BEIRUT IN FACCIA ALLA GIUSTIZIA ITALIANA - DELL’UTRI INTERROGATO PER UN’ORA E MEZZA ALLA PROCURA GENERALE LIBANESE, NELL’AMBITO DELLA RICHIESTA DI ESTRADIZIONE - IL PROCURATORE CAPO DI PALERMO MESSINEO: “PER PORTARLO IN ITALIA CI POTREBBERO ESSERE PROBLEMI”

Da "repubblica.it"

Si è concluso dopo circa un'ora e mezza l'interrogatorio di Marcello Dell'Utri alla Procura di Beirut, nell'ambito delle procedure per la richiesta di estradizione avanzata dall'Italia. L'ex senatore di Forza Italia è stato trasferito al Palazzo di giustizia dall'ospedale Al Hayat, dove è ricoverato in stato di detenzione dopo la condanna definitiva in Cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa. Al termine dell'interrogatorio è stato portato via ammanettato su un'ambulanza. Come hanno spiegato i suoi avvocati, l'ex senatore è tornato in ospedale dove resta in stato di arresto.

Dell'Utri è stato sentito negli uffici della Procura generale di Beirut nell'ambito delle procedure riguardanti la richiesta di estradizione. Alla presenza di un interprete dell'ambasciata italiana, l'interrogatorio è stato condotto dalla sostituta procuratrice generale Nada Al Asmar, alla quale il procuratore generale Samir Hammoud ha affidato il caso, prima che la Procura generale invii un rapporto con le sue valutazioni al ministero della Giustizia. Sarà quest'ultimo, insieme con il primo ministro, che dovrà prendere la decisione finale sull'estradizione. L'eventuale decreto dovrà essere poi firmato dal presidente della Repubblica.

Ieri, parlando con l'inviato di Repubblica, Dell'Utri aveva detto di sentirsi un "prigioniero politico" e che se dovesse essere stradato in Italia chiederà di scontare la pena ai servizi sociali, "come Berlusconi".

Le sue dichiarazioni sono state commentate oggi dal procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo: "La sentenza definitiva che ha condannato il senatore Marcello Dell'Utri a sette anni di carcere - ha detto il magistrato all'Adnkronos - non è affatto una sentenza politica. E' una sentenza confermata nei vari gradi di giudizio, e per ultimo anche dalla Corte di Cassazione, e che riguarda i rapporti di un uomo con la criminalità organizzata. Si tratta di esternazioni comprensibili di chiunque venga condannato, ma non bisogna prestarvi attenzione".

E sulle eventuali difficoltà per l'estradizione dell'ex senatore, Messineo afferma: "Non sono un esperto del diritto libanese, ma se, come ho letto, la legge libanese non contempla l'ipotesi del concorso esterno in associazione mafiosa, potrebbero sorgere problemi in sede di estradizione".

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ieri si è detto "fiducioso" nell'estradizione di Dell'Utri, richiamandosi ai trattati internazionali e alla cultura giuridica di derivazione europea del Libano. Dichiarazioni che non sono piaciute ad Akram Azoury, avvocato libanese di Dell'Utri. Secondo il legale, quelle del Guardasigilli sono frasi "non compatibili con le regole delle relazioni tra due Paesi". Azoury inoltre accusa Orlando di fare "pressioni sulla giustizia libanese perché conceda l'estradizione".

L'avvocato fa riferimento, in particolare, al passaggio in cui il ministro auspica "tempestività da parte delle autorità libanesi" nel concedere l'estradizione e parla di "un atteggiamento sospetto rispetto a cui facciamo tutto il possibile e anche di più affinché la sentenza possa avere attuazione".

"Al ministro - ribatte Azoury - io chiedo: avrebbe fatto le stesse dichiarazioni se ci fosse stata una richiesta di estradizione da parte del Libano sulla quale si dovesse esprimere la giustizia italiana?".

Se Dell'Utri dopo l'interrogatorio di oggi è tornato da detenuto in ospedale, il suo avvocato sottolinea come il procuratore generale "può decidere in qualsiasi momento di trasformare la detenzione in altre misure", in attesa della decisione finale sull'estradizione. In particolare, non si può escludere che all'ex senatore possano essere concessi gli arresti domiciliari.

L'avvocato conclude sottolineando di non voler invece in alcun modo criticare la sentenza della Corte di Cassazione, che venerdì ha confermato la condanna di Dell'Utri.

Di Dell'Utri è tornato a parlare anche Silvio Berlusconi. "Da vent'anni è sottoposto alla tortura di chi lo accusa probabilmente perché mi è stato vicino dall'inizio di Forza Italia" dichiara il leader di Forza Italia a TgCom24, "ho espresso dolore per la condanna della Cassazione. Lo conosco dall'università, è una delle migliori persone che abbia avuto modo di conoscere, è il più importante bibliofilo italiano è un cattolico praticante. Marcello Dell'Utri è una brava persona".

 

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