putin russia gay

LA RUSSIA NON E’ UN PAESE PER FROCI - BACI E CAREZZE IN PUBBLICO DA PUNIRE CON LA GALERA: LA DUMA RESPINGE DISEGNO DI LEGGE MA RESTA VIETATA LA PROPAGANDA GAY - PIU’ DELLA META’ DEI RUSSI CONDANNA L’OMOSESSUALITA’: C’È CHI LA VEDE COME UNA “MINACCIA PER IL DESTINO DELLA SPECIE”

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Carlo Antonio Biscotto per il “Fatto Quotidiano”

 

C' è mancato poco che per una carezza in pubblico gli omosessuali russi finissero in galera per 15 giorni. Un disegno di legge anti gay - presentato da due deputati del Partito comunista - è stato bocciato dalla Duma sulla base di "motivi formali", secondo quanto ha scritto ieri sulla sua pagina Facebook il deputato di opposizione Dmitri Gudkov.

 

La comunità tira un sospiro di sollievo ma resta il fatto che la Russia non è un Paese per gay. Nel 2013 la Duma ha approvato una prima legge che proibisce ogni forma di propaganda gay e vieta i Gay Pride.
 

La legge, che ha una formulazione vaga, vieta di parlare positivamente dell' omosessualità e, di conseguenza, di difendere i diritti civili dei gay. Così mentre in Europa le coppie dello stesso sesso si battono (spesso vincendo) per ottenere dallo Stato il riconoscimento del matrimonio gay e il diritto di adottare, la Russia rema controcorrente incurante delle pressioni occidentali e - bisogna dirlo - con l' approvazione della stragrande maggioranza della popolazione.
 

Per i russi l' omosessualità è un attentato alla moralità pubblica e, secondo un recente sondaggio, oltre la metà la condanna apertamente; solo il 15% la giudica alla stregua di un orientamento sessuale che va rispettato. Il dato più preoccupante: l' omofobia è in aumento. Nel 1995 - a due anni dalla depenalizzazione dell' omosessualità - il 20% circa dei russi riteneva che etero e gay dovessero avere i medesimi diritti.

 

PUTIN RUSSIA GAYPUTIN RUSSIA GAY

In questo contesto è partita la nuova offensiva, che però, stavolta la Duma ha rigettato: come già in occasione della legge contro la propaganda gay, il pretesto è quello della cattiva influenza sui giovani dell' esibizione dell' omosessualità in pubblico. Ivan Nikitchuk, parlamentare del Partito comunista e firmatario del disegno di legge, ha dichiarato che la legge del 2013 si è rivelata "quanto mai inefficace".
 

A suo dire "l' omosessualità è una enorme minaccia per ogni persona normale e può influire negativamente sui figli e sui nipoti con effetti nefasti sul destino della specie".
Qualche giorno dopo, intervistato da un emittente radiofonica, ha precisato che la legge non colpisce le donne che notoriamente sono "molto più ragionevoli".
 

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In una società percorsa da violente ondate di omofobia, il presidente Putin è diventato abile nell' arrampicarsi sugli specchi. Da un lato incoraggia e autorizza, spesso senza darlo a vedere, l' adozione di misure repressive nei confronti dei gay, dall' altro per smorzare le polemiche, rilascia di tanto in tanto dichiarazioni di condanna dell' omofobia pur affermando che "le relazioni sessuali non tradizionali" rischiano di diventare uno strumento di corruzione morale.
 

Che la legge anti effusione non avrebbe avuto un percorso facile si era capito dopo la discussione in commissione affari costituzionali; i deputati l' hanno accolta con una certa freddezza sostenendo che il testo è formulato in maniera vaga, è di difficile interpretazione e che, parte le belle intenzioni, non si capisce con quali strumenti possa essere attuato. C' è da aggiungere che sul disegno di legge il Cremlino non si era espresso; come dire che non c' era un appoggio del governo.
 

PUTIN A TORSO NUDOPUTIN A TORSO NUDO

In Russia essere gay non è tecnicamente un reato, ma è una condizione che espone a rischi - anche fisici - e discriminazioni di ogni genere. Secondo Human Rights Watch, la legge del 2013 ha alimentato le violenze contro gay e transessuali. Molti esponenti della comunità gay hanno parlato di percosse, di umiliazioni, di mobbing sul posto di lavoro e di continue offese che non fanno distinzione tra gay, da un lato, e pedofili, dall' altro.

 

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