tamara gregoretti alessandro giuli beatrice venezi pietrangelo buttafuoco

DAGOREPORT - EIA, EIA, TRALLALÀ! 2024, L’ANNO NERO DELLA CULTURA: DALL’AMICHETTISMO DELLA SINISTRA SIAMO PRECIPITATI AL CAMERATISMO DELLA DESTRA. MA LA MUSICA NON CAMBIA: NESSUNA COMPETENZA, SOLO FEDELI - DOPO GIULI, CRESPI, DE FUSCO, GERONIMO LA RUSSA, È LA VOLTA DELLA NOMINA DI UNA AUTRICE TV NEL CDA DELLA BIENNALE, L’EVENTO PER ECCELLENZA DELLA CULTURA ITALIANA, MESSO DALLA MELONA NELLE MANI DI BUTTAFUOCO, CARO AL FREDA EDITORE DI “ARISTOCRAZIA ARIANA”….

Articoli correlati

BIENNALE NEL CANALE - PRIMA NOMINA DI BUTTAFUOCO: UNA AUTRICE TELEVISIVA, TAMARA GREGORETTI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DAGOREPORT

Tamara Gregoretti

L’anno nero delle nomine culturali ha aggiunto un altro ineffabile tassello, quello di Tamara Gregoretti nel Cda della Biennale: la rassegna veneziana più internazionale del nostro Paese è ora guidata da un musulmano di Catania, Pietrangelo Buttafuoco che, forse, non l’aveva nemmeno mai visitata e da una programmista-regista della Rai, figlia del giornalista Carlo Gregoretti.

 

A parte i fedeli camerati del Fronte della Gioventù o il sottobosco Rai, non c’è una designazione culturale che abbia coinvolto uno serio studioso o intellettuale del Nord Italia, con studi nel campo dell’arte, dell’architettura, della musica…

 

meloni buttafuoco

L’unica nomina che appare appropriata, ovvero il terzetto in arrivo al Teatro alla Scala (Fortunato Ortombina, De Caluwe, Daniele Gatti) ovviamente non l’hanno fatta i meloniani Mazzi, Donzelli, Giglioli ma è frutto di un buon compromesso politico tra Sangiuliano (Ortombrina sovrintendente) e il duplex Sala-Bazoli (la bacchetta di Gatti e la direzione artistica di De Caluwe).

 

Da un anno al Maxxi di Roma si fanno dibattiti (tipo quello con protagonista il pene esagitato di Sgarbi) anziché mostre di arte contemporanea (quella ineffabile su Tolkien allo Gnam di Roma ora va in pompa meloniana a Napoli). Del resto, il neopresidente Alessandro Giuli, ex destra del Fronte della Gioventù, è un giornalista di politica de “Il Foglio” e di “Libero”, ma non saprebbe distinguere una cattedrale gotica da Le Corbusier.

alessandro giuli foto di bacco

 

Buttafuoco, ottimo alla direzione del Teatro antico di Catania o al Bellini, che c’azzecca con la Biennale? Come se non bastasse, suggerisce di mettere nel Cda l’amica Gregoretti, regista di speciali Rai che sta all’arte e all’architettura come un giocatore di calcio alle spedizioni su Marte.

 

Sempre da Catania è stato scelto Luca De Fusco, regista di origine napoletana che piace al deputato Federico Mollicone (FdI), presidente della commissione cultura in Parlamento, per il Teatro di Roma: rivolta. Sull’unico buono, Carlo Fuortes al Maggio fiorentino, Sangiuliano e Donzelli sono riusciti a litigare per celodurismo: lo metto io, no io, no io…

 

La commissione per scegliere i nuovi direttori dei musei è stata presieduta dall’archeologo direttore del ministero Luigi La Rocca con una manciatina di archeologi romano-napoletani di area sangiuliana. Per Brera, non proprio un museo minore, è saltato fuori dall’italico “concorso” Angelo Crespi (ex “Domenicale” di Dell’Utri e vari Cda in quota oscillante Lega e Fratelli d’Italia) che voci senz’altro malevoli riferiscono non fosse mai entrato alla Biblioteca Nazionale Braidense.

 

geronimo la russa foto di bacco (1)

Ha il compito di aprire il 7 dicembre la seconda sede di Brera (l’adiacente Palazzo Citterio), affinché il ministro possa rilasciare una storica dichiarazione: “In un anno abbiamo aperto la seconda sede di Brera cosa che la sinistra non è riuscita a fare in trent’anni”. Fa niente se la nuova scala di accesso non ci sarà, se il restauro è discutibile o i quadri saranno messi su con i chiodi o con lo scotch: ci sarà la realtà virtuale!

giorgia meloni beatrice venezi

 

In Lombardia, al resto ci ha pensato il plenipotenziario Ignazio La Russa: ha fatto nominare il figlio Geronimo nel Cda del Piccolo Teatro e l’amica Francesca Caruso assessore alla Cultura della Regione. Siamo in imbarazzo per lei, non tanto perché l’unico elemento curriculare offerto è quello di essere la nipote di Fausto Papetti (tutti ricordiamo le copertine dei suoi dischi) quanto perché – magari ottima in altri incarichi – è più che imbarazzante con i suoi discorsettini preparati e fuga immediata per fare in modo che nessuno le chieda alcunché.

 

luca de fusco foto di bacco (3)

Restano da piazzare meglio collocare (il potere non basta mai) la direttrice Beatrice Venezi (non c’è un orchestrale in Italia che sia disposto a testimoniare che sappia dirigere), Alvise Casellati figlio della ministra, forse, addirittura, il maestro bendato Alberto Veronesi, che con un andante allegro è passato dal sostegno a Beppe Sala a quello di Fratelli d’Italia e da tempo soprannominato nel suo settore “Tanto tumore per nulla”, con riferimento al padre, l’oncologo Umberto, ministro Pd.

 

E pensare che tutto era iniziato con la Meloni che si rifiutava di nominare Licia Ronzulli ministro della Sanità perché “basta con le indicazioni di parte”, basta con l’amichettismo, “ci vuole competenza”… Ecco, nell’anno nero della cultura è come aver messo decine di Ronzulli. Nessuna idea, solo fedeli.

beatrice venezi pietrangelo buttafuoco PIETRANGELO BUTTAFUOCO ALLA BIENNALE DI VENEZIA - MEME BY EDOARDO BARALDI beatrice venezi 19beatrice venezi 4Fortunato Ortombinabeatrice venezi gennaro sangiuliano alessandro giuli foto di bacco beatrice venezi 2beatrice venezi 1matteo renzi pietrangelo buttafuoco foto di bacco

Ultimi Dagoreport

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO