decreto sicurezza giorgia meloni

IL DECRETO SICUREZZA RIMANE, MA VIENE ANNACQUATO DOPO LA MORAL SUASION DI MATTARELLA - GIORGIA MELONI PER NON PERDERE LA FACCIA MANTIENE IL FERMO PREVENTIVO, MA LO AMMORBIDISCE DOPO I RILIEVI DEL COLLE - LA POLIZIA POTRÀ TRATTENERE LE PERSONE PERICOLOSE O CON PRECEDENTI, MA SOLO PER 12 ORE, E IL PM POTRÀ DISPORRE L'IMMEDIATO RILASCIO - SPUNTANO LE SANZIONI PER I GENITORI DI MINORI CHE VANNO IN GIRO CON COLTELLI - IL DECRETO INTERVIENE ANCHE SULLA TUTELA LEGALE DEGLI AGENTI E…

DAGOREPORT - SONO GIORNI DIFFICILI PER GIORGIA MELONI: AL TRUMPISMO ON "ICE" E AL VANNACCISMO COL FEZ, ORA SI E' AGGIUNTA LA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. IN CASO DI SCONFITTA, LA "FIAMMA MAGICA" DI PALAZZO CHIGI CERCA DI CONVINCERE LA DUCETTA CHE E' MEGLIO ANDARE SUBITO AL VOTO ANTICIPATO, APPROFITTANDO DI UN CENTROSINISTRA IMBELLE E ANTICIPANDO LA NASCITA DEL PARTITO ULTRA-FASCIO DI VANNACCI - COME MAI A TORINO CERTI GRUPPUSCOLI EVERSIVI, DA TEMPO BEN ATTENZIONATI DALLA DIGOS, POSSONO DEVASTARE LA REDAZIONE DE "LA STAMPA" E PRENDERE A MARTELLATE UN POLIZIOTTO? PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? - RICICCIA LA “STRATEGIA DELLA TENSIONE” PERFETTA PER DISTRARRE L’ATTENZIONE DALLE MAGAGNE DEL GOVERNO? E IL DECRETO SICUREZZA SERVE PER NON PERDERE QUELLO ZOCCOLO DURO DELL'ELETTORATO DI DESTRA DELUSO DAL SUO CAMALEONTISMO DEMOCRISTIANO ED ECCITATO DAL VANNACCISMO?

 

Estratto dell'articolo di Simone Canettieri per www.corriere.it 

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 9

Dopo rinvii e confronti «franchi» con il Quirinale ecco il pacchetto sicurezza in approvazione in Consiglio dei ministri. L’unica mezza sorpresa è che non ci sono le norme sull’immigrazione, a partire dal blocco navale, che saranno oggetto di un prossimo ddl in arrivo la prossima settimana. Il Consiglio dei ministri dunque sta approvando un decreto e un disegno di legge sulla sicurezza. 

 

Le norme più discusse restano, modificate, nel dl. A partire dal fermo preventivo. L’articolo 11 prevede che «nel corso di specifiche operazioni di polizia svolte nell’ambito dei servizi di ordine e sicurezza pubblica disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, gli ufficiali e gli agenti di polizia possono accompagnare nei propri uffici persone rispetto alle quali, in relazione a specifiche e concrete circostanze di tempo e di luogo e sulla base di elementi di fatto, anche desunti dal possesso di taluno degli strumenti, degli oggetti e dei materiali indicati agli articoli 4 e 4-bis della legge 18 aprile 1975, n. 110,

carlo nordio matteo piantedosi giorgia meloni – foto lapresse

 

e agli articoli 5 e 5-bis della legge 22 maggio 1975, n. 152, o dalla rilevanza di precedenti penali o di segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza alle persone o sulle cose in occasione di pubbliche manifestazioni nel corso degli ultimi cinque anni, sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione, e ivi trattenerle per il tempo strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia e comunque non oltre le dodici ore».

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 24

 

Sempre a proposito dell’accompagnamento e dell'ora in cui è stato compiuto è data immediata notizia al pubblico ministero il quale, «se riconosce che non ricorrono le condizioni di cui al comma precedente, ordina il rilascio della persona accompagnata». Per quanto riguarda il ruolo della magistratura il testo prevede che «al pubblico ministero è data altresì immediata notizia del rilascio della persona accompagnata e dell'ora in cui è avvenuto». 

 

meloni mattarella

L’articolo 12 prevede invece lo scudo penale. La norma prevede «nei casi di cui all’articolo 335, comma 1-bis.1, alla persona cui è attribuito il fatto in presenza di una causa di giustificazione si applicano le disposizioni sui diritti e sulle garanzie della persona sottoposta alle indagini preliminari e ogni altra disposizione ad essa relativa. Nei medesimi casi di cui al comma 1, quando non è necessario procedere al compimento di ulteriori accertamenti, il pubblico ministero assume le proprie determinazioni in ordine alla richiesta di archiviazione senza ritardo e comunque entro trenta giorni dall’annotazione preliminare ai sensi dell’articolo 335, comma 1-bis.1.

