delrio

DELRIO CHE QUI CI PENSO IO - RENZI PROMUOVE-RIMUOVE GRAZIANO DELRIO “COLPEVOLE” DI DISSENTIRE TROPPO - PER IL POSTO DI SOTTOSEGRETARIO A PALAZZO CHIGI,SOLO GIGLIO MAGICO: BOSCHI O MANZIONE

1 - DELRIO MINISTRO - RESSA PER SOSTITUIRLO A PALAZZO CHIGI

Paolo Emilio Russo per “Libero Quotidiano”

 

matteo renzi graziano delriomatteo renzi graziano delrio

Graziano Delrio è il nuovo ministro delle Infrastrutture. L’ex sindaco di Reggio Emilia, poi ministro degli Affari regionali, fino a ieri sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha giurato ieri sera davanti al (nuovo) Capo dello Stato. Delrio, che Matteo Renzi un tempo definiva suo «fratello maggiore» era in rotta da mesi col “titolare” di Palazzo Chigi, non ne ha convidiso alcune scelte ed ha pagato con la “promozione” ad un ministero il suo dissenso. Se la sua nomina è stata salutata con favore da tutte le forze politiche», resta l’empasse su tutte le altre caselle rimaste vuote nel governo.

 

La sola idea di un “rimpastino” ha infatti scatenato una guerra fratricida dentro al Pd per conquistarsi la delicata poltrona lasciata dal neo-ministro e messo sotto sopra Ncd, che esce dall’operazione fortemente ridimensionato e dilaniato tra le diverse anime.

 

renzi e delrio renzi e delrio

Il ruolo di sottosegretario alla Presidenza così come era stato disegnato attorno alla figura di Delrio è delicatissimo e, di conseguenza, ambitissimo: dal quel tavolo passano prima i provvedimenti esaminati dal Consiglio dei ministri. Il premier lascia intendere che l’indicazione potrebbe arrivare già oggi, dopo 24 ore di scontri febbrili tra gli aspiranti.

 

In lizza ci sono stati non solo Franco Bassanini (già in quel ruolo nei primi governi di centrosinistra), Angelo Rughetti, Ettore Rosato, ma, soprattutto, molte donne: la vicepresidente di Montecitorio Marina Sereni, quella del Senato Valeria Fedeli, gli ex ministri Anna Finocchiaro e Linda Lanzillotta (appena rientrata nel Pd dopo avere abbandonato Scelta civica).

 

renzi graziano delriorenzi graziano delrio

Se quest’ultima ieri sera veniva considerata «in pole position» e la cosa ha causato non poca irritazione dentro al partito del premier, qualcuno ipotizza un «colpaccio» alla Matteo Renzi, cioè la promozione sul campo di Antonella Manzione. La capa del Dipartimento Affari legislativi di Palazzo Chigi, che il premier ha portato con sè da Firenze, dove aveva lavorato nel corpo dei vigili urbani, potrebbe perdere il suo profilo tecnico e “scendere in campo”.

Antonella  Manzione Antonella Manzione

 

Se invece il neo ministro dovesse portare con sè al ministero il suo concittadino Mauro Bonaretti, segretario generale di palazzo Chigi, la Manzione potrebbe conquistare quel posto. Da ieri, quando il capo della Protezione civile Franco Gabrielli è stato nominato Prefetto di Roma, c’è anche quell’incarico da affidare. Troppi aspiranti, troppi veti: il leader Pd è stato costretto a prendere tempo. Queste scelte dovranno comunque essere effettuate prima di martedì, quando sarà convocato il Consiglio dei ministri. Dove le cose si stanno complicando ogni giorno di più è in casa Ncd.

 

Franco GabrielliFranco Gabrielli

Dopo avere perso la vicepresidenza e il ministero dell’Agricoltura, gli ex pidiellini hanno salutato ieri anche le Infrastrutture. Il premier offre loro gli Affari regionali, ma pretende che quel ruolo lo occupi una donna. Tra i dirigenti Ncd in odor di promozione restano in pole la deputata Dorina Bianchi, che fu delegata all’assemblea fondativa del Pd prima di entrare nel Pdl, e la senatrice Federica Chiavaroli, entrambe accreditate di buoni rapporti con Maria Elena Boschi.

