goffredo bettini conte casalingo mattarella

DAGOREPORT, IL PARTITO DI CONTE -  È DA UN MESE CHE I DUE SORCI CASALINO E BETTINI PORTANO AVANTI L’IDEA CHE UN PARTITO DI CONTE POSSA RACCOGLIERE IL 15% ALLA PROSSIMA TORNATA ELETTORALE. E TA-ROCCO ESPONE I DATI DEL SONDAGGISTA DI PALAZZO CHIGI, PAGNONCELLI. MENTRE ALESSANDRA GHISLERI È CONVINTA CHE IL SUO ALTO GRADIMENTO HA ORIGINE DA UN “FATTO EMOZIONALE” LEGATO ALLA PANDEMIA E UNA LISTA CONTE PUÒ TOCCARE IL 3/4% - INTANTO, MATTARELLA VA DICENDO A TUTTI CHE NON SI PUÒ VOTARE IN TEMPI DI PANDEMIA FUORI CONTROLLO: SIETE PRONTI AD ANDARE ALLE URNE ENTRO GIUGNO, PRIMA CHE INIZI IL “SEMESTRE BIANCO”? INSOMMA, SI STA GIOCANDO UNA PARTITA A POKER, OGNUNO CON IL SUO BLUFF IN MANO...

goffredo bettini gianni letta giuseppe conte

DAGOREPORT

Fautori indefessi di un Conte forever, è da un mese che i due sorci Casalino e Bettini intrattengono frequenti rapporti telefonici. Ta-Rocco porta avanti l’idea che un partito di Conte possa raccogliere il 15 per cento alla prossima tornata elettorale ed espone i dati del sondaggista di Palazzo Chigi, Pagnoncelli. Mentre l’altra campana, quella di Alessandra Ghisleri, è convinta che il suo alto gradimento tra gli italiani ha origine da un “fatto emozionale” legato alla pandemia e una lista Conte può toccare il 3 o 4 per cento. 

franceschini bettini

 

Da parte sua Goffredo Bettini ha già fatto di dire a Franceschini, capodelegazione dem nell’esecutivo: ”Se si aprisse la crisi, tanto varrebbe andare a votare. Conte contro Salvini e ce la giochiamo”. Prefigurando una coalizione composta da M5S, Pd, una lista di sinistra e “una lista Conte”. Ovviamente Italia Viva sarebbe fuori dalla squadra, “perché chi ha provocato la crisi poi non potrebbe pensare di stare con noi”.  E ancora: “Numericamente sarebbe una sfida bilanciata con il centrodestra, mi spiego? E poi Conte è nato con la camicia...”.

 

Intanto, sul colle del Quirinale, Mattarella va dicendo a tutti che non si può votare in tempi di pandemia fuori controllo e getta acqua sul fuoco: siete pronti ad andare alle urne entro giugno, prima che inizi il “semestre bianco”? Insomma, si sta giocando una partita a poker, ognuno con il suo bluff in mano.

 

IL PARTITO DI CONTE

Carlo Bertini per “La Stampa”

Conte Casalino

 

Goffredo Bettini, lei intrattiene costanti relazioni con tutti i leader, Renzi compreso, ed è un protagonista della vita politica molto ascoltato, non solo da Zingaretti.

 

Pensa che il governo Conte riuscirà ad andare avanti? E a quali condizioni?

«Andrà avanti. Non ci sono alternative. Ricordo poi che fino a ora il governo ha lavorato bene. Conte ha un alto gradimento tra gli italiani, nonostante abbia dovuto affrontare emergenze tremende. Le condizioni auspicabili? Nella fase della ricostruzione del Paese occorre una maggioranza più unita, autorevole, salda attorno ad una visione comune. Il Pd da settimane lavora per questo. Il contributo del premier è decisivo».

 

Bettini e Zingaretti

Se cadesse Conte si scivolerebbe verso le urne?

«Sono convinto di sì. Se si rompe, non si è in grado di ricomporre i cocci. Sarebbe comunque una tragedia, a fronte del dolore grande per la pandemia e l' incertezza economica e occupazionale».

 

E per il Pd con quale schema? Pd e 5Stelle alleati e Conte candidato premier con una sua lista?

«Lo schema lo deciderebbero i partiti in un confronto democratico al loro interno.

