha vinto tutti e sette gli stati in bilico, non ha vinto 2.750 contee contro 525, non ha vinto niente!", scrive su Truth. "Io - prosegue - ho vinto per molte ragioni, con un mandato travolgente, ma combattere l'immigrazione illegale potrebbe essere stata la ragione numero uno di questa vittoria storica.

 

Sto solo facendo quello che gli elettori volevano che facessi. Questo giudice, come molti dei giudici corrotti davanti ai quali sono costretto a comparire, dovrebbe essere messo sotto impeachment!!! Non vogliamo criminali feroci, violenti e squilibrati, molti dei quali assassini fuori di testa, nel nostro paese. Rendiamo l'america di nuovo grande!!!".

 

DONALD TRUMP - DEPORT - MEME BY IL GIORNALONE - LA STAMPA

L'AMMINISTRAZIONE TRUMP DIFENDE LE DEPORTAZIONI IN TRIBUNALE

 (ANSA) - NEW YORK, 17 MAR - Il Dipartimento di Giustizia difende a spada tratta le deportazioni di migranti nel corso dell'udienza in tribunale sul rispetto dei limiti imposti dal giudice James Boasberg sulle espulsioni di migranti del Venezuela. I legali dell'amministrazione hanno messo in evidenza che quando gli aerei sono nello spazio internazionale, le corti americane non hanno più giurisdizione. Una spiegazione che non ha convinto Boasberg:

 

"Il potere delle corti americane non è così ha così limitato, la questione non è se l'areo si trova o meno nello spazio degli Stati Uniti", ha detto il giudice, premendo sui legali per capire cosa secondo loro il governo avrebbe dovuto fare se riteneva i limiti alle deportazioni imposti sbagliati. "Avrebbe potuto fare appello o cercare di modificare la decisione", ha indicato il giudice suggerendo che procedere in questo modo sarebbe stato meglio che adottare l'atteggiamento del "non ci interessa, facciamo quello che vogliamo".

deportazione criminali venezuelani della gang tren de aragua 3

 

PARENTI DI 3 DETENUTI IN SALVADOR, 'NON SONO DEL TREN DE ARAGUA'

 (ANSA) - CARACAS, 17 MAR - I familiari di Melvin Yamarte, Andy Perozo e Francisco García Casique, tre dei 228 venezuelani espulsi dagli Stati Uniti a El Salvador e da domenica 16 marzo reclusi nel Centro di Contenimento del Terrorismo, il carcere di massima sicurezza Cecot, denunciano che i tre sono stati ingiustamente accusati di appartenere al Tren de Aragua, il gruppo criminale transnazionale nato in Venezuela nel 2014 e dichiarato "organizzazione terroristica" dagli Usa il mese scorso.

 

Lo riporta il sito del quotidiano venezuelano El Nacional. Da Maracaibo, nello Stato venezuelano di Zulia, Jair Valera, cugino di Melvin Yamarte, ha denunciato che "lui si è consegnato volontariamente agli Stati Uniti perché aveva fame, non aveva lavoro e quello che hanno fatto è stato deportarlo in El Salvador", chiedendo al presidente salvadoregno Nayib Bukele, "che indaghi bene i casi, non tutti appartengono al Tren de Aragua, non mio cugino".

 

donald trump - deportazione dei migranti

Mirelys Casique López, la madre di Francisco García Casique, ha assicurato che suo figlio "è un barbiere, non un delinquente", denunciando di essere stato associato al Tren de Aragua solo per i suoi tatuaggi. "Come possono sostenere che è membro del Tren de Aragua o un gangster solo per alcuni tatuaggi?". La madre di Andy Perozo assicura che suo figlio era emigrato solo per un futuro migliore: "Quello che hanno fatto con loro è stato ingannarli. Possono indagare tutto ciò che vogliono ma sono ragazzi onesti".

 

CARACAS, 'DETENUTI DA USA A EL SALVADOR SONO SEQUESTRATI'

deportazione criminali venezuelani della gang tren de aragua 1

 (ANSA) - CARACAS, 17 MAR - Il governo di Caracas ha avvertito che non si fermerà fino a quando non avrà "salvato" gli oltre 200 detenuti che gli Stati Uniti hanno inviato nelle prigioni di El Salvador, con l'accusa di essere membri dell'organizzazione criminale Tren de Aragua. Per il Venezuela quanto sta avvenendo, sono "sequestri".

 

"Non ci fermeremo finché non li avremo riportati indietro, non ci fermeremo finché non avremo salvato i rapiti in El Salvador", ha assicurato in una conferenza stampa il capo negoziatore del governo di Nicolas Maduro, Jorge Rodríguez.

