1. IL DIPLOMATICO CHE SDOGANÒ IL POST-FASCISTA GIANFRY FINI PORTANDOLO COLLA KIPPA IN TESTA AL MURO DEL PIANTO È ANDATO A SBATTERE CONTRO IL MURO DEL RIDICOLO 2. OGGI NESSUNO RIMPIANGE TERZI COME MINISTRO DEGLI ESTERI, ANCHE CHI LO USA E MAGARI LO CANDIDERÀ (LA DESTRA DI LARUSSA). LA SUA LINEA OSCILLANTE SUI MARÒ È STATA DI DRAMMATICA SUPERFICIALITÀ, E IERI SI È DIMESSO NEL POSTO SBAGLIATO, CON GRAVE CAFONERIA ISTITUZIONALE, PERCHÉ VOLEVA LA SUA CLAQUE DI CENTRODESTRA. MA TRA DUE GIORNI, TRE AL MASSIMO, POCHI ITALIANI SI RICORDERANNO DEL MINISTRO MARCHESE TERZI DI SANTA QUALCOSA

a cura di colin ward e critical mess (Speciale guest: Pippo il Patriota)

1 - LE DIMISSIONI DEL NULLA

Il diplomatico che portò Gianfranco Fini al Muro del Pianto è andato a sbattere contro il muro del ridicolo. Oggi nessuno lo rimpiange come ministro degli Esteri, anche chi lo usa e magari lo candiderà (il Pdl). La sua linea oscillante sui marò è stata di drammatica superficialità, come quel primo ridicolo viaggetto in India in cui è andato a certificare che erano trattati bene. E infine, quel mancare alla parola data con la scelta di tenersi i due fucilieri in permesso elettorale. Ieri si è dimesso nel posto sbagliato, con grave cafoneria istituzionale, perché voleva la sua claque di centrodestra. Ma tra due giorni, tre al massimo, pochi italiani si ricorderanno del marchese Terzi di San qualcosa.

E ora vai con i titoloni ipocriti (tutti i giornali si aspettavano o auspicavano le dimissioni) e i retroscena di giornata. "Terzi lascia, l'irritazione del Colle. Marò, il ministro degli Esteri si dimette in Aula: ‘Contrario al loro rientro in India" (Stampa, p. 1). "Il silenzio con Monti, poi il colpo di scena, Il Pdl prende le difese del ministro e dirige gli attacchi sul capo del governo" (Corriere, p. 3).

"E al Colle esplode l'ira di Monti. ‘Manovra del centrodestra, è un affronto alle istituzioni'. Il premier convocato dal capo dello Stato. Stupore e sconcerto del Quirinale" (Repubblica, p. 3) "Quell'interim al professore. ‘Ormai tutti dimissionari'. Vertice teso con il capo dello Stato: Giulio ci ha tenuto all'oscuro di tutto. Il responsabile della Farnesina ha letto un discorso diverso da quello concordato" (Messaggero, p. 3). Toni da sinedrio, come si vede, che a momenti rendono simpatico il Terzi in fuga.

2 - CULATELLO APRI E CHIUDI
Con una bella Bicamerale, da chiamare pudicamente "Convenzione', Culatello Bersani apre al Pdl la porta del dialogo istituzionale, mentre gli richiude in faccia quella del governissimo. Resta tutto nel vago, ma Re Giorgio chiede numeri certi e patti politici alla luce del sole. Quindi si fa dura, molto dura.

"Governo, i tempi potrebbero slittare. Bersani, con il Pdl si può dialogare. Avanti con la strategia del doppio registro su riforme ed esecutivo" (Messaggero, p. 4). Su Repubblica, "L'offerta di Bersani al Pdl. ‘Insieme solo per le riforme, ma niente governissimi'. "Spiragli per l'intesa. Berlusconi studia l'uscita dall'aula" (p. 6).

Sul Corriere, "Il Pd scommette sugli spiragli e sulla sintonia con Maroni. Più ottimismo nel partito. Bersani domani al Colle o al massimo venerdì". "La strada per l'accordo: commissione per le riforme guidata dal centrodestra. Ma per il Pdl resta il nodo del Quirinale (pp. 6-7). Avviso a Re Giorgio sulla Stampa: "Se Bersani dovesse fallire a rischio il piano B del Colle. I democratici si irrigidiscono sull'ipotesi ‘governo di scopo'" (p. 5).

Il Giornale spiattella la strategia di Culatello Bersani: "Il gioco del premier incaricato: arrivare in aula a tutti i costi. Bersani vuole forzare: spera che al Senato ‘scatti qualcosa' e chiederà a Napolitano il via libera per un governo di minoranza. Il leader di Sel: ‘Ci sono molti precedenti'" (p. 9).

3 - UN, DUE, TRE GRILLINO
Ultime dal sempre meraviglioso mondo della democrazia grillina. "Deputati in rivolta contro la Lombardi. ‘Vuol decidere tutto senza ascoltarci'. E in assemblea arriva anche la richiesta di dimissioni. La capoguppo contestata per gli interventi su Cipro e sui crediti alle imprese" (Repubblica, p. 11). Sul Fatto Quotidiano, un uomo ascoltato come Salvatore Borsellino, animatore del movimento delle Agende Rosse, dice che se fosse un eletto Cinque Stelle farebbe nascere un governo (p. 6). Un altro pericoloso provocatore?

4 - MA FACCE RIDE!
"Io non mi sono mai sentita amazzone. Mi chiamo Nunzia De Girolamo. Ho la mia dignità, la mia rispettabilità conquistata in questi anni di seria attività politica" (Repubblica, p. 9).

5 - AGENZIA MASTIKAZZI
"Caselli contro Grasso: il Csm mi tuteli" (Corriere, p. 11). Avete rotto, tornate a lavorare.

6 - EUR(I) AMARI
"Una mazzetta da mezzo milione perché ero vicino ad Alemanno'. Spunta una deposizione di Mancini, arrestato per l'affare bus. Il manager però precisa: "Il sindaco nulla sapeva, a lui neanche un euro di quel denaro" (Repubblica, p. 15). Appropriazione indebita? Sul Corriere, taglio diverso. "Alemanno alla cena per gli appalti'. Il sindaco smentisce. Le accuse del consulente Cola" (p. 21).

7 - BRODO BOLLENTE SU BERNABEBE'
Stufo di perder soldi, "Fossati muove contro il vertice Telecom. L'azionista chiede a Bernabè di discutere in assemblea una mozione di sfiducia". L'uomo della Star ha il 5% fuori patto e ha già bruciato in Borsa i due terzi dell'investimento. Come osserva Repubblica, unico giornale ad avere la notizia, "Per Telco è arduo vendere: in Borsa le azioni valgono la metà dei prezzi di carico. Mercoledì scorso il blitz in Mediobanca e l'accusa: ‘Nessun socio è soddisfatto della gestione" (p. 40). In Telco ci sono le grandi banche creditrici.

8 - FISCO SPIONE
Chi fa il furbo con le tasse dovrà stare attento anche a chiedere agevolazioni ed esenzioni varie, come spiega il Messaggero (p. 9). "Anagrafe dei conti anche per i furbi del welfare. Le informazioni su saldi movimenti saranno incrociate con le dichiarazioni dei redditi per evidenziare scostamenti. Ma potranno servire per verificare le richieste di prestazioni sociali agevolate da parte dei cittadini". Intanto la pressione fiscale nel 2013 ha toccato il livello record del 44,4%. Per chi paga le tasse, ovviamente.

 

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