guido crosetto toghe giudici magistrati

MA CHE HANNO DETTO I MAGISTRATI PER FAR PREOCCUPARE COSÌ TANTO CROSETTO? - IL MINISTRO DELLA DIFESA HA CITATO ESPRESSAMENTE IL CONGRESSO DELLA CORRENTE DI SINISTRA “AREA DEMOCRATICA”: IL VIDEO DELLA GIORNATA È ONLINE, SUL SITO DI RADIO RADICALE, E L’UNICO RIMPROVERO CHE PUÒ ESSERE FATTO AD “AREA” È DI AVER INVITATO A PARLARE MOLTI ESPONENTI DELL’OPPOSIZIONE (CONTE E SCHLEIN IN PARTICOLARE) – LA CONFUSIONE DEL GOVERNO SULLE CORRENTI E LA POLEMICA SULL’ANM EGEMONIZZATA DALLA SINISTRA, PROPRIO ORA CHE LA MAGGIORANZA DEL CSM SI SPOSTA VERSO DESTRA…

 

Estratto dell’articolo di Liana Milella per www.repubblica.it

 

congresso di area

Ma cosa c’è nel dossier di Guido Crosetto sui giudici di sinistra, […] che ormai da ieri circola tra i giornalisti per giustificare le parole del ministro della Difesa dette al Corriere con il duro attacco alla magistratura? È presto detto. C’è innanzitutto un video tratto da Radio radicale. Quindi un video pubblico, ascoltabile sul sito della radio da chiunque. Si riferisce alla seconda giornata del congresso della corrente di Area democratica per la giustizia che si è svolto a Palermo tra venerdì 29 settembre e domenica 1 ottobre.

 

guido crosetto in israele

Il titolo del congresso di Area - una delle due correnti di sinistra della magistratura - già mette in allarme Crosetto. Suonava così: “Il ruolo della giurisdizione all’epoca del maggioritarismo“ e prevedeva un sabato ricco di interventi […].

 

Per inquadrare il clima del congresso va detto che solo pochi giorni prima è esploso il caso Apostolico, la giudice di Catania che ha disapplicato il decreto Cutro, ed è finita vittima di altri video, quelli diffusi dal ministero delle Infrastrutture Matteo Salvini, che la addita come partecipante a una manifestazione […] contro il divieto dello stesso Salvini, all’epoca dei fatti titolare del Viminale, di far scendere i migranti dalla nave Diciotti.

 

GIORGIA MELONI E GUIDO CROSETTO

Guardiamo cosa succede quella mattina di sabato 30 ottobre. […] Parla un giudice polacco, Bogdan Iedric, perché la Polonia […] “vive un grave momento per la stretta sui giudici”. E Iedric conferma proprio questi pericoli. Tra i presenti che prendono la parola in sala c’è anche il Guardasigilli Carlo Nordio, che arriva seguito come sempre non solo dal capo di gabinetto Alberto Rizzo, ma anche dalla sua onnipresente vice Giusi Bartolozzi.

 

carlo nordio al congresso di area

Prende la parola il consigliere del Csm Antonello Cosentino, magistrato di Napoli. Dopo di lui parla Carlo Nordio che chiama i presenti “colleghi”. Cita De Gasperi al congresso di Parigi quando disse “qui dentro tutto sembrerebbe ostile tranne la vostra personale cortesia”. E precisa che “naturalmente non è così e spero che non sarà così”.

 

Dopo arriva il procuratore aggiunto di Roma Giuseppe Cascini, […] che parla della crisi della giustizia, provocata dai processi civili troppo lunghi, e si dice “pronto al confronto”. Chiede “qualità nelle decisioni” contro una politica che ha appena introdotto i “giudizi differenziati” per gli stessi giudici. Secondo lui dall’ordine giudiziario vanno esclusi “i magistrati inadeguati”.

giuseppe conte al congresso di area.

 

Ed eccoci ai big della politica, parlano nell’ordine Giuseppe Conte ed Elly Schlein. […] Ovviamente contro la linea sulla giustizia del governo Meloni. Forse proprio questo deve aver disturbato Crosetto, la presenza di due leader dell’opposizione al congresso di Area. Ma che certo non si può definire una presenza “eversiva”.

 

Arriva dopo Conte un magistrato che nelle stesse ore ha fatto parlare di sé, perché come giudice del tribunale di Firenze si è espresso come la collega Apostolico per disapplicare il decreto Cutro. Si tratta di Luca Minniti, che nel 2021 aveva anche corso nelle elezioni suppletive per il Csm dopo le dimissioni forzate per il caso Palamara di ben sei componenti. Cita Giorgio Gaber e dice: “Non potete chiederci di essere magistrati conformisti. Dobbiamo resistere a questo rischio”.

elly schlein al congresso di area.

 

Arriva il sindacalista Emilio Miceli, segretario confederale della Cgil e responsabile del settore legalità. E siamo a Elly Schlein che parla della necessità di “applicare i diritti a tutela della persona, con una giurisdizione che garantisca i diritti stessi perché altrimenti resterebbero solo sulla carta”.

