mario draghi

DRAGHI STAVOLTA NON NE HA AZZECCATA MEZZA - CLAUDIO VELARDI CAZZIA SUPER MARIO: "NELLA CONFERENZA STAMPA DI FINE ANNO HA INANELLATO ERRORI POLITICI IN SERIE, METTENDO IN FIBRILLAZIONE IL PAESE PRIMA E PIÙ DEL DOVUTO, E RISCHIANDO ANCHE DI VANIFICARE I PERSONALI, BRILLANTISSIMI PERCORSI DI CARRIERA AMPIAMENTE ANNUNCIATI. HA SBAGLIATO I TEMPI E HA PECCATO DI UNA HYBRIS STRABORDANTE O, PEGGIO, DI UNA SCONFORTANTE INGENUITÀ PERCHÉ…"

Claudio Velardi per www.huffingtonpost.it

 

Claudio Velardi

Spiace dirlo, perché da queste parti la stima nei confronti dell’uomo è grande, ma nella conferenza stampa di ieri mattina Mario Draghi ha inanellato errori politici in serie, mettendo in fibrillazione il paese prima e più del dovuto, e rischiando anche di vanificare i personali, brillantissimi percorsi di carriera ampiamente annunciati.

 

Partiamo dai tempi. Il presidente del Consiglio in carica non era affatto obbligato a spendere parole sulla lontana partita del Quirinale, e di certo non gli sarebbero mancate quelle giuste per scacciare le mosche ronzanti della stampa adorante: abbiamo più volte sperimentato la sua abilità dialettica, quel modo laconico, ironico e definitivo di sfuggire ad argomenti che non intende trattare.

 

MARIO DRAGHI

Avrebbe dovuto farlo anche ieri. Qualunque mediocre conoscitore di politica sa che la partita della Presidenza della Repubblica – per storia, tradizione, modalità di votazione, caratteristiche del ruolo – si risolve all’ultimo secondo e con esiti mai previsti anzitempo: bastava chiedere a un decente staffista un appunto sulla stampa quotidiana nei mesi precedenti le elezioni presidenziali degli ultimi 70 anni per averne conferma (e anche per verificare che nessuno dei 12 Presidenti eletti ha mai pronunciato parola nei mesi precedenti il voto).

 

mario draghi 2

Infine: qualunque essere umano pensante – sia esso un politico, un capitano di industria o un pilota automobilistico – sa che ogni sfida ha il suo momentum, ed è quello e non un altro. Governare il tempo è essenziale, forzarne l’eterna scansione può risultare letale. Solo una hybris strabordante o – peggio – una sconfortante ingenuità può farti immaginare di prescinderne.

 

Veniamo all’errore politico in senso stretto. Mario Draghi ha legato con un triplo nodo l’attuale maggioranza di governo, quella che dovrà eleggere il Presidente e il proseguimento della legislatura fino a scadenza naturale. Un nodo aggrovigliatissimo che solo il suo ruolo demiurgico, in sostanza, sarebbe in grado di sciogliere (anche se questo – come è ovvio – Draghi non l’ha detto).

 

conferenza stampa di fine anno di mario draghi 2

Per prima cosa, ricorda bene Renzi stamattina su Repubblica, non è affatto detto che la maggioranza di governo debba coincidere con quella che elegge il Presidente. Non solo si sono differenziate altre volte, compresa l’ultima, ma è corretto costituzionalmente tenerle ben distinte: con una governi il paese nelle diverse contingenze, con l’altra introni per 7 anni il garante supremo degli equilibri nazionali, sciolto da ogni vincolo di appartenenza politica (senza dimenticare che della maggioranza che Draghi vorrebbe replicare, non fa parte quello che viene indicato come il primo o secondo partito d’Italia).

 

conferenza stampa di fine anno di mario draghi 3

In secondo luogo, in una conferenza stampa di fine anno, il Presidente del Consiglio pro-tempore non può avere un atteggiamento così distaccato e snobistico riguardo al governo che lui (e non altri) presiede.

 

Lui (e non altri) è stato chiamato – per profilo, prestigio, autorevolezza – a far fronte ad una gravissima emergenza sociale, politica e istituzionale. Il suo governo ha finora risposto bene (contrasto alla pandemia, Pil che cresce, PNRR in marcia, ruolo internazionale dell’Italia, etc…). Ora non può dirci giocosamente che il paese andrà avanti, chiunque ricoprirà la sua casella. E, in ogni caso, se ritiene il compito del suo governo esaurito, abbia lo stomaco di dirlo esplicitamente: di fronte al virus che non si arrende, ai piani del PNRR da mettere a terra (e in una situazione politica di totale incertezza, che lui stesso ieri ha alimentato).

 

mario draghi

In sintesi – anche volendo aderire al disegno astratto adombrato ieri da Draghi – chi da una posizione di massima responsabilità indica ambiziosi traguardi politici (maggioranze per questo e per quello, elezioni a scadenza naturale) ha il dovere di indicare come arrivarci: tappe di avvicinamento, tavoli di dialogo, processi da mettere in campo. Senza limitarsi a rilanciare una palla avvelenatissima ai poveri partiti.

 

conferenza stampa di fine anno di mario draghi 1

Ai quali oggi va tutta la mia comprensione. Si sono affidati per necessità ma con generosità ad una personalità preclara che – mi scusi il Presidente del Consiglio – dà l’impressione di volerli utilizzare come taxi per raggiungere – ovviamente legittimi – obiettivi suoi. Se mai dovessero ritrovare dignità, i medesimi, disordinati, scalcinati partiti italiani potrebbero anche lasciarlo a piedi. Non c’è assolutamente da augurarselo. Ma Mario Draghi i passi falsi di ieri mattina poteva evitarli.

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