trump zelensky meloni putin

DAGOREPORT - DONALD TRUMP È STATO CHIARO CON ZELENSKY: SE CEDE LE QUATTRO REGIONI OCCUPATE DAI RUSSI, OLTRE LA CRIMEA, A PUTIN, USERÀ IL SUO SÌ PER MINACCIARE MOSCA. SE “MAD VLAD” NON ACCETTA DI CHIUDERE SUBITO IL CONFLITTO, ARMERÀ FINO AI DENTI KIEV – IL TYCOON PUTINIZZATO FINGE DISTANZA DALLO ZAR DEL CREMLINO: "VUOLE ANDARE FINO IN FONDO, CONTINUARE A UCCIDERE, NON VA BENE...". MA È SCHIACCIATO SULLE PRETESE DI MOSCA: HA PROMESSO A PUTIN CHE L’UCRAINA INDIRÀ ELEZIONI UN ATTIMO DOPO IL CESSATE IL FUOCO – LA RISATA DA VACCARO DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO DI FRONTE ALLA CONFERENZA PER LA RICOSTRUZIONE BY GIORGIA MELONI: MA COSA VUOI RICOSTRUIRE SE C’È ANCORA LA GUERRA?

DAGOREPORT

DISARMANTE E DISARMATO - TRUMP E ZELENSKY - VIGNETTA BY GIANNELLI

La telefonata tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, a detta del platinato presidente americano, è stata “molto strategica”. Cosa voglia dire con queste parole il coatto della Casa Bianca, come di consueto, è materia più da psichiatri che da giornalisti. Si può però tentare di andare oltre il muro di parole, propaganda, detti e non detti, e, scarnificando, arrivare all’osso, al punto della questione.

 

In buona sintesi, Trump ha chiamato il presidente ucraino, che gli sta notoriamente sul gozzo, per convincerlo a trattare con Putin.

 

Il ragionamento fatto dal tycoon all’ex comico di Kryvyi Rih è stato: Caro Volodymyr, tu hai bisogno di armi e di missili. Io te le posso anche fornire, ma devi arrivare a un compromesso e cedere le quattro province che Putin reclama come sue.

 

Se lo fai, io posso usare come leva il tuo sì per pressare Vladimir e dirgli, papale papale: se non accetti, armo Kiev talmente tanto che pagherai tu le conseguenze.

 

ZELENSKY E TRUMP AL VERTICE NATO DELL'AJA

Un discorsetto che nasconde una serie di insidie. A partire da quella più importante, legata alle zone di controllo.

 

Tolta la Crimea, che ormai anche gli ucraini danno per persa, restano le regioni di Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk e Lugansk.

 

Solo quest’ultima è praticamente tutta controllata dall’esercito russo. Le altre, sono occupate, ma solo in parte. Quella di Zelensky sarebbe una concessione molto grande da fare, e in cambio non riceverebbe alcuna garanzia.

 

Anzi. Fosse per Putin, il presidente ucraino non dovrebbe sedere nemmeno al tavolo per la pace. E anche qui, il povero Zelensky ha ricevuto un altro ceffone in faccia da Trump: il tycoon vuole infatti mettere sul piatto di Putin anche l’eventualità di nuove elezioni, da tenere un attimo dopo siglata la tregua.

 

piccolo trump putin

Il presidente ucraino si è  preso 48 ore di tempo (dovrà riferire all’inviato speciale degli Usa, Steve Witkoff) e intanto subisce la pressione incrociata dello stop agli aiuti militari da parte di Trump e dei massicci attacchi russi.

 

Come succede ogni volta che Putin sente il tycoon, riprende a bombardare con più forza, per mettere in difficoltà Kiev.

 

La telefonata Trump-Zelensky ha avuto un risvolto divertente, che riguarda Giorgia Meloni e la sua “conferenza per la ricostruzione”.

 

Sì, perché mentre i giornali italiani si spingono a lodare l’evento come fosse un summit decisivo, la verità è che sull’evento c’è l’incertezza assoluta: non si sa quanti e quali leader ci saranno o se sarà soltanto una specie di convegno con tante chiacchere e zero ciccia.

 

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse 10

Fatto sta che, a un certo punto della telefonata, Zelensky avrebbe detto, che il 10 luglio sarà a Roma. Trump sarebbe trasecolato, chiedendo lumi sulla conferenza, e poi sarebbe scoppiato in una risata fragorosa da vaccaro: “Convegno sulla ricostruzione? Per un Paese che è ancora in guerra, ma stiamo scherzando?”.

 

Giorgia Meloni, che sta lavorando alacremente alla conferenza da più di un anno, sperava infatti che per luglio il conflitto, in qualche modo, sarebbe finito. E invece stiamo ancora qua, a contare i morti, con Putin che produce razzi a manetta e noi che ci affastelliamo per dare due spicci a Kiev…

 

 

TRUMP, PUTIN VUOLE ANDARE FINO IN FONDO, NON VA BENE

trump putin

(ANSA-AFP) -  "È una situazione molto difficile. Vi ho detto che ero molto insoddisfatto della mia telefonata con il presidente Putin. Vuole andare fino in fondo, continuare a uccidere, non va bene": lo ha detto il presidente Usa Donald Trump parlando ai giornalisti a bordo dell'Air Force One. Il tycoon ha anche lasciato intendere che potrebbe essere finalmente pronto a inasprire le sanzioni contro la Russia, dopo aver rimandato negli ultimi sei mesi il tentativo di convincere Putin a porre fine alla guerra. "Parliamo molto di sanzioni", ha detto Trump. "Capisce che potrebbero arrivare".

 

TRUMP, LA TELEFONATA CON ZELENSKY È STATO MOLTO STRATEGICA

DONALD TRUMP INCONTRA VOLODYMYR ZELENSKY ALLA CASA BIANCA - MEME BY VUKIC

(ANSA-AFP) -  Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, ha detto che lui e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno avuto una "telefonata molto strategica". Trump ha affermato di aver discusso anche dell'invio di missili intercettori Patriot in Ucraina in una chiamata separata ieri con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Merz "ritiene che gli ucraini debbano essere protetti", ha affermato Trump.

STRETTA DI MANO TRA ZELENSKY E TRUMP AL VERTICE NATO DELL'AJA

 

DONALD TRUMP CON VOLODYMYR ZELENSKY - VERTICE NATO - L'AJA LA TELEFONATA TRUMP-PUTIN VISTA DA GIANNELLI

volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse 6volodymyr zelensky giorgia meloni foto lapresse 1

 

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