È SEMPRE UNA QUESTIONE DI POLTRONE: PER CONVINCERE TAJANI A NON ROMPERE I COJONI SULLA NOMINA DEL LEGHISTA FEDERICO FRENI ALLA CONSOB BASTA “COMPENSARE” – LA CONTROPARTITA PER FORZA ITALIA PASSEREBBE DELL'ANTITRUST O DALLA RAI – LA GRANA CONSOB NON È ANCORA RISOLTA MA SI APRE GIÀ IL NUOVO FRONTE CON LA POSSIBILE CANDIDATURA DEL NO-EURO ANTONIO MARIA RINALDI A SINDACO DI ROMA - LO SCAZZO INTERNO A FORZA ITALIA SU FRENI: I DIRIGENTI VICINI ALLA FAMIGLIA BERLUSCONI (MULE', BERGAMINI) NON HANNO GRADITO LA MOSSA DI TAJANI...
SULLA CONSOB VOLANO STRACCI TRA LEGA E FORZA ITALIA – DOPO LO STOP ALLA NOMINA DI FEDERICO FRENI, IL CARROCCIO RISPONDE A TAJANI SECONDO CUI “LA LEGGE IMPEDISCE A UN POLITICO DI FARE IL PRESIDENTE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA SUI MERCATI FINANZIARI: “LA LEGGE FRATTINI NON PREVEDE ALCUN DIVIETO O INCOMPATIBILITÀ. D'ALTRONDE NEL 2010 CON IL GOVERNO BERLUSCONI IV FU PROPRIO FORZA ITALIA AD INDICARE L'ALLORA VICEMINISTRO AL MEF, GIUSEPPE VEGAS, COME PRESIDENTE DELLA CONSOB. DUE PESI E DUE MISURE?”
DAGOREPORT: DIETRO ALLO STOP DI FRENI C’È L’INDAGINE DALLA PROCURA DI MILANO SUL “CONCERTO” NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI…
CONSOB, TAJANI NON CEDE MELONI RASSICURA FRENI
Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco e Giuseppe Colombo per “la Repubblica”
federico freni - giancarlo giorgetti - foto lapresse
Alza il telefono per spiegare. Per rassicurare. Per dire a Federico Freni, il sottosegretario leghista candidato alla presidenza della Consob, che il rinvio della nomina al consiglio dei ministri di martedì scorso è stato un incidente. Non uno stop. Non per lei, sottolinea Giorgia Meloni, alludendo alla contrarietà di Antonio Tajani, che non vuole un politico alla guida dell'Autorità di vigilanