DIO PERDONA, LA SEVERINO PURE - LA CAMERA APPROVERÀ UN DECRETO “SVUOTA-PROCESSI”, PER CUI I REATI PIÙ PICCOLI SARANNO ARCHIVIATI - SE IL CRIMINE È “INCIDENTALE”, NON C’È PARTICOLARE MALAFEDE O REITERAZIONE, LO STATO CHIUDERÀ UN OCCHIO - SE SI FA A CAZZOTI MA CI SI RIAPPACIFICA, SE LA DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA NON È VOLUTA, SE SI RUBA PER LA PRIMA VOLTA UNA MELA AL SUPERMERCATO, CI SARÀ REDENZIONE SENZA DETENZIONE...

Liana Milella per "la Repubblica"

Piccoli reati addio. Archiviati dal giudice senza arrivare al processo. Niente più primo, secondo, terzo grado. Un decreto per dire che non hanno né il peso né il valore per meritare ore di dibattimento. Proprio perché sono piccoli e occasionali reati. Perché hanno un valore economico modesto. Perché possono essere "perdonati".

Alla Camera stanno per approvare un nuovo articolo del codice di procedura penale, il 530bis, il «proscioglimento per particolare tenuità del fatto». Il relatore, il pd Lanfranco Tenaglia, fa l´esempio del furto della mela: «Se la rubo in un supermercato è un furto, ma il danno per il proprietario è tenue. Ma se la rubo alla vecchietta che ne ha comprate tre, quel fatto non sarà tenue».

La Lega lo ha già battezzato legge «svuota-processi» dopo quella svuota-carceri. Ribatte la pd Donatella Ferranti: «È un articolo rivoluzionario, una pietra miliare sulla via della depenalizzazione». Basta leggere il testo: «Il giudice pronuncia sentenza di proscioglimento quando, per le modalità della condotta, la sua occasionalità e l´esiguità delle sue conseguenze dannose o pericolose, il fatto è di particolare tenuità». Chi commette reati di frequente è fuori. Fuori rapine, omicidi, sequestri, violenze sessuali. Il giudice archivia e avvisa la parte offesa che può utilizzare il decreto per rivalersi in sede civile.

LADRUNCOLI AL PRIMO FURTO IL GIUDICE "CANCELLA" IL CASO
Furto al supermercato. Di un capo di biancheria, reggiseno, slip, maglietta intima. Forzando e sganciando la placchetta anti-taccheggio. Il ladro viene scoperto e fermato. Il suo, codice alla mano, è un furto aggravato con violenza sulle cose, a stare agli articoli 624 e 625 del codice penale la persona rischia da uno a sei anni. Ma il giudice prende in mano il caso, valuta innanzitutto l´esiguo valore dell´oggetto portato via, poi si documenta e soppesa la personalità e la storia del soggetto che ha commesso il furto. Scopre che si tratta della prima volta. Il suo non è un reato abituale. Decide di archiviare per la "tenuità del fatto".

CHI INCASSA IN BUONA FEDE NON RISCHIA LA RICETTAZIONE
Assegno rubato e riutilizzato per necessità. Un commerciante in difficoltà economiche e strozzato dagli usurai incassa un assegno di cento euro senza andare troppo per il sottile. Lo riutilizza pagando un fornitore. Purtroppo l´assegno arriva da un furto e il commerciante rischia, come ricettatore e in base all´articolo 648 del codice penale, da due a otto anni di reclusione. Ma se davanti al giudice riesce a dimostrare la sua buona fede, rivela le sue difficoltà, documenta che nella sua vita professionale non è mai incorso in un simile incidente, potrà evitare il processo e ottenere un´archiviazione.

UNO "STRAPPO ALLA REGOLA" NON SARÀ PIÙ PECULATO
Telefonate private di due dipendenti da un ministero di Roma. Nel quale è in corso un´inchiesta proprio per evitare questi abusi. Il primo chiama una volta New York perché suo figlio, che vive lì, è gravemente malato. Il secondo telefona ogni giorno, e a lungo, alla fidanzata che vive a Milano. Il codice, all´articolo 314, punisce il peculato dai tre ai dieci anni. La prima persona potrà fruire di un´archiviazione perché il suo è un "piccolo" reato, una sola chiamata e per ragioni gravi. Il secondo andrà incontro al suo processo perché abusa quotidianamente e di nascosto di un bene pubblico.

