VADE RETRO, SOCIAL! - DOPO L’AUSTRALIA, ANCHE IN GRAN BRETAGNA LE PIATTAFORME FINISCONO AL BANDO PER I MINORI DI 16 ANNI (SALVA SOLO WHATSAPP): “RENDONO I RAGAZZI INFELICI” SENTENZIA STARMER, CHE SI È INTESTATO IL PROVVEDIMENTO DESTINATO A SBARCARE IN PARLAMENTO ANCHE IN ITALIA - CERTO, E' SEMPLICE VIETARE MA SARA’ DURA APPLICARE IL DIVIETO, TRA VPN E BOICOTTAGGI DELLE VARIE BIG TECH - CHISSA’ COME LA PRENDERANNO TRUMP E I SUOI SODALI DELLA SILICON VALLEY...
1 - LONDRA BLOCCA I SOCIAL AI MINORI DI 16 ANNI E PER GLI UNDER 18 «COPRIFUOCO DIGITALE»
Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”
divieto di utilizzo dei social network sotto i 16 anni
Bando totale ai social media sotto i 16 anni: è quanto ha annunciato ieri mattina il primo ministro britannico, Keir Starmer, parlando alla nazione da Downing Street. A essere vietate saranno tutte le principali piattaforme, da Instagram a TikTok, da Facebook a Youtube a X (si salva solo WhatsApp): «Non lo faccio alla leggera, ma è la scelta giusta», ha detto il premier, perché lui non è disposto «a fare compromessi sulla sicurezza e la felicità dei nostri ragazzi». Il suo giudizio sulle piattaforme tech è stato categorico: «I social rendono i ragazzi infelici», ha detto.
È un bando che è modellato su quello già entrato in vigore l’anno scorso in Australia, ma Londra si spingerà oltre: sotto i 16 anni sarà anche vietato il livestreaming così come l’entrare in contatto online con sconosciuti e, infine, si sta considerando l’introduzione sotto i 18 anni di un «coprifuoco digitale» a partire delle 8.30 di sera e il blocco dello scrolling infinito, per evitare che gli adolescenti passino nottate incollati agli schermi.
Verrà anche impedito ai minori di accedere a chatbot sentimentali o erotici.
Il provvedimento sarà presentato in Parlamento entro Natale, con l’obiettivo di far entrare in vigore i divieti nella primavera dell’anno prossimo.
[...] Le big tech dovranno mettere in piedi degli stringenti sistemi di verifica dell’età, basati su carte d’identità digitali, carte di credito e anche screening facciali: le aziende inadempienti rischiano multe per decine di milioni.
Il capo del governo britannico ha ammesso che molti ragazzi proveranno ad aggirare i divieti, magari con l’uso di Vpn, le connessioni internet private: in Australia sono state disattivate quasi cinque milioni di utenze, ma si ritiene che il 70% degli adolescenti sia ancora sui social.
[...] Bisogna vedere come la prenderà Donald Trump, che è un campione delle tecnologie made in Usa, che sono le prime vittime dei nuovi divieti di Londra: il premier britannico incontra il presidente americano in questi giorni al G7 in Francia e il bando ai social potrebbe essere motivo di imbarazzo fra i due.
C’è poi un’altra questione: Starmer potrebbe essere fatto fuori nel giro di poche settimane e bisogna vedere se il suo successore considererà la battaglia contro i social media una priorità da portare avanti.
2 - UNA SCELTA IPOCRITA, VIETIAMOLI AGLI ADULTI
Estratto dall’articolo di Matteo Lancini per “la Stampa”
Tutti gli analisti seri sanno che si tratta di una legge non applicabile e per questo, probabilmente, a breve verrà approvata anche in Italia da politici di destra e di sinistra che non vanno d'accordo su nulla, se non sulle iniziative volte a limitare qualcosa ai minorenni del nostro Paese.
Fare leggi declamando i no che aiutano a crescere è facile, ma bisogna essere in grado di farle rispettare, altrimenti si perde la già poca credibilità che gli adulti conservano. I social andrebbero vietati immediatamente a tutti, e questo si sarebbe facilmente realizzabile, ma non otterrebbe il consenso del popolo votante.
[...] Vietare significherebbe cambiare la nostra vita e noi adulti non lo vogliamo fare. Spacciamo internet per tutto quello che ci serve e lo vorremmo limitare ai nostri figli e studenti perché a loro farebbe male. Si chiama dissociazione o ipocrisia, a voi la scelta.





