guido crosetto giorgetti

TRA GIORGETTI E CROSETTO È GUERRA APERTA – IL MINISTRO DEL TESORO RIBADISCE CHE L'ITALIA NON RICORRERA’ ALLA DEROGA AL PATTO DI STABILITÀ PER COMPRARE ARMI. E IRONIZZA SUL COLLEGA DELLA DIFESA: “CROSETTO MI HA MANDATO LA LISTA DELLA SPESA, NON HO AVUTO IL CORAGGIO DI GUARDARLA, TEMO SIA LUNGA. PER GLI STATI MAGGIORI È IL LORO MOMENTO, È COME IL NATALE” – LA REPLICA PICCATISSIMA DI CROSETTO: “PURTROPPO NON È NATALE, NON C'È NULLA DA FESTEGGIARE, NON CI SONO LISTE DELLA SPESA MA VIVIAMO TEMPI DRAMMATICI. MI FA PIACERE CHE GIANCARLO NON ABBIA PERSO IL SENSO DELL’UMORISMO CHE IO FATICO A RITROVARE, PERCHÉ LAVORO PENSANDO AGLI SCENARI PER DIFENDERE LA NAZIONE…”

Estratto dell’articolo di Luca Monticelli per “La Stampa”

 

giancarlo giorgetti guido crosetto

Giancarlo Giorgetti intravede segnali positivi per l'Italia. Una fiducia che però non trova riscontro nel Documento di finanza pubblica presentato dal governo, né nelle analisi delle varie istituzioni economiche come l'Istat e la Banca d'Italia che invece temono contraccolpi dalle politiche commerciali degli Stati Uniti.

 

L'Ufficio parlamentare di bilancio calcola un impatto dei dazi su tutti i settori con un effetto sul mercato del lavoro pari a 68 mila occupati in meno. Per Confindustria «Transizione 5.0 non funziona, il costo del credito è ancora alto, gli investimenti sono fermi e l'incertezza ai massimi». [...]

 

UNIONE EUROPEA – ARMI E DIFESA

Eppure il titolare del Tesoro, che in serata battibecca con Crosetto sulle spese militari, è ottimista e ritiene che le stime di crescita per il 2025 – già dimezzate dall'1,2% allo 0,6% e con il rischio di scendere allo 0,3% a causa della crisi dei dazi – alla fine saranno migliori del previsto.

 

Giorgetti lo dice chiaramente ai parlamentari durante l'audizione sul Dfp: «Sembra prospettarsi uno scenario meno avverso di quello messo in conto nelle previsioni ufficiali, più favorevole sia in termini di esito finale dei dazi a livello internazionale, sia di variabili esogene quali i prezzi dell'energia e i tassi d'interesse che condizionano la crescita». […]

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti guido crosetto

L'ottimismo di Giorgetti è alimentato dall'atteggiamento delle agenzie di rating che hanno migliorato il giudizio sull'Italia, e dalla richiesta dei Btp che godono di una domanda «da fare invidia» ai Treasury americani. […]

 

E quindi non resta che blindare i conti con buona pace della maggioranza e delle promesse elettorali: una finanza pubblica in ordine «rappresenta una solida base a fronte dell'incertezza», evidenzia Giorgetti che ammette: «Facendo un esempio calcistico, credo che la prima cosa che si deve fare sia non prendere goal. Io ho un debito da gestire che grava per circa 90 miliardi di interessi, divora ogni tipo di spesa, anche la più nobile come quella per la sanità e la scuola».

 

giorgia meloni con guido crosetto nella camionetta dell esercito 5

Per il momento, niente scostamento di bilancio né per la difesa né per i dazi: «Prima di prevedere spese supplementari voglio sapere dove vanno a finire e per quale motivo le devo fare», insiste il ministro. Stesso discorso per la deroga al patto di stabilità per comprare armi: «In questo momento il governo italiano non la utilizzerà. Noi riteniamo che sia corretto e giusto aspettare il vertice Nato di giugno 2025 per vedere l'orientamento generale». Peraltro, e questo lo rileva l'Upb, l'utilizzo della clausola per la difesa ritarderebbe l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo.

 

Lo stop al potenziamento degli armamenti non fa piacere a tutti nell'esecutivo: «Crosetto mi ha mandato la lista della spesa l'altro ieri, non ho avuto il coraggio di guardarla, temo che sia lunga. Per gli Stati Maggiori è il loro momento, è come il Natale», ironizza il responsabile del Tesoro.

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse 2

A stretto giro arriva la risposta piccata di Crosetto: «Purtroppo non è Natale, non c'è nulla da festeggiare, non ci sono liste della spesa ma viviamo tempi drammatici». Il ministro della Difesa dice di non avere il senso dell'umorismo del collega perché pensa agli scenari che potrebbero essere costretti ad affrontare i soldati: «Loro sanno meglio di tutti che non si parla di giocattoli per divertirsi – sottolinea Crosetto – ma di armi con cui proteggere la loro nazione».

guido crosetto e giorgia meloni alla camera foto lapresse

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...