MILLS E UNA NOTTE: RUBY! - MA LA PRESCRIZIONE PER LE ACCUSE DI PROSTITUZIONE MINORILE E CONCUSSIONE SCATTERÀ SOLO NEL 2025 - IL POLIZIOTTO CHE ARRIVÒ A CASA DI RUBY E DI MICHELLE COINCEICAO: “AD APRIRE LA PORTA È STATA LA MINORE CHE ERA PRATICAMENTE NUDA. LE DUE SI ACCUSAVANO DI ESSERE PROSTITUTE” - BERLUSCAZZONE ALLA QUESTURA: “BISOGNAVA FARE ACCERTAMENTI IN UN CERTO MODO PERCHÉ C’ERANO INTERESSI NAZIONALI”…

Gianni Barbacetto per il "Fatto Quotidiano"

La via per il Quirinale è lastricata di mocio Vileda, per Silvio Berlusconi. Lo si è capito ieri, all'udienza del processo sul caso Ruby. Proprio ieri, sul Giornale, Paolo Guzzanti, tornato berlusconiano, si è detto convinto che la sentenza Mills ("assoluzione per prescrizione", la chiama) "rimette in pista" il Cavaliere, che potrebbe puntare nel 2013 alla presidenza della Repubblica. Tutto può essere, nella stralunata politica italiana. Certo che la corsa al Quirinale di Berlusconi, se mai ci sarà, avrà come contrappunto le udienze del processo più insidioso rimasto aperto a suo carico: quello sul caso Ruby.

Perché insidioso? Intanto perché in questo caso la prescrizione proprio non aiuterà l'imputato: scatterà solo nel 2025, dunque c'è tutto il tempo (salvo cataclismi) per celebrare i tre gradi di giudizio. E poi per il tipo di imputazioni. Berlusconi è accusato di prostituzione minorile, per aver coinvolto in comportamenti di tipo sessuale una minore, la marocchina Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori.

Ospite remunerata, non ancora diciottenne, delle feste di Arcore, che per la difesa erano "cene eleganti", per l'accusa celebrazioni del bunga-bunga. La seconda imputazione è quella di concussione, per le telefonate notturne che l'allora presidente del Consiglio fece da Parigi ai funzionari della questura di Milano, esercitando pressioni affinché la ragazza, fermata per furto il 27 maggio 2010, fosse rilasciata: per non creare incidenti diplomatici con l'allora presidente egiziano Mubarak, suo presunto zio.

La prima accusa (prostituzione minorile) è secondo il codice meno grave della seconda (concussione), ma per sua natura è destinata a mantenere viva l'attenzione del pubblico. Se n'è avuto un piccolo assaggio nell'udienza di ieri, quando a testimoniare è arrivata una spaesata vicina di casa di Ruby, che chiamò la polizia, la notte del 5 giugno 2010, spaventata dalle urla della ragazza e della sua coinquilina, la brasiliana Michelle Coinceicao.

"Questa gridava: ‘Non ti vuole neanche un vecchio'". Poi a testimoniare è toccato al poliziotto che arrivò all'alba nella casa sui Navigli dove Ruby viveva: "Ad aprire la porta è stata la minore che era praticamente nuda, aveva solo un perizoma. Le due si accusavano a vicenda di essere prostitute. La minore accusava la brasiliana di costringerla a pratiche sessuali con i suoi clienti". Karima viveva a casa di Michelle dalla notte del 27 maggio. Dopo le telefonate del presidente, era stata affidata, contro ogni regola, a Nicole Minetti, che si era presentata come "consigliera ministeriale", ma che poi l'aveva lasciata nelle mani di Michelle.

Dopo la lite furibonda del 5 giugno, Ruby viene accompagnata per accertamenti alla clinica De Marchi, dove racconta a un altro poliziotto che cosa le è accaduto: "Mi disse che la brasiliana l'aveva prima aggredita con un mocio e poi aveva tentato di strangolarla con il guinzaglio del cane". Entra dunque in scena il mocio, insostituibile strumento per le pulizie di casa, versione 2.0 del vecchio spazzolone.

"La ragazza aveva graffi, lividi e un segno sul collo". Il processo è ancora alle prime battute, non è ancora entrato nel vivo delle serate ad Arcore, ma già si annuncia imbarazzante per un candidato al Quirinale. E l'altra, più grave accusa di concussione? A questo proposito hanno portato acqua alle ragioni dell'accusa, ieri, altri testimoni, i poliziotti siciliani della questura di Taormina mandati nella notte del 27 maggio a verificare a casa dei genitori di Ruby se la ragazza fosse davvero "la nipote di Mubarak".

La richiesta di accertamenti arriva via fax dalla questura di Milano attorno alle 2.30 del 28 maggio. "Prima però - racconta un agente - in un colloquio telefonico mi dissero che bisognava fare accertamenti in un certo modo perché c'erano interessi nazionali. Dovevamo contattare la famiglia per fare una sorta di riconoscimento e vedere se l'asserita parentela con l'egiziano Mubarak fosse vera". Non fu difficile: "I genitori risposero: ma è impossibile, guardate che noi siamo marocchini!".

Gli esiti delle verifiche sono completati attorno alle 4 del mattino. Alle 4.10 vengono comunicati a Milano. La ragazza è minorenne, non ha i documenti, non è la nipote di Mubarak. Dovrebbe dunque essere mandata in comunità, o trattenuta in questura. Ma i funzionari non avevano neppure aspettato la relazione dalla Sicilia: alle 2, Ruby era già uscita dalla questura in compagnia di Nicole Minetti e Michelle Coinceicao. Grazie alle provvidenziali telefonate arrivate da Parigi. Anche quelle telefonate sono piuttosto imbarazzanti, per un candidato al Quirinale.

 

SILVIO BERLUSCONIRUBY a RUBYRUBYBERLUSCONI-RUBYrubyRUBY DISCO MILANONICOLE MINETTI IN USA DAL SUO PROFILO TWITTER

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…