 

LA GUANTANAMO DI DONALD

Estratto dell'articolo di Alberto Simoni per "La Stampa"

 

«Dovrebbe essere un giorno da celebrare», dice Tom Homan, zar dei confini, rispondendo alle critiche per la deportazione di 261 immigrati – venezuelani e salvadoregni – avvenuto sabato con tre aerei decollati dal Texas e diretti in America Centrale. Nessuna marcia indietro, quindi, da parte dell'Amministrazione, anzi, gli sforzi per i rimpatri di illegali e criminali «raddoppieranno», spiega Karoline Leavitt, portavoce di Trump. Tutto, conferma, è avvenuto nel rispetto delle regole. Le persone deportate sono criminali e appartenenti alla gang del Tren de Aragua, gruppo venezuelano nato nel 2014, con ramificazioni e attività ben note in molti Stati dell'Unione.

 

deportazione criminali venezuelani della gang tren de aragua 4

«Sono stupratori, rapitori, assassini, predatori sessuali che praticano la violenza per sport», «il presidente ha agito per la sicurezza nazionale», spiega Leavitt sottolineando che gli americani hanno eletto Trump anche per il piano delle deportazioni di massa. E queste stanno avvenendo. Con tanto di pubblicazione di video dei detenuti, ammanettati e teste rasate, sospinti sui velivoli.

 

A chi chiede se c'è la necessità di ricorrere a queste immagini, Leavitt replica: «(I criminali, ndr) non vengano e seguano le regole se non vogliono finire in questi video». Tren de Aragua è bollata come «organizzazione terroristica straniera». È stata inclusa insieme a MS-13 (gang di Los Angeles con origini in Salvador) nell'ordine esecutivo che Trump ha siglato il 20 gennaio contro i cartelli della droga messicana, trasformati in «gruppi terroristici».

 

[...] Nel weekend sono scattate retate e arresti, sabato – sulla base dell'Alien Enemies Act, una legge di guerra del 1798 richiamata appena tre volte in oltre 220 anni – tre aerei sono decollati dalla base di Harlingen, in Texas, nell'arco di 131 minuti alla volta dell'America Centrale. Dopo la tappa in Honduras i velivoli sono arrivati alla destinazione finale, San Salvador. A bordo dei tre aerei c'erano 261 persone, 137 di queste espulse in base all'Alien Enemies Act, altre invece al termine del processo, altre ricorrendo al Title 8 delle norme sull'Immigrazione.

deportazione criminali venezuelani della gang tren de aragua 5

 

Oltre ai membri del TdA c'erano 23 esponenti della rete MS-13, fra cui due leader. Verranno detenuti nella maxi-prigione dell'antiterrorismo salvadoregno, Cocet. Per la loro custodia gli Usa pagano al governo del presidente Nayib Bukele 6 milioni di dollari. Così Leavitt ha spiegato la transazione: «Questi soldi rappresentano un penny rispetto a quanto costerebbe custodire questi terroristi in un carcere di maxi sicurezza americano, senza contare le vite umane salvate». Domenica il presidente Bukele aveva – senza citare numeri – detto che il prezzo «è poca cosa per gli Usa, ma per noi è alto».

 

Un gruppo di attivisti per i diritti umani ha chiesto al giudice Boasberg di intervenire nuovamente contro l'Amministrazione per capire se sia stata violata la legge ignorando un ordine di un tribunale. La Cnn ha ricostruito la sequenza degli eventi sabato. Due aerei partono alle 5,26 e alle 5,45, oltre un'ora prima che il giudice dicesse di far rientrare i voli.

donald trump +

 

Il suo ordine è verbale, ovvero l'ha comunicato agli avvocati del Dipartimento di Giustizia. L'ordine scritto, invece, e pubblicato sul sito è delle 7,26, ma non c'è un esplicito riferimento ai voli. Alle 7,36 il primo aereo tocca terra in Honduras, poco dopo anche il secondo. Un terzo invece decolla dal Texas 11 minuti dopo la pubblicazione dell'ordine scritto. La Casa Bianca ripete di aver agito nel rispetto della legge e pone una differenza sostanziale fra l'ordine orale e quello scritto. «Il nostro team di avvocati – dice Leavitt – risponderà e prevarrà».

 

Quello che l'Amministrazione non ha fornito è l'elenco dei deportati. Secondo Leavitt sono «tutti terroristi», ma i nomi e il motivo per cui sono stati fermati è noto solo al Dipartimento della Homeland Security. [...]

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