 

La scelta avrebbe fatto storcere il naso sia a Nunzia De Girolamo, che lascerà il posto di capogruppo a Maurizio Lupi, sia a Gaetano Quaglieriello e a Maurizio Sacconi, i due nomi indicati inizialmente da Angelino Alfano, ma «fermati» dal premier. Per uscire dal cul de sac Alfano starebbe valutando di indicare un “terzo incomodo”: «Una donna dal profilo tecnico».

franco bassanini pier carlo padoanfranco bassanini pier carlo padoan

 

2 - “NESSUNA TENSIONE MATTEO PER ME È COME UN FRATELLO”

Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

Allenta la cravatta, piega la giacca e si accomoda sulla poltrona del barbiere di Montecitorio. È il rito con il quale Graziano Delrio inganna l’attesa. Mancano venti minuti al consiglio dei ministri convocato per nominarlo ministro delle Infrastrutture. «Avevo programmato di tagliare i capelli da tempo. No, davvero: il giuramento non c’entra».

 

DELRIO E CHIAMPARINO IN CONFERENZA STAMPA DELRIO E CHIAMPARINO IN CONFERENZA STAMPA

Le braccia sono bloccate dal telo. Volge lo sguardo verso l’alto per indicare la chioma brizzolata: «Sono lunghi e mi danno fastidio, allora approfitto di questo momento di eccessiva calma...». L’ultimo della giornata, perché a sera giurerà al Colle. «Ho trascorso con Renzi l’intera mattinata. E anche questa decisione, come le altre, l’abbiamo presa assieme. Lui e io siamo come fratelli ».

 

Tutto è iniziato all’alba, quando ha attraversato il cortile di Palazzo Chigi per raggiungere i suoi uffici. A metà mattinata ha iniziato a riempire gli scatoloni. Un rapido, ma minuziosissimo trasloco. Quando arriva alla Camera incontra il deserto.

Tutti in vacanza per un lunghissimo ponte. «Vado a fare qualcosa di più rilassante, dice?

GRAZIANO DELRIOGRAZIANO DELRIO

 

Non sono così sicuro, a dire il vero. Certo, il sottosegretario era un ruolo molto impegnativo». Un autentico massacro, nei racconti dei predecessori. Mille grane, mille mediazioni. «Ma anche il ministro delle Infrastrutture ha una mole di cose da fare - prevede Delrio - E poi la delicatezza del passaggio, del momento...». Il punto è proprio questo, perché la nomina arriva dopo la bufera che ha costretto Maurizio Lupi alle dimissioni. «Bisogna soprattutto far partire i cantieri. Andiamo oltre la crisi anche se riusciamo in questo obiettivo».

 

Il programma è ambizioso. Non a caso la vigilia della nomina è spesa al telefono, per una serie di colloqui informali. Vuole costruire una squadra, e intende farlo in fretta.

boschi renzi delrioboschi renzi delrio

Delrio è considerato un fedelissimo del premier. Eppure più di qualcuno racconta un film diverso. Fatto di divergenze con Renzi e qualche tensione di troppo. Forse è per questa ragione che Delrio finisce da mesi, puntualmente, in ogni totonomine possibile.

 

Non succederà più, sorride, mentre la forbice del barbiere continua a tagliare. «Freddezza con Renzi? Ma di cosa parlano, è tutta pura invenzione. Invenzione di sana pianta. Io e Matteo siamo davvero come fratelli. Non c’è nessun tipo di problema, abbiamo cominciato assieme». In effetti, Delrio è forse il primo dei renziani. «Appunto! Abbiamo iniziato e continuato assieme. Anzi, anche in questo caso abbiamo deciso assieme, come tutte le altre volte». Con un metodo infallibile, giura: «Valutando le cose che sono più utili e chi le può fare meglio».

renzi madia delrio boschi piciernorenzi madia delrio boschi picierno

 

Hanno valutato questo nuovo inizio alle Infrastrutture. Delrio si tufferà nella sfida, accettando di restare ancora lontano dalla sua Reggio Emilia. E dalla numerosissima famiglia, ben nove figli. Cambia comunque poco, visto che i ritmi da sottosegretario erano già altissimi: «Da questo punto di vista non ci sono grosse differenze, il sacrificio per la famiglia è che io stia a Roma».

 

maria elena boschi e delriomaria elena boschi e delrio

Il barbiere ha finito, tutto è in ordine per il giuramento. Sta per indossare la giacca, quando si affaccia il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni per un saluto. Due renziani al governo, in due ministeri di peso. Non si conosce invece il nome del successore di Delrio: «Ne abbiamo parlato, ma non so se il Presidente ha assunto le determinazioni definitive. Comunque il sottosegretario alla Presidenza non deve giurare al Quirinale, ma a Chigi. Quindi non deve farlo stasera». Va via da Montecitorio così come era arrivato. Da solo, a passo veloce. Euforia e qualche pensiero in più, visto che va ad occupare una poltrona scomoda. La accoglie con un sorriso: «Il mio stato d’animo? Soddisfatto. E un po’ preoccupato ».

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...