giovanbattista fazzolari giorgia meloni vittorio sgarbi

DAGOREPORT – IL RICORSO DI SGARBI AL TAR NON DISPIACE AL DUPLEX MELONI-FAZZOLARI: LA DUCETTA E IL SUO BRACCIO DESTRO (E TESO) VOGLIONO “CONGELARE” NON SOLO LA ROGNA DEL CRITICO D’URTO, MA TUTTE LE ALTRE BEGHE GIUDIZIARIE IN CORSO (DELMASTRO, SANTANCHÈ, POZZOLO, LA RUSSA JUNIOR) FINO ALLE EUROPEE – L’ORDINE PERENTORIO È: FINO AL 9 GIUGNO, GIORNO DEL MIO TRIONFO, NON VOGLIO CASINI CHE POSSANO DESTABILIZZARE GLI EQUILIBRI DEL GOVERNO. DOPO LE EUROPEE, CONTATI I VOTI, ARRIVERA' IL REGOLAMENTO DEI CONTI DELLA MELONA CON I DUE ALLEATI (SALVINI IN PRIMIS) - LA MELONA È INCAZZATA PURE CON IL COGNATO, L'AGRICOLTORE SPAZIALE LOLLOBRIGIDA, CHE NON PERDE OCCASIONE DI SPARARE CAZZATE E CREARE CASINI...

DAGOREPORT

VITTORIO SGARBI SBROCCA CON REPORT

Vittorio Sgarbi non intende mollare la poltrona da sottosegretario “gratis”: si è confrontato con i suoi avvocati ed ha già annunciato un ricorso al Tar contro la decisione dell’antitrust sulla presunta violazione della legge Frattini sul conflitto d’interesse (il “critico d’urto” non avrebbe potuto tenere conferenze e consulenze a pagamento mentre era in carica).

 

I giornaloni hanno raccontato la decisione di Sgarbi di ricorrere al Tar come uno “sgarbo” al governo, invece a Palazzo Chigi non dispiace “congelare” la rogna legata al sottosegretario alla cultura, tra i meandri dei tribunali amministrativi, fino al 9 giugno, quando si vota per le europee.

 

giovanbattista fazzolari giorgia meloni

Meloni e Fazzolari sperano di rinviare a dopo le elezioni tutte le grane giudiziarie (dal caso Santanchè a quello Delmastro, dal figlio di La Russa al pistolere Pozzolo) per non alienarsi le simpatie dell’elettorato, anche perché la Sora Giorgia vuole a tutti i costi raggiungere la soglia fatale del 30% dei consensi, considerata obiettivo minimo per garantirsi una legittimazione popolare dopo questo primo anno e mezzo di governo.

 

meme su francesco lollobrigida e la pasta nello spazio 2

La Meloni ha studiato bene i precedenti: Renzi, Salvini e Movimento 5 Stelle, che hanno ottenuto risultati importanti alle europee, illudendosi che fosse l’inizio di un’era dorata, per poi schiantarsi poco dopo.

 

La premier, invece, vuole mettere radici, conquistando la fiducia e la fedeltà degli elettori anche a costo di “sdoppiarsi”, offrendosi nella versione “internascional”, diplomatica e dialogante, all’estero, e in quella de’ noantri, intransigente e fascio-combattiva all’interno.

 

GENNARO SANGUILIANO VITTORIO SGARBI - MEME BY GIAN BOY

Fino al 9 giugno, quindi, non dovrà volare una mosca all’interno di Fratelli d’Italia, né si dovrà offrire il fianco a inutili polemiche, motivo per cui la Ducetta si è imbufalita pure con il cognato, l'agricoltore-spaziale Francesco Lollobrigida.

 

Il ministro dell’agricoltura è giudicato fin troppo ciarliero e chi parla molto, chi s’agita sui social, chi rilascia interviste a raffica, prima o poi l’odore di letame lo sente arrivare.