 

Nei casi in cui ritenga necessario procedere al compimento di ulteriori accertamenti compresi quelli da svolgere con le forme di cui all’art. 360, il pubblico ministero provvede senza ritardo e comunque entro centoventi giorni dall’annotazione preliminare ai sensi dell’articolo 335, comma 1-bis.1.

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 19

All’esito, ove non abbia provveduto ai sensi dei commi 3 e 4 del presente articolo, assume le proprie determinazioni in ordine alla richiesta di archiviazione entro il termine di ulteriori trenta giorni. Quando si procede ad incidente probatorio il pubblico ministero deve compiere atti di indagine cui il difensore ha facoltà o diritto di assistere, diversi dagli accertamenti tecnici di cui all’articolo 360, provvede all’iscrizione del nome della persona nel registro di cui all’articolo 335, comma 1-bis.

 

Allo stesso modo il pubblico ministero procede nei casi di incidente probatorio. Se il pubblico ministero procede all’iscrizione ai sensi dell’articolo 335, comma 1-bis, i termini di cui all’articolo 405 decorrono dalla data dell’annotazione preliminare ai sensi dell’articolo 335, comma 1-bis.1.».

 

 

matteo piantedosi al senato foto lapresse

[...] stretta anti-coltelli, con le disposizioni «per il contrasto dei reati in materia di armi o di strumenti atti ad offendere». «Chiunque, senza giustificato motivo, porta fuori della propria abitazione o delle appartenenze di essa, strumenti dotati di lama affilata o appuntita eccedente in lunghezza i centimetri otto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni», si legge nella bozza visionata dal Corriere.

 

Il prefetto può applicare «sanzioni amministrative accessorie, dandone comunicazione all'autorità giudiziaria competente» come la sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli; sospensione della licenza di porto d'armi o divieto di conseguirla. 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 22

 

Riguardo la stretta anti-lame è previsto - si legge nella bozza - il divieto di vendita ai minori di strumenti atti ad offendere con l'obbligo per gli esercenti (anche digitali) di chiedere all'acquirente, all'atto dell'acquisto, l'esibizione di un documento di identità, tranne i casi in cui la maggiore età dell'acquirente sia manifesta. La violazione del divieto è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro.

 

[...] Sono previste sanzioni amministrative connesse al porto di armi o di strumenti atti ad offendere da parte di minori di 18 anni, se il reato in questione è commesso da un minorenne, scattano multe da 200 a mille euro «nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale». 

 

ALFREDO MANTOVANO E GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Sul fronte delle manifestazioni pubbliche, il decreto interviene sulle riunioni in luogo pubblico prive di preavviso, prevedendo sanzioni amministrative più elevate per promotori e organizzatori, anche quando la convocazione avvenga attraverso piattaforme digitali. In questi casi la competenza è attribuita al prefetto e le sanzioni possono arrivare fino a 10.000 euro. 

 

La bozza introduce inoltre nuove fattispecie penali. Tra queste, il reato di «rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato», punita con pene fino a venticinque anni di reclusione, e l'ampliamento della nozione di furto con destrezza, che ricomprende espressamente la sottrazione di telefoni cellulari, documenti di identità e strumenti di pagamento elettronici.

 

MATTEO PIANTEDOSI IN VERSIONE CELERINO

È prevista anche la possibilità di arresto in flagranza differita per i reati di danneggiamento commessi durante manifestazioni pubbliche. Il decreto legge sulla sicurezza sul tavolo del Consiglio dei ministri prevede, tra l'altro, disposizioni «per il contrasto del furto con destrezza e della rapina commessa da un gruppo organizzato».

[...]

 

Previste nel decreto «zone a vigilanza rafforzata», il potenziamento del divieto di accesso ai centri urbani e «la previsione della possibilità di arresto in flagranza differita per i danneggiamenti in occasione di manifestazioni pubbliche». 

 

giorgia meloni in conferenza stampa 3

Pene severe - reclusione dai sei mesi ai cinque anni - anche per chi viole l'obbligo di fermarsi all'alt imposto dagli organi di polizia stradale all'interno dell'articolo 8 intitolato «Disposizioni in materia di sicurezza stradale», sul tavolo del Consiglio dei ministri previsto per oggi. Si applicano inoltre la sanzione amministrativa «accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni e la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo, salvo che non appartenga a persona estranea al reato», si legge nella bozza. 

giorgia meloni con alessandro calista torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 18GIORGIA MELONI CON LA STATUINA DI UN ANGELO torino, scontri alla manifestazione per askatasunatorino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 23torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 20torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 8

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