giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – IL DESIDERIO DI FARSI INCORONARE REGINA D'ITALIA, PER IL MOMENTO, LA MELONA LO DEVE RIPORRE NEL CASSETTO DEI SOGNI - L’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, BOCCIATA DA TUTTI I PARTITI CHE NON INTENDONO FINIRE CANNIBALIZZATI DALLA MELONI, STA MANDANDO IN PEZZI FORZA ITALIA - TAJANI FA IL POSSIBILISTA E GLI AZZURRI ESPLODONO. LASCIAMO POI PERDERE LA FAMIGLIA DI ARCORE CHE VEDREBBE SPARIRE IL NOME BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO - A MILANO SI VOCIFERA DI UN TERRIBILE SCAZZO AL CALOR BIANCO TRA UN TAJANI IN MODALITA' RIBELLE E CRISTINA ROSSELLO, VICINISSIMA A MARINA - L'IDEONA DI FARSI INCORONARE "SUA MAESTA' GIORGIA I" FA STORCERE IL NASO ANCHE AI VARI POTENTATI SOTTERRANEI DEI FRATELLINI D’ITALIA (LOLLOBRIGIDA-LA RUSSA-RAMPELLI)...

DAGOREPORT

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse.

Messa in stand-by (in attesa di referendum) la riforma della Giustizia, il bordello vero arriverà con la legge che riforma il sistema  elettorale.

 

I partiti sono pronti a scannarsi sull’ultima proposta della Ducetta, riportata fedelmente dal fido Francesco Verderami, sabato sul “Corriere della Sera”: “Il nodo più intricato da sciogliere è l’indicazione del premier da inserire sulla scheda elettorale”.

 

Ma ce ne sono altri di ostacoli, come il ridisegno dei collegi elettorali e il premio di maggioranza da attribuire alla coalizione vincente.

 

elezioni comunali elly schlein giorgia meloni

Con l'indicazione sulla scheda del nome del candidato premier, la Melona dei Due Mondi prenderebbe con una fava due piccioni: manderebbe nel caos il centro-sinistra, che finirebbe dilaniato più di quello che è, da eventuali primarie per la scelta del leader (i riformisti dem accetterebbero di finire a fare campagna elettorale per la gruppettara Schlein o, tanto meno, per il subdolo Conte premier?); e, nello stesso tempo, l'ex sfortunata compagna di Giambruno blinderebbe la sua leadership nel centrodestra.

ELEZIONI - LEGGE ELETTORALE

 

Intanto, va precisato, che la contrarietà del centrosinistra a tale disegno, che in principio aveva accarezzato l'egotismo di primadonna di Elly, è ormai finita nel cestino, dopo che erano stati ben avviati contatti con l'emissario della segretaria, Francesco Boccia, con l’inizio delle tornate elettorali regionali, che hanno fatto abbassare del tutto le penne e la boria alla Schlein che sognava di rottamare i "cacicchi" del Pd (eccola a Napoli a dare la manina a De Luca).

 

Ma anche già all’interno della maggioranza tira una pessima aria: sia i gruppi parlamentari della malconcia Lega che quelli di Forza italia non ci pensano proprio di finire cannibalizzati nelle fauci di Fratelli di Meloni. Risultato: il desiderio di farsi incoronare Regina d'Italia, per il momento, Meloni lo deve accantonare nel cassetto dei sogni.

 

TAJANI e il nome di berlusconi nel simbolo di forza italia

Se il Carroccio, Salvini compreso, è nettamente contrario, la questione del simbolo elettorale ha fatto esplodere i neuroni degli orfanelli di Berlusconi che hanno scatenato una guerriglia nei confronti del paraculismo politico del loro segretario ciociaro.

 

Antonio Tajani, come racconta Verderami, ha sì spiegato, “il suo ‘niet’ in punta di diritto, perché senza la riforma del premierato il capo dello Stato potrebbe anche non tenerne conto durante le consultazioni per il governo”. Ma è sembrato comunque aperto al dialogo (e trattativa)  sull’ipotesi cara a Lady Giorgia. Una parziale apertura che ha mandato in ebollizione non solo i gruppi parlamentari azzurri ma anche la Famiglia di Arcore.

 

rita dalla chiesa cristina rossello marina berlusconi

Il tema è molto caldo in Forza Italia, perché l’indicazione del nome del candidato premier porterebbe, di fatto, al sacrilego cancellamento del nome Berlusconi nel simbolo del partito. Un affronto a Marina e Pier Sivio, “azionisti di maggioranza” di FI che viene mantenuta a galla con i famosi 99 milioni di euro di fideiussione al partito.