Per quanto mi riguarda, avanzo un ragionamento logico: l' attuale alleanza ha fatto del bene all' Italia e avrebbe il dovere di ripresentarsi agli elettori. Conte deciderebbe in autonomia il ruolo da interpretare. La sua leadership non è mai stata discussione. Sarebbe comprensibile che la forza che ha nel Paese si trasformasse in un soggetto politico. Ripeto, tuttavia, che non è un tema all' ordine del giorno».

renzi franceschini by osho

 

Pochi credono che rinuncereste alla gestione dei 200 miliardi del Recovery Fund e alla nomina del nuovo Capo dello Stato...

«Non vogliamo rinunciare alle prove che ci attendono.

Ma deve essere chiaro: lo stillicidio delle ripicche e dei continui rilanci deve finire.

Ci porterebbe al fallimento.

Allora, meglio il voto. Ognuno si assumerebbe le proprie responsabilità».

 

Nell' Italia squassata dalla pandemia non sarebbe più adatto un governo di transizione retto da tecnici e alte professionalità invece di una maggioranza politica rissosa e divisa?

«Ma, appunto, va evitata a tutti i costi una maggioranza rissosa e divisa. Il lavoro sulla legge di bilancio è stato positivo, con il contributo di tutti. Per quanto riguarda i tecnici, l' Italia e il Pd hanno già dato. Se la politica stenta, occorre correggerla, rafforzarla, renderla più autorevole e persuasiva. Non abrogarla.

Zinga di Maio Conte Renzi

Altrimenti il rapporto tra democrazia e popolo non potrà che peggiorare».

 

Un consiglio a Conte per rilanciare il suo ruolo?

«Non do consigli. Insisto su un punto. Stiamo affrontando una tempesta: è ancor più indispensabile preparare con cura i dossier, far lavorare i ministri collegialmente, rispettare i passaggi politici necessari per informare e unire i partiti che sostengono il governo. La politica e il governo sono un tutt' uno. Altrimenti l' opinione pubblica si fa l' idea che c' è chi lavora per i cittadini e chi pensa alle manovre e al potere. È un' idea letale, che non regge, non realistica; che ci porterebbe tutti alla sconfitta. Se ci sono derive in questo senso, da una parte o dall' altra, vanno immediatamente arrestate».

 

Zingaretti e Di Maio dovrebbero entrare come vicepremier nel governo per far posto a Renzi quale ministro degli Esteri?

conte zinga di maio speranza

«Il riassetto si potrà valutare solo dopo la fine dell' emergenza sanitaria. Ma è un compito del premier. Il Pd ha invocato una ripartenza politica. Non nuovi organigrammi. Orlando e Franceschini sono impegnati nei tavoli unitari sul programma di fine legislatura e sui nodi più urgenti da sciogliere in Parlamento. È utile riprendere subito questo lavoro. Non riguarda solo il Recovery Fund, ma altre questioni decisive per andare avanti, come la legge elettorale, gli effetti della fine del blocco dei licenziamenti, la distribuzione efficiente del vaccino contro la pandemia. Oggi si avrà la prima vaccinazione simbolica allo Spallanzani. È un grande fatto di speranza. Ma dobbiamo essere molto attenti a non suscitare illusioni: la maggioranza degli italiani potranno usufruire del vaccino in quantità sufficienti solo tra qualche mese».

RENZI FRANCESCHINI

 

A Roma alla fine punterete su Calenda?

«Non mi occupo di Roma. Calenda è un uomo di notevole intelligenza e capacità di governo. Ma spetta anche al Pd valutarne la compatibilità politica. C' è ancora troppa asprezza da parte sua».

 

Cosa è rimasto oggi dello spirito del Lingotto con cui diede vita con Veltroni al PartitoDemocratico? È giusto procedere con una legge proporzionale che per certi versi sarebbe un ritorno alla Prima Repubblica?

marianna madia tra veltroni e bettini

«Veltroni ha fondato il Pd quando pareva possibile nel Paese uno schema bipartitico. La vocazione maggioritaria fu un' ispirazione generosa, appassionata, allora realistica. Veltroni la interpretò in modo straordinario. Fu tra gli ultimi aneliti di una politica civile, fondata su una visione e su una proposta. Intimamente antipopulista. È durata poco, per le precoci dimissioni del segretario.

chicco testa veltroni e bettini

Pretendere che il Pd rilanci questa ambizione oggi sarebbe presuntuoso e arrogante. Ci isolerebbe, come è accaduto nelle ultime elezioni politiche, nelle quali parte del nostro popolo si è riparato sotto altre bandiere; persino quelle di destra. Il proporzionale, al contrario, potrebbe favorire maggiormente il radicamento di ogni forza democratica e la pazienza e l' umiltà unitaria verso gli altri».

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