annalena baerbock daniel holefleisch

QUANDO È L’UOMO A FARE IL “CASALINGO” - DANIEL HOLEFLEISCH, MARITO DELLA NEO-MINISTRA DEGLI ESTERI TEDESCA, ANNALENA BAERBOCK, HA LASCIATO IL SUO LAVORO ALLA “DEUTSCHE POST DHL” PER PERMETTERE ALLA MOGLIE DI SVOLGERE IL SUO COMPITO - SARÀ LUI AD ASSUMERSI LA CURA DELLE BAMBINE DI 6 E 11 ANNI - I DUE LO AVEVANO DECISO PRIMA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE. NIENTE DI STRANO: FA NOTIZIA SOLO PERCHÉ È UN UOMO (MA QUANTI CE NE SONO COME LUI DI CUI NESSUNO PARLA?)

Uski Audino per "La Stampa"

annalena baerbock daniel holefleisch

 

Era tutto previsto. Ma certo quando accade è diverso. Il marito della ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock ha effettivamente lasciato il suo incarico presso il gruppo Deutsche Post Dhl per permettere alla moglie di svolgere il suo compito fino in fondo assumendosi in prima persona la cura delle due bambine di 6 e 11 anni.

 

Tutto come concordato da mesi con la moglie ed ex co-leader dei Verdi, ora prima donna a capo della diplomazia tedesca. Lo ha confermato un portavoce del gruppo per il quale il marito, Daniel Holefleisch, 48 anni, lavorava alla rivista femminile Bunte: «Non è più operativo per la Deutsche Post Dhl già dal luglio 2021».

 

daniel holefleisch annalena baerbock

Già in estate la campagna elettorale era fitta di impegni per la 40enne co-leader dei Verdi tedeschi che ha girato centinaia di centri piccoli e grandi in Germania. Lo scorso giugno Baerbock del resto aveva dichiarato in un'intervista a Bild che la decisione della sua candidatura alla cancelleria era stata concordata in famiglia e aveva ammesso con realismo: «Se assumerò un posto di governo, è chiaro che mio marito non continuerà il suo lavoro in questo modo».

 

FRANCO MODIGLIANI

«Le mie figlie sanno dove sono il mio cuore e la mia casa - ha detto Baerbock - ma naturalmente questo non funziona senza una divisione dei compiti: mio marito si assume la piena responsabilità e il lavoro a casa», aveva proseguito l'allora deputata dei Verdi, pragmatica.

 

«Si prenderà una pausa da agosto e sarà a casa a tempo pieno, anche per essere presente come padre quando la nostra figlia minore inizierà la scuola». Detto, fatto. Niente di strano, in teoria. Da secoli le mogli sostengono i mariti nella carriera. Come recita la storiella che amava raccontare il premio nobel italiano Franco Modigliani: un uomo chiede alla moglie, mentre aspettano ad una pompa di benzina: «Cara, sei fiera di aver sposato un nobel come me e non un benzinaio come lui?».

 

annalena baerbock daniel holefleisch

E lei: «Caro, ma tu lo sai che se avessi sposato lui, non saresti tu il premio nobel?». L'esperienza del marito di Baerbock non è frequente, ma non è un unicuum in politica. Nel 2019 l'ex leader spagnolo di Podemos, Pablo Iglesias, ha deciso di usufruire di un periodo di congedo parentale dopo la nascita dei due gemelli nati prematuramente e frutto del matrimonio con la deputata del suo stesso partito, Irene Montero.

 

In quel caso l'ex ministro del governo Sanchez, subentrato alla cura dei piccoli dopo il periodo di allattamento, aveva lasciato per un periodo la guida del partito alla sua compagna, già capogruppo in Parlamento e deputata dal 2016. Un sostegno attivo alla vita politica della compagna, la premier neozelandese Jacinta Ardern, è arrivato anche dalla star tv neozelandese di documentari sugli animali e futuro «first husband» Clarke Gayford.

iglesias montero

 

Per esempio quando ha accompagnato Ardern a New York, permettendole di partecipare all'assemblea generale delle Nazioni Unite, cullando la loro figlioletta Neve di pochi mesi seduto tra le poltrone dell'edificio dell'Onu. Ma la verità è che l'impegno dei padri a sostegno delle mogli in politica è proporzionale all'ingresso lento e recente delle donne in politica.

jacinda ardern 4

 

Per la legge della probabilità, tante più donne con figli occuperanno ruoli di rilievo nella sfera pubblica, tanto più saranno normali scelte come quelle del marito della ministra degli Esteri tedesca. E di conseguenza meno frequente sarà la domanda che tanto irrita la deputata cristiano-sociale Dorothee Baer: «Come concilia un mandato al Bundestag con tre figli?»; «Mi chiedo perchè nessuno faccia la stessa domanda a mio marito», usa rispondere l'ex sottosegretaria al digitale, parlando del marito, politico della Csu a Bamberg, in Baviera. Intanto che la transizione avanza, i nonni continuano ad essere una cinghia di trasmissione imprescindibile. Se non si vuole arrivare a scelte drastiche come la rinuncia al proprio incarico, l'unica è contare sul sostegno di quei genitori che si mettono a disposizione dei figli e soprattutto delle figlie.

daniel holefleisch annalena baerbock christian lindner olaf scholz annalena baerbock robert habeck irene montero pablo iglesiasannalena baerbock daniel holefleisch daniel holefleisch annalena baerbock

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…