IL MIO NEMICO AMATISSIMO – D’ALEMA TELEFONA AI FAMILIARI DI BERSANI E PREPARA IL VIAGGIO DELLA PACE: ‘ARRIVERÒ QUANDO STARÀ MEGLIO, VOGLIO PARLARE CON LUI’

Tommaso Labate per il "Corriere della Sera"

«Come sta oggi Pier Luigi? Migliora?». S'è informato giorno per giorno. Con discrezione e, soprattutto, evitando doglianze a mezzo stampa. Ha chiamato quasi tutti gli amici comuni che erano stati all'ospedale di Parma. Fino a quando, ad alcuni di loro, ha affidato quel messaggio da recapitare a Bersani.

«Ditegli che aspetto soltanto che stia meglio. Dopodiché prenderò il primo treno e andrò a trovarlo in ospedale. Voglio parlare con lui...». I protagonisti di questa storia sono due. Uno è ovviamente Pier Luigi Bersani, l'ex segretario del Pd da giorni ricoverato a Parma. L'altro è Massimo D'Alema, che si prepara per quel piccolo grande viaggio dalla Capitale alla via Emilia. Dopo il quale, probabilmente, calerà il sipario sulla più clamorosa «inimicizia» scoppiata nel cuore pulsante del centrosinistra negli ultimi anni.

Non si parlano da tempo, «Massimo» e «Pier Luigi». E l'ultimo incontro tra i due aveva addirittura messo in imbarazzo qualche decina di passeggeri di un volo Alitalia Roma-Milano. A metà ottobre escono le anticipazioni dell'ultimo libro del giornalista dell'«Espresso» Marco Damilano, in cui si racconta di un D'Alema che stronca il percorso post-elettorale di Bersani («Ha sbagliato un rigore a porta vuota», «Ha perso lucidità») e in cui si legge di un suggerimento dalemiano ignorato dall'allora segretario del Pd (di proporre come premier Stefano Rodotà).

Bersani smentisce con stizza tutta la ricostruzione. Neanche ventiquattr'ore dopo l'uscita delle anticipazioni, il fato li mette uno a poche file dall'altro, a bordo dello stesso aereo. Impossibile ignorarsi. Infatti, tra lo stupore dei presenti, i due si limitano giusto a un saluto gelido. «Ciao Massimo», fa Bersani. «Ciao Pier Luigi, dove stai andando?», risponde D'Alema. «A Piacenza. E tu?», replica il primo. «A Cernobbio», ribatte il secondo. Stop. Neanche mezza parola di più.

E dire che ci avevano provato in tanti, a ricomporre quella frattura tra D'Alema e Bersani che non poche difficoltà ha procurato anche alla candidatura di Gianni Cuperlo all'ultimo congresso del Pd. Tanto che, di fronte all'impossibilità di convocare una riunione in cui entrambi fossero presenti, un giorno il fumantino tesoriere degli ex ds Ugo Sposetti aveva preso le staffe: «La risolvo a modo mio questa cosa. Li chiamo entrambi per un appuntamento senza dire all'uno che c'è anche l'altro. E voglio vedere se non si chiariscono, quando si trovano a sorpresa l'uno di fronte all'altro...». Un proposito che poi era naufragato nel nulla.

Perché per quanto la storiografia ufficiale li voglia «nemici» soltanto dagli ultimi mesi, fatti di candidature al Quirinale mai decollate (D'Alema) e di corse per Palazzo Chigi andate a infrangersi contro un muro (Bersani), sono anni che i due si guardano con reciproca diffidenza. Nel 2007 i bersaniani ortodossi lamentarono il mancato sostegno di D'Alema alla voglia di Bersani di scendere in campo per la segreteria del Pd, ed era l'epoca in cui «Massimo» aveva scelto di sponsorizzare la candidatura unitaria di Walter Veltroni.

L'anno scorso, invece, i dalemiani ortodossi diedero la colpa a «Pier Luigi», ancor più che a Renzi, per le polemiche che portarono alla decisione dalemiana di non ricandidarsi in Parlamento. Veleni antichi, che la ridda di reciproci sospetti degli ultimi mesi ha reso ancora più amari.

Fino a domenica scorsa, fino alla notizia di quell'ischemia cerebrale che colpisce Bersani. A cui seguirà, tempo qualche giorno, quel faccia a faccia - uno sul letto di un ospedale, l'altro su una seggiola piazzata a pochi centimetri da lì - in cui i due si ritroveranno. Il fronte anti-renziano del Pd, quella «mozione Cuperlo» che si riunirà a pochi giorni dalla direzione del partito per lanciare la prossima sfida al segretario Renzi, trattiene il fiato. E spera che, tra «Massimo» e «Pier Luigi», inizi ad andare tutto bene. Come non è mai successo finora .

 

 

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