may merkel thatcher

MAY PIU' SENZA - CHI E’, CHI NON E’, CHI SI CREDE DI ESSERE THERESA MAY, LA NUOVA THATCHER CHE SI È PRESA DOWNING STREET 26 ANNI DOPO MAGGIE - VIENE CHIAMATA LA MERKEL INGLESE, NEL PARTITO LA DEFINISCONO “NOIOSA MA AMBIZIOSA” - LA PASSIONE PER LE SCARPE

THERESA MAY 2THERESA MAY 2

Enrico Franceschini per “la Repubblica”

 

L’abito non fa il monaco, ma qualche volta fa il primo ministro. Quando nel 1997 Theresa May entra in parlamento, giovane deputata neo eletta, sceglie un vestito blu della stessa tonalità di quelli spesso indossati da Margaret Thatcher a Downing Street. Ora che sta per andare ad abitare allo stesso indirizzo, il Daily Mail le appiccica l’etichetta di “nuova Thatcher”, e non solo per l’abbigliamento. Sarà la seconda donna primo ministro nella storia della Gran Bretagna, per cui è naturale evocare la “lady di ferro”.

 

Hanno le stesse iniziali, capovolte. Sono giunte al traguardo più o meno alla stessa età: a 59 anni la May, a 55 la Thatcher. In più, fisicamente, un po’ si somigliano. E per restare al guardaroba, se Maggie aveva una predilezione per le borsette, Theresa impazzisce per le scarpe: il primo motivo per cui è stata notata in politica, dal giorno che ne calzò un paio leopardate a un congresso conservatore. «Sì, mi piacciono, e allora? », risponde in proposito, rivelando un’altra passione: i libri di ricette di Jamie Oliver, lo chef che ha insegnato la cucina italiana agli inglesi.

theresa may  e david camerontheresa may e david cameron

 

Ma più della Thatcher, osserva il Financial Times, la donna che domani diventa premier britannico ricorda un’altra formidabile leader europea: Angela Merkel. Come la Merkel, è figlia di un pastore protestante. Come la Merkel, non ha avuto figli. Come la Merkel, ama le vacanze in montagna. E come la Merkel è più pragmatica che idealista, più concreta che carismatica. «Noiosa e ambiziosa», la definisce un veterano dei Tories. L’Inghilterra della sua giovinezza, naturalmente, era più vivace della Germania Est dell’odierna cancelliera tedesca.

 

SCARPE MAYSCARPE MAY

Dopo un’educazione tutta casa, chiesa e scuola, la Theresa che arriva a Oxford nei primi anni ’70 sente lo spirito del tempo: non a caso conosce in discoteca il futuro marito, presentatole da una compagna di studi, Benazir Bhutto (futura premier del Pakistan). Balla per qualche stagione al ritmo degli Abba: “Dancing Queen” è ancora adesso una delle sue canzoni preferite.

 

Già all’università, tuttavia, frequenta i circoli del partito conservatore; e il futuro consorte è un giovanotto riservato, gentile, educato. Lei con laurea in geografia, lui in economia, finiscono entrambi a lavorare nella City: il coniuge è ancora lì, banchiere di successo, Theresa invece sente il richiamo della politica. Si candida deputata, viene sconfitta due volte, al terzo tentativo approda alla camera dei Comuni.

 

Ideologicamente è una liberal- conservatrice. Al suo primo congresso fa sollevare sopracciglia definendo i Tories un “nasty party”, partito antipatico, che parla a un elettorato troppo ristretto. Non è femminista: «Credo nella meritocrazia, anche per noi donne», afferma, considerando le quote «una forma di discriminazione al contrario». Però ha una certa coscienza sociale. Seria, diligente, poco appariscente, va d’accordo con tutti i leader affrontati e battuti da Blair.

la collezione di abiti e borse di margareth thatcher 3la collezione di abiti e borse di margareth thatcher 3

 

Dopo tredici anni all’opposizione, quando finalmente i conservatori riconquistano il governo, Cameron le affida un ministero importante: gli Interni. La May lo tiene sei anni, più a lungo di chiunque nel dopoguerra. Mostrando carattere: riesce a espellere Abu Qatada, un predicatore estremista, ma rifiuta l’estradizione negli Usa di un inglese che ha hackerato i computer del Pentagono (facendo arrabbiare gli americani).

 

THERESA MAYTHERESA MAY

A un convegno del sindacato di polizia accusa di corruzione e inefficienza un’assemblea di uomini in uniforme: l’accoglienza è gelida. Ma la Gran Bretagna, con lei a capo della sicurezza nazionale, non subisce attentati terroristici (scoppiano invece, nel 2011, violenti disordini urbani).

 

Vuole limitare l’immigrazione, ma solo perché un’immigrazione senza controlli «diffonde il populismo e lacera il tessuto sociale ». E quando viene il momento di schierarsi sul referendum sull’Unione Europea, sta con Cameron, per rimanere nella Ue, ma tiene un basso profilo: forse un calcolo politico, si aspetta che il premier vinca la sfida e vuole posizionarsi per una futura successione nel 2020.

 

Senonché Cameron perde, il candidato più forte (Boris Johnson) si ritira e lei batte facilmente gli altri, promettendo che «Brexit significa Brexit»: realizzerà la volontà degli elettori, assicura, senza specificare come.

 

theresa may theresa may

 

Che tipo di premier sarà? Il Guardian analizza il suo discorso programmatico di ieri («Possiamo fare della Gran Bretagna un paese che funziona per tutti ») come se fosse il manifesto di Theresa May, sostenendo che la promessa di dare «un ruolo ai lavoratori nei cda delle aziende» è un’idea di Tony Blair, quella di lanciare una «nuova strategia industriale» viene da Gordon Brown e quella di togliere le scappatoie fiscali alle grandi corporation da Ed Miliband: non sarà una laburista camuffata?

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Più verosimilmente, è una seguace del concetto di “One Nation”, il partito-nazione sbandierato ma lasciato lettera morta da Cameron. La “nuova Thatcher”, la “Merkel inglese”, l’oxfordiana noiosa figlia di un pastore protestante, potrebbe avere l’ambizione di lasciare il segno. Come le due donne a cui viene paragonata.

 

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