 

La "questione Tajani" ha innescato una ridda di voci avvelenate che sussurrano di uno scontro al calor bianco tra lo stesso segretario e vicepremier e Cristina Rossello, deputato di Forza Italia e molto, molto vicina alla famiglia Berlusconi (è stata avvocato di Silvio), in modo particolare a Marina, e per questo tenuta in altissima considerazione dalla family di Arcore e dagli azzurri.

 

cristina rossello

Non è un mistero che la primogenita di Silvio propugni, nei suoi incontri milanesi con Tajani, un partito "più di centro, più liberale e pluralista", auspicando le promozioni a capigruppo parlamentari di Debora Bergamini e Cristina Rossello, al posto della coppia Barelli e Gasparri, fedelissimi del ciociaro.

 

E quando la Rossello, proprio per la delicata questione del nome sulle scheda elettorale del premier, avrebbe osato chiedere di riunire la direzione del partito per un confronto politico, a Tajani sarebbe partito l'embolo.

 

paolo barelli licia ronzulli marina berlusconi maurizio gasparri deborah bergamini foto lapresse

La richiesta sarebbe stata giudicata un affronto insormontabile dal semolino ciociaro che, forse stordito dalla promessa meloniana (scritta sulla sabbia) di essere eletto presidente della Repubblica dopo Mattarella, avrebbe reagito a male parole.

 

Talmente si è incazzato, mostrando un inusuale animo ribelle che - raccontano - avrebbe risposto con una raffica di ''vaffa" condita da toni perentori della serie: “Non sto qui a prendere ordini dalla famiglia Berlusconi... i 99 milioni di euro di fideiussione se voglio li trovo in dieci minuti...”. Vero, falso o verosimile? Ah saperlo...

meme giorgia meloni

 

 

Malgrado i balsami di Verderami, la Statista della Sgarbatella deve guardarsi le spalle anche in casa: il suo partito, Fratelli d’Italia, una volta monolitico e quasi “stalinista” nella fedeltà al leader fin quando navigava tra il 4 e il 10%, una volta catapultato a primo inquilino di Palazzo Chigi, si è sciolto in tanti piccoli potentati, avidi di potere, in sotterranea guerra tra di loro.

 

La caccia a prendersi ogni posto messo a disposizione del potere esecutivo ha fatto sì che i Fratellini rimasti a bocca asciutta non l'hanno presa per niente bene, dopo aver portato l'acqua con la bocca al partito. 

 

E così, la possibile riforma della legge elettorale in chiave “Sua Maesta Giorgia” stenta a raccattare l'applauso dei vari potentati interni, da quello di Lollobrigida a quello di Rampelli, passando per i Fratelli La Russa.

rampelli meloni

 

Ps. Resta il dubbio che la proposta meloniana sia stata solo un ballon d’essai lanciato, su commissione, per vedere l’effetto che fa...

arianna meloni urla contro il giornalista di dimartedi 7PRIMA I TAJANI - MEME BY EMILIANO CARLI

antonio tajani maurizio gasparri paolo barelli festa dei 30 anni di forza italia

cristina rossello

meme su antonio tajani come dante

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI E ANTONIO TAJANI A GENOVA

CRISTINA ROSSELLO

antonio tajani, giorgia meloni e matteo salvini in senato foto lapressematteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse.

Ultimi Dagoreport

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO

sergio mattarella giorgia meloni alfredo mantovano

SUL DECRETO SICUREZZA MELONI E MANTOVANO HANNO PRESO UNA “MATTARELLATA” IN TESTA – IL CAPO DELLO STATO HA ESERCITATO UNA MORAL SUASION PUNTUTA E SENZA SCONTI SULLE FOLLIE PREVISTE DAL DECRETO DEL GOVERNO: NEL FACCIA A FACCA CON IL SOTTOSEGRETARIO, MATTARELLA HA PASSATO AL SETACCIO OTTANTA PAGINE DI NORME, STRACCIANDO LE PARTI PALESEMENTE INCOSTITUZIONALI, COME LO SCUDO PENALE PER GLI AGENTI, CHE AVREBBE FATTO SALTARE IL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA DEI CITTADINI, O IL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI – SU RICHIESTA DEL COLLE, ALCUNE MISURE “SENSIBILI” SARANNO SPOSTATE IN UN DISEGNO DI LEGGE CHE DOVRÀ SEGUIRE L’ITER PARLAMENTARE ORDINARIO (E FINIRÀ IMPANTANATO IN AULA) - LA COINCIDENZA "SOSPETTA" CON LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA E IL TENTATIVO DI NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL GENERALISSIMO....

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO? 

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...