PAROLE GROSSE, QUALCHE SCHIAFFO L´EPISODIO È SENZA CONSEGUENZE
Lite di condominio. In un palazzo litigano due affittuari. In un appartamento vive una coppia di coniugi. In quello accanto un gruppo di studenti che spesso invitano gli amici e si divertono fino a notte fonda. Un giorno, dopo l´ennesima nottata, scoppia una lite furibonda in cui volano parole grosse e si arriva alle mani. I vicini si allarmano e chiamano la polizia. Scatta una denuncia per minaccia e violenza privata contro i coniugi. Il 612 prevede il carcere fino a un anno e la procedibilità d´ufficio. Passa qualche giorno e i ragazzi chiedono scusa. Il fatto è isolato, occasionale, non ha precedenti. Il giudice archivia pure questo "piccolo" reato.

FUCILI ABBANDONATI NEI BAULI OGGI POSSONO COSTARE OTTO ANNI
Un fucile vecchio, ma funzionante, scoperto in soffitta dalla polizia durante un controllo. Ma il proprietario della casa dice di non saperne niente, poi si ricorda che quel fucile era di suo padre, che aveva un regolare porto d´armi e aveva fatto regolare denuncia. Alla sua morte il figlio non si è più ricordato del fucile chiuso in un baule. La sua è detenzione illegale d´armi punibile da uno a otto anni in base alla legge 895 del 1967 poi modificata da quella del 1974, la 497. Rischia l´arresto in flagranza. Ma se dimostrerà la buona fede e proverà d´aver davvero "dimenticato" il fucile lasciandolo inutilizzato, potrà ottenere un´archiviazione.

ALTERCO TRA COLLEGHI IN UFFICIO RIAPPACIFICARSI CANCELLA TUTTO
Ingiuria in una lite. Due colleghi, di fronte ad altri dello stesso ufficio, litigano per il possesso di una scrivania. S´insultano malamente («Sei un cornuto...» dice uno all´altro, «tua moglie è una grande p...» risponde l´altro), arrivano alle mani, parte un cazzotto che colpisce a un occhio uno dei due. È un caso classico di ingiuria aggravata, punita dal 594 del codice penale con una pena fino a un anno di carcere. Ma se, di fronte ad altri testimoni che possono provare l´autenticità del fatto, i due si riappacificano veramente, il giudice può valutare l´opportunità di un´archiviazione.

GLI "INCIDENTI GIORNALISTICI" NON AVRANNO SEGUITO PENALE
Diffamazione a mezzo stampa. Il giornalista scrive un articolo su un personaggio pubblico riportando nel suo pezzo una citazione dal pezzo di un suo collega che contiene una ricostruzione, peraltro non smentita, ma giudicata falsa e diffamatoria solo quando essa viene riportata, per citazione, in questo articolo. L´articolo 595 del codice penale sulla diffamazione infligge una pena da sei mesi a tre anni. Ma se il giornalista può dimostrare che riteneva la fonte attendibile, che non aveva un intento persecutorio nei confronti del destinatario dell´articolo, che il suo curriculum professionale è immacolato, il giudice può archiviare la sua posizione.

CODICE RISPETTATO, NIENTE INCIDENTI SE È UN FATTO ISOLATO SI PERDONA
Guida in stato di ebbrezza. Un giovane manager va a cena a casa di amici che abitano poco lontano da lui. Tre isolati in tutto. Usa l´auto perché sa che rientrerà tardi. Durante la serata beve un paio di bicchieri di vino e un paio di whisky. Al ritorno, quando sta per arrivare sotto casa, viene fermato da una volante che lo sottopone alla prova del palloncino. Che risulta positiva. In base al codice della strada rischia il sequestro dell´auto, la revoca della patente, il processo. Ma se non ha infranto il codice della strada né provocato incidenti e se il fatto è isolato può usufruire dell´archiviazione.

 

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