 

Senza contare che la sostituzione non di un ministro ma di un semplice sottosegretario scatenerebbe una tale faida con gli alleati da rendere problematica la vita al governo. Dunque, meglio rinviare al post voto ogni discussione potenzialmente foriera di guai e rivendicazioni da parte degli alleati (oggi Matteo Salvini ha già cominciato: “Sgarbi? Non ho letto la lettera. Si è dimesso?”). Dopo il 9 giugno, contati i voti, ci sarà il regolamento dei conti della Ducetta con i due alleati (si fa per dire).

andrea delmastro emanuele pozzolo

 

“DIMISSIONI? DEVO ANCORA NEGOZIARLE” LA SFIDA DI SGARBI IRRITA PALAZZO CHIGI

Estratto dell’articolo di Antonio Fraschilla per “la Repubblica”

 

[…] A Palazzo Chigi sono molto irritati per la frenata delle dimissioni del sottosegretario. La grana non è del tutto risolta ancora, e sul suo tavolo a Palazzo Chigi Meloni ha ancora quelle di Daniela Santanché e Andrea Delmastro. Ieri dal cerchio magico meloniano si ribadiva che «la linea non cambia, siamo in attesa di decisioni della magistratura e poi valuteremo ». Decisioni che sono differenti per i due componenti del governo: per la ministra del Turismo si attende la chiusura delle indagini su Visibilia. In caso di rinvio a giudizio Meloni chiederà alla sua amica di FdI di fare un passo indietro.

 

giorgia meloni ursula von der leyen vertice italia africa

Sul fronte del sottosegretario alla Giustizia Delmastro in realtà il rinvio a giudizio c’è già stato dopo l’imputazione coatta decisa dal Gip per rivelazione di segreto d’ufficio su alcuni incontri in carcere dell’anarchico Alfredo Cospito: ma in questo caso, considerando che la procura guidata da Francesco Lo Voi si era opposta e voleva archiviare, Meloni ha preso tempo e attenderà l’esito del giudizio.

 

Insomma Delmastro non si tocca, al momento: ma anche qui altre nubi per il sottosegretario potrebbero arrivare dalla festa pistolera del suo Capodanno con il caso del colpo partito dalla pistola del deputato Emanuele Pozzolo.

 

AUGUSTA MONTARULI PRIMA E DOPO

Di certo c’è che, con le dimissioni di Sgarbi, sono due le caselle che rimarrebbero vuote: oltre a quella di sottosegretario alla Cultura c’è la delega di sottosegretario all’Università rimasta vacante dopo le dimissioni di Augusta Montaruli per la condanna diventata definitiva per l’utilizzo a fini privati dei soldi del consiglio regionale del Piemonte.

 

E anche qui la linea che arriva da Palazzo Chigi è chiara: nessuna nomina prima delle Europee, perché dopo potrebbe essere avviato un mini rimpasto magari con nuovi rapporti di forza che usciranno dalle urne per i partiti di maggioranza. Alcuni ministri potrebbero lasciare la compagine di governo, come Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin, ma anche Gennaro Sangiuliano: il ministro dei Beni culturali ultimamente è molto presente a ogni iniziativa culturale e di partito a Napoli e dintorni.

 

quadrophenia vittorio sgarbi meme by emiliano carli per il giornalone la stampa

Il motivo? Ambisce ad essere candidato governatore per il dopo De Luca. E da FdI dicono che l’ipotesi non dispiace a Meloni. E poi c’è la grande incognita Giancarlo Giorgetti, che pare intenzionato a chiedere altri ruoli. Ma se ne parlerà solo dopo Europee.

POZZOLO, EL PISTOLERO - VIGNETTA BY MACONDO giorgia meloni augusta montaruli francesco lollobrigida porta la pasta italiana nello spazio meme by sirio 2augusta montaruli su instagram 7augusta montaruli su instagram 5andrea delmastro emanuele pozzolo FRANCESCO LOLLOBRIGIDA E ILARIA SALIS - VIGNETTA BY VUKICgiorgia meloni e giovanbattista fazzolaritweet su francesco lollobrigida e la pasta nello spazio 3. tweet su francesco lollobrigida e la pasta nello spazio 2francesco lollobrigida porta la pasta italiana nello spazio meme by sirio ANDREA DELMASTRO

sabrina colle vittorio sgarbi - hestiaVITTORIO SGARBI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA LE CAPRE E LE DIMISSIONI DI VITTORIO SGARBI - VIGNETTA BY VUKICvittorio sgarbi - mostra I pittori della luce a lucca 1vittorio sgarbi - mostra I pittori della luce a luccavittorio sgarbi - mostra I pittori della luce a lucca 3vittorio sgarbi - mostra I pittori della luce a lucca 2

Ultimi Dagoreport

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…