LA DITTATURA DEL TERRORE DI GRILLO E DEL SUO CERCHIO MAGICO

Annalisa Cuzzocrea per "La Repubblica"

Alla vigilia del suo ingresso a Palazzo, Beppe Grillo scrive un post a dir poco scatologico in cui emette il suo verdetto sui presidenti di commissione appena eletti: i loro nomi spartiti tra Pdl e Pd "sono un potente vaffanculo alla Nazione". Una "lista della vergogna" che comprende "trombati, inquisiti, mariti, senatrici da supermarket con la scorta. Un tocco di P2 più un tocco di D'Alema. Persone nominate per aver fottuto Prodi alle elezioni presidenziali o per il loro instancabile leccare il culo a Berlusconi".

Le offese continuano, diventano ancora più pesanti. Il capo politico dei 5 Stelle consiglia di leggere lentamente la lista per evitare l'"insorgere di aggressività incontrollata". Nel momento in cui i suoi stanno incontrando Stefano Rodotà, che dice che, fosse stato in Napolitano, avrebbe dato loro l'incarico, il capo politico del Movimento alza il tiro.

Lo aveva fatto già al mattino, accusando Giovanni Floris di essere un dipendente del "pdmenoelle" per colpa di una domanda sgradita nel consueto sondaggio di Ballarò. L'attacco arriva nei giorni in cui i 5 Stelle lottano per la presidenza in Vigilanza Rai. "Che c'entra? - dice il candidato Roberto Fico -. Quel che è giusto va sempre distinto da quello che è utile". E quindi, da presidente di Vigilanza, chiederebbe la chiusura del programma? "Ai posteri l'ardua sentenza", è la prima risposta, che poi si trasforma in un "no".

E' contento dell'arrivo di Grillo, il deputato a 5 stelle: "Wow - dice alzando le braccia in segno di vittoria - pensate se venisse qui alla Camera". Così sarà. Grillo
entrerà a Montecitorio alle tre di questo pomeriggio. Incontrerà deputati e senatori, in attesa tra l'emozionato e l'impaurito.

La cacciata di Antonio Venturino, il vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana che da febbraio non restituisce la parte eccedente i 2.500 euro di indennità, non serve certo a tranquillizzare. Sul blog e su Facebook Venturino, che ieri aveva attaccato duramente la politica dei vertici, è ricoperto di critiche e insulti. E' quello che temono i parlamentari. "Si è capito quel che farà Grillo - racconta uno di loro - metterà sul sito la lista di quelli che non restituiscono ciò che non è rendicontato. Una specie di black list, dove nessuno di noi vorrebbe entrare".

Non tutti, però, sono pronti a mollare. L'ufficio comunicazione sta raccogliendo storie di persone che hanno lasciato a casa i genitori con 2mila euro sul conto, gente in rosso da anni, o chi si è fatta prestare i soldi per arrivare fin qui. Difficile che basti. Forse per questo, il malumore serpeggia. "Vorrei capire se davvero uno vale uno", chiede irritato un parlamentare. "Qui si fanno riunioni separate. Ormai c'è un direttorio, un cerchio magico che decide come devono andare le cose".

Chi ne fa parte è presto detto: "Roberta Lombardi, Vito Crimi, gli uomini della Comunicazione insieme a Roberto Fico, Carla Ruocco, Laura Castelli e Alessandro Di Battista. Sappiamo che si incontrano. Vorremmo sapere di cosa parlano". Uno dei comunicatori minimizza: "E' una cosa naturale. Tirano fuori questa storia perché sono nervosi per la vicenda stipendi". Il clima non è quello di una gita in agriturismo. Non questa volta.

 

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