conte draghi

“DRAGHI VUOLE UN’ECONOMIA DI GUERRA” – GIUSEPPE CONTE TORNA A PUNGERE IL SUO SUCCESSORE A PALAZZO CHIGI SUL CONFLITTO TRA RUSSIA E UCRAINA E SUL REPORT PER LA COMPETITIVITÀ IN EUROPA - "CON LA RIMOZIONE DEI LIMITI BEI AGLI INVESTIMENTI MILITARI, CI SI AVVIA VERSO UNA TRANSIZIONE, VERDE SÌ, MA VERDE MILITARE" – LE DIVISIONI CON I DEM SULLA POLITICA ESTERA (“NON SI È MAI VISTO UN GOVERNO PROGRESSISTA BELLICISTA”), IL NO A RENZI, SALVINI (“NON GLI AUGURO LA CONDANNA MA IO MI SONO DIFESO NEL PROCESSO SENZA ACCUSARE I MAGISTRATI”) E LA QUERELLE CON GRILLO: “NON VEDO IL RISCHIO SCISSIONE PER IL M5S”

Francesca Schianchi per “la Stampa” - Estratti

 

conte draghi

«Non auguro a Matteo Salvini una condanna penale, come a nessun avversario politico», premette il leader del M5S Giuseppe Conte iniziando questa intervista in cui, dal caso Open Arms, il discorso si allarga ai presunti complotti contro il governo, al rapporto Draghi, fino all'atteggiamento da tenere sulle guerre e al futuro del Movimento e dell'alleanza progressista.

 

Andando con ordine: sono stati chiesti 6 anni per Salvini e la reazione del governo è stato l'attacco ai pm. Che effetto le fa?

«Quando è capitato a me di essere chiamato dalla magistratura a rispondere di scelte difficili fatte durante la pandemia, io non l'ho accusata di imbastire processi politici, né ho invocato il popolo a intervenire in mio favore. Mi sono difeso con serenità e la mia posizione è stata archiviata con formula piena, mentre Giorgia Meloni mi dava del criminale e la fondazione di Alleanza nazionale finanziava l'associazione che ha fatto l'esposto a Bergamo».

 

conte draghi

Ai tempi del caso Open Arms lei era presidente del Consiglio: si rimprovera qualcosa in quella vicenda?

«L'accusato non sono io. In questo processo sono stato testimone di fatti a mia conoscenza, ed è noto che scrissi invano a Salvini due lettere per sollecitare lo sbarco dei più vulnerabili».

 

Si pente di aver firmato con Salvini i decreti sicurezza?

«Con il governo Conte due, la prima cosa che abbiamo fatto è stato cambiare quei decreti».

 

Secondo la premier Meloni la richiesta dei pm è «incredibile».

GIUSEPPE CONTE E MARIO DRAGHI

«Nel rapporto con la magistratura, la destra mostra i suoi evidenti limiti culturali: uno dei principi fondamentali della nostra democrazia è l'uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge. E questo vale anche per chi ha ruoli di governo, che non possono diventare spazi di impunità».

 

Dice il presidente del Senato La Russa che i pm interpretano e correggono le leggi.

«Di fronte ai processi reagiscono sempre così, che si tratti di Delmastro, di Santanchè, di Toti, si arroccano sempre in una difesa corporativa, aizzando il popolo contro la magistratura accusata di intervenire a orologeria per finalità politiche. Ovviamente questo vale solo quando a essere indagati sono loro e i loro sodali».

 

elly sclhein matteo renzi giuseppe conte partita del cuore

Attaccano la magistratura ma sono diffidenti anche con la polizia, i servizi segreti, che sta succedendo?

«È sintomo di grande debolezza. Le sorelle Meloni si stanno ormai perdendo tra complotti, continue bonifiche degli uffici, allontanamento del personale anche di polizia: sono entrate in piena sindrome da accerchiamento. E secondo me fanno bene a preoccuparsi, ma sbagliano mira».

 

(...)

 

Sulla difesa di Salvini sono compatti, meno su temi di governo: sulla tassa sugli extra profitti su cui lei insiste ci sono pareri diversi...

«Abbiamo bisogno di una provvista finanziaria per venire incontro a famiglie e imprese in difficoltà, la possiamo ricavare dai profitti extra di banche, industria delle armi, società energetiche e farmaceutiche, assicurazioni. Giorgia Meloni si faccia coraggio e dimostri che non è ricattabile».

renzi marattin conte partita del cuore

 

(...)

Su una cosa lei però è d'accordo col governo: il no all'uso delle armi donate all'Ucraina in territorio russo.

«Trovo la posizione del governo ipocrita. Se l'obiettivo di Meloni è vincere la guerra con la Russia, come ha dichiarato in Parlamento, allora non può inviare armi imponendo un limite di utilizzo. Sta inaugurando il "bellicismo pavido"».