 

Sul podio sale il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, giudice della Cassazione, ex direttore dell’ufficio legislativo di via Arenula quando era Guardasigilli Andrea Orlando, e che oggi chiede “un rafforzamento degli organi di garanzia”.

 

GUIDO CROSETTO

Chiede anche che si discuta del ruolo della giurisdizione. Analizza la crisi dell’associazionismo e il rischio della frammentazione proprio mentre il governo pensa alla separazione delle carriere, mentre “l’unicità della giurisdizione è un valore da tutelare”.

 

Cita “l’insofferenza della politica”, dice che “c’è un problema”, ma che non si può “tornare indietro rispetto al diritto all’interpretazione”, consiglia ai colleghi di “rispettare il testo”, ma senza inseguire “la volontà del legislatore”. E insiste su un fatto, “in Italia non esiste una magistratura di scopo e siamo indifferenti all’esito del processo”. Sulla separazione delle carriere è netto, non va fatta. Abbraccio, alla fine, tra lui e il segretario uscente di Area Eugenio Albamonte.

 

GIUSEPPE SANTALUCIA

[…] Parla il collega di Repubblica Lirio Abbate, da sempre esperto di mafia e autore di libri su Cosa. E sale sul palco Anna Rossomando, ex responsabile Giustizia del Pd e vice presidente del Senato. L’ultimo intervento è di Luigi Cuomo, presidente nazionale di SOS impresa, che tutela le vittime di racket e usura e che cita l’assassinio di Libero Grassi, e ringrazia i pm per essere stati accanto agli imprenditori vessati dalla mafia. Parla dell’attacco ai giudici e dice: “Avere la magistratura indebolita non fa piacere. Ci dobbiamo sentire impegnati anche noi a contrastare l’aggressione ai giudici”. Il video “eversivo” si chiude qui. L’unico rimprovero che Crosetto può fare ad Area qual’è? Di aver invitato a parlare molti esponenti politici che siedono all’opposizione in Parlamento.

 

guido crosetto giorgia meloni parata del 2 giugno 2023

[…] Ma vediamo quali sono gli altri “misfatti” che Crosetto e i suoi elencano in chiave anti toghe, al punto da ipotizzare un ruolo attivo della magistratura nel sovvertire l’ordine democratico e incidere negativamente sulla prossima occasione elettorale italiana, quella delle Europee.

 

Ecco, sempre guardando tra i protagonisti delle correnti di sinistra delle toghe, un articolo di Nello Rossi sulla rivista online di Magistratura democratica che si chiama Questione giustizia. S’intitola “Dalla giurisprudenza alternativa alle problematiche dell’oggi” ed è la relazione presentata dallo stesso Rossi all’università La Sapienza di Roma al convegno sull’uso alternativo del diritto.

 

nello rossi

Nello Rossi, ex procuratore aggiunto di Roma, […] ha concluso la sua carriera in Cassazione come avvocato generale. Da sempre è un esponente di spicco di Magistratura democratica, è stato segretario della Anm, ha fatto parte del Consiglio superiore della magistratura nella consigliatura 1998-2002. In questi anni non ha mai cambiato idea, era ed è un esponente di Magistratura democratica, battezzata dai berlusconiani “le toghe rosse“. Spiegheremo poi qual è il rapporto attuale tra questa gruppo associativo e quello di Area, su cui pare proprio che Crosetto abbia le idee confuse.

 

Nello Rossi apprende la notizia e reagisce così. “Io non replico a generiche indiscrezioni peraltro relative a una relazione tenuta in pubblico all’università di Roma nella quale si parlava di un convegno svolto a Catania 50 anni fa”.

 

[…] Ed eccoci infine alle dinamiche delle correnti della magistratura che evidentemente non devono essere molto chiare né a Crosetto né ai suoi. Si ipotizza una futura Anm egemonizzata dai gruppi di sinistra, proprio mentre le ultime elezioni del Csm dimostrano che l’elettorato dei giudici vira a destra […].

 

guido crosetto in vacanza a ponza 4

[…] Nelle stanze del ministro della Difesa si ipotizza che Area si stia “sinistrizzando”, quasi muovendosi verso le posizione di Md. Ma anche in questo caso i fatti dimostrano che non è così. Dopo la rottura tra Area e Md, che risale ormai a oltre un anno fa, per cui gli aderenti a Md hanno lasciato la doppia tessera anche di Area e sono tornati da soli candidando i propri esponenti, ciascuno dei due gruppi va per conto suo. Tant’è che dopo quello di Palermo […], si è tenuto a Napoli tra il 10 e l’11 ottobre il congresso di Md. In cui, tanto per la cronaca, è intervenuto il presidente del Senato Ignazio La Russa dicendo che i giudici possono anche disapplicare le leggi.

 

Dal punto di vista elettorale i due gruppi però devono fare i conti con una presenza molto forte di Magistratura indipendente, la corrente a cui aderiva l’attuale sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano quando vestiva la toga. Quanto alla corrente di Piercamillo Davigo, Autonomia e indipendenza, evidentemente a Crosetto e ai suoi mancano le ultime informazioni, che risalgono ormai a un anno fa, quando il gruppo di Davigo si è dissolto. Quindi il teorema dell’Anm che va a sinistra ha i piedi di argilla.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…