marina berlusconi giorgia meloni roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - LO "STABILICUM" VEDRÀ MAI LA LUCE? GIORGIA MELONI INIZIA AD AVERE PESANTI DUBBI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE - L'INATTESA IMPENNATA DI "FUTURO NAZIONALE" NEL SONDAGGIO SWG-LA7 DELL'EX PARÀ (NEO PARA-GURU) CHE VELEGGIA AL 5%, ALLA PARI CON LA LEGA, RISCHIA DI RENDERE VANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL "MELONELLUM": SENZA I VOTI DI FUTURO NAZIONALE, L'ARMATA BRANCA-MELONI RISCHIA DI PERDERE. E IMBARCARLO NELLA COALIZIONE È MOLTO DIFFICILE - NEL CASO DI UN INGRESSO 'LAST MINUTE' DI VANNACCI NELLA COALIZIONE, A FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI NON RESTEREBBE ALTRO CHE ABBANDONARE AL SUO DESTINO MELONI E CAMERATI...

DAGOREPORT

giorgia meloni al senato foto lapresse

Quizzone! La nuova legge elettorale, il “Melonellum” o “Stabilicum”, vedrà mai la luce?

 

Lo scenario politico sta cambiando rapidamente e la vertiginosa, quanto inattesa, crescita di “Futuro Nazionale” del generale Vannacci sta sparigliando le carte nel centrodestra. Giorgia Meloni, inizialmente convinta di modificare la legge elettorale per blindare il suo ritorno a palazzo Chigi, ora ha il cervello assediato da molti e pesanti dubbi.

 

PASQUALE TERRACCIANO CON ROBERTO VANNACCI A MOSCA - FEBBRAIO 2021

I sondaggi SWG-La7 danno il neo-partito dell’ex parà al 5%, al pari con una Lega sempre più spaccata e sbandata; un risultato sorprendente per le Meloni di via della Scrofa dove erano certi che il Para-Guro della Folgore non andasse oltre il 2,5%.

 

Il consenso raccolto in questi mesi dal generale (che prende lo 0,8% dal mondo incazzato variabile ex grillino, mentre il restante da Lega e FdI) sta obbligando la Statista della Sgarbatella a cercare nuove strade: il taumaturgico premio di maggioranza previsto dal “Melonellum”, domani potrebbe riportare il centrosinistra a Palazzo Chigi.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 8

Infatti, senza i voti di Futuro Nazionale, l'Armata Branca-Meloni rischia di tornare a casa. E non sarà facile, se non impossibile, aggregare la "sporca dozzina" di Vannacci nella coalizione.

 

Per tre ragioni.

 

1) La prima riguarda gli interessi e gli obiettivi politici dell'ex militare con la passione per la Decima Mas e per la Russia di Putin: di rietrare nei ranghi, sfumando le cazzate che spara, non gli conviene: finché resta fuori dal “sistema”, Vannacci vedrà lievitare i suoi consensi.

 

ROBERTO VANNACCI SI TUFFA IL PRIMO GENNAIO A VIAREGGIO

E’ una strategia già vista: il M5s delle origini tra un “vaffa” e l’altro è arrivato al 32%, poi sporcandosi con l’azione di governo si è sgonfiato come un soufflé venuto male. Idem Fratelli d’Italia: unico partito all’opposizione del governo Draghi, ha intercettato malumori e mal di pancia fino a vincere le elezioni 2022 (grazie soprattutto a un centrosinistra diviso e livoroso).

 

E’ l’effimera fortuna di chi può fare populismo un tanto al chilo senza l’incombenza di responsabilità di governo: si titilla l’elettorato più incazzato, si fanno proposte politicamente insostenibili, si evocano cambiamenti epocali e si ingrossa il granaio di voti.

roberto vannacci matteo renzi

 

Poi, una volta al potere, la musica cambia: i soldi che mancano, battaglie che finiscono e guerre che vanno avanti, i compromessi che prendono il posto delle promesse elettorali, le incombenze geopolitiche, i conflitti fratricidi per l'occupazione di posti, tolgono consensi e voti al pifferaio di turno.

 

Ma per ora Vannacci cavalca l’onda prepotente delle destre europee e veleggia verso percentuali di voto sempre più ingombranti.

 

Maurizio Fugatti - Luca Zaia - Attilio Fontana - Massimiliano Fedriga

2) La seconda ragione è che i suoi ex compagni di partito della Lega, da Zaia ai governatori Fontana, Fedriga e Stefani fino alla base padana del Nord, non vogliono vedere Vannacci neanche in cartolina.

 

L’hanno sopportato come vicesegretario, l’hanno vissuto come un ingombro, frutto dell'ennesima scellerata decisione di Matteo Salvini, ma ora basta. Fora dai ball e vai in mona.

marina berlusconi

 

D’altronde l’ex Truce del Papeete, che volle candidare Vannacci con la Lega alle elezioni europee (raccogliendo 500 mila voti), oggi è nel momento di massima debolezza e rischia di rompersi le ossa: se si arrivasse allo sdoppiamento del Carroccio, sul modello tedesco di Cdu-Csu, con una Lega Nord e una nazionale, Salvini sarebbe fritto.

 

La versione padana del partito, a guida Zaia-Fedriga-Fontana, avrebbe la forza di arrivare al 4%. Quella nazionale, affidata al tandem Salvini-Durigon, dove li prenderebbe i voti? A Latina? A Messina?

ROBERTO VANNACCI MATTEO SALVINI

 

Il vicepremier e ministro dei Trasporti rischierebbe di non raggranellare i voti sufficienti per essere rieletto. E poi i suoi stessi fedelissimi, da Molinari a Romeo, oggi si oppongono a ogni apparentamento con l’ex parà. Discorso chiuso, sipario.

 

3) La terza ragione che rende davvero difficile l’ingresso di Futuro Nazionale nel centrodestra è Forza Italia. La svolta liberal, pro-diritti, europeista, atlantista anti-Trump imposta al partito da Marina Berlusconi è inconciliabile con le invettive da bar sport no-gay, pro-Russia e pro-Maga di Vannacci.

antonio tajani ursula von der leyen manfred weber donald tusk

 

Come potrebbero lavorare insieme i vannacciani amici dei neonazi tedeschi di Afd e gli affiliati al Partito popolare europeo, che ha come vice-presidente Antonio Tajani? Se il Para-Guru toscano s’avvicina alla coalizione guidata da Giorgia Meloni, ai forzisti non resterebbe che scappare a gambe levate: o lui o loro.

 

In questo guazzabuglio, una nuova legge elettorale diventa una roulette russa. Intanto, quando si andrà a votare? Si arriverà alla naturale scadenza della legislatura, a ottobre 2027, con una finanziaria da far tremare i polsi da consegnare un mese dopo a Bruxelles?

 

MR MARRA ROBERTO VANNACCI MATTEO RENZI FEDEZ

Oppure ad aprile, come sogna Meloni? In tal caso, ci sarà un election day che accorpi politiche e amministrative? Il governo vorrebbe evitarlo, così da scongiurare un effetto-traino a favore del “Campo largo” (le grandi città al voto come Roma, Milano e Napoli sono tutte amministrate dal centrosinistra). Il Quirinale vuole invece accorpare le tornate elettorali così da risparmiare molti milioni in una fase delicata per l’economia nazionale. 

Essì: al Manicomio Italia, ci mancava solo Vannacci...

 

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 2

LA LEGGE ELETTORALE 'STABILICUM' DI GIORGIA MELONI SECONDO IL TELEGRAPH

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…