 

Allora non dovrebbe inviare armi, intende. Voi del M5S avete votato contro in Parlamento.

«Occorre investire seriamente in un progetto di pace. E mi lascia costernato che i governi che si sono succeduti abbiano interrotto la nobile tradizione italiana di grande capacità diplomatica e visione multipolare. Siamo schienati a una prospettiva di guerra a oltranza, con un'Europa non pervenuta, senza capacità di costruire un orizzonte di pace e sicurezza che regga la sfida del futuro: tutti i Paesi Nato a fare la guerra contro la Russia e il resto del mondo».

 

Vede il rischio vero di una guerra Russia-Nato?

BEPPE GRILLO - GIUSEPPE CONTE - MARIO DRAGHI - BY EDOARDO BARALDI

«Ci stiamo avvicinando, passo dopo passo».

 

Perché dice «i governi che si sono succeduti»: è una critica anche al governo Draghi?

«La critica vale sicuramente anche per il governo Draghi. Le condizioni migliori per concludere un negoziato di pace furono poco dopo l'aggressione russa, e non c'è stato nessun tentativo di rendere l'Italia protagonista di un negoziato di pace».

 

A proposito di Draghi: ha letto il suo report sulla competitività in Europa? Che ne pensa?

«È assolutamente condivisibile l'obiettivo di realizzare grandi piani di investimento per rendere l'Europa più competitiva, finanziandoli anche con debito comune europeo. È stata la nostra grande vittoria in Europa nel 2020, mentre ora Meloni torna indietro con il patto di stabilità. Fa piacere che ora parta il solito codazzo di osanna di giornalisti e politici per Draghi che dice queste cose, mentre noi che ci battiamo da sempre contro l'austerità siamo considerati pericolosi populisti».

conte draghi grillo 4

 

Presidente, si toglie un sassolino dalle scarpe, ma alla fine è d'accordo con Draghi...

«Nel rapporto manca però lo sviluppo di più efficaci politiche fiscali per contrastare gli abusi dei giganti del web, ed è assolutamente inaccettabile la certificazione di un'economia di guerra, con il passaggio dal welfare al warfare».

 

Cosa intende?

«Con la rimozione dei limiti Bei agli investimenti militari e delle limitazioni della finanza europea per le industrie belliche, con la revisione dei parametri della finanza etica, si asseconda un completo stravolgimento del quadro regolatorio europeo in direzione di una transizione, verde sì, ma verde militare».

GIUSEPPE CONTE DOPO L INCONTRO CON MARIO DRAGHI A PALAZZO CHIGI

 

Anche sul conflitto mediorientale lei è critico col governo: cosa dovrebbe fare?

«Da Gaza si leva un assordante grido di dolore verso il mondo intero che assiste indifferente. Non avrò pace finché il governo non alzerà la testa e si batterà in tutte le sedi per ottenere il cessate il fuoco, il riconoscimento dello Stato di Palestina e non sosterrà l'azione legale contro il governo israeliano davanti alla Corte di giustizia internazionale. E, a livello europeo, mi aspetto che faccia immediatamente due cose».

 

Cosa?

«Mi aspetto che il governo italiano sia in prima linea ora che si discuteranno le sanzioni contro i ministri israeliani per le ignobili politiche di occupazione della Cisgiordania, e che si faccia promotore dell'embargo assoluto di armi a Israele finché non terminerà il conflitto».

 

Sulla politica estera ci sono le divisioni più profonde nell'alleanza di centrosinistra: sono ricomponibili?

matteo salvini giuseppe conte

«Se si vuole costruire un'alternativa al governo Meloni in direzione progressista, bisogna essere conseguenti: non si è mai visto un governo progressista bellicista».

 

È sempre dell'idea che Renzi non possa farne parte?

«Vedo dai sondaggi che la pensano come me non solo gli elettori del M5S, ma anche quelli del Pd e di AvS».

Presidente, sono appena uscite indiscrezioni secondo cui Grillo sarebbe molto risentito con lei, «vuole farmi fuori», avrebbe detto…

«Non troverete mai una mia dichiarazione o un atto che attesti la mia volontà di far fuori Grillo. Ma nessuno può ostacolare o impedire il processo costituente».

 

C'è il rischio che al termine della Costituente ci sia una scissione del Movimento?

«Sarebbe una contraddizione con la storia del M5S, nato per realizzare la più ampia partecipazione popolare. Proprio ora che stiamo facendo questo esperimento rivoluzionario di democrazia partecipativa? Non vedo questo rischio».

MARIO DRAGHI GIUSEPPE CONTE

 

mario draghi giuseppe conteu

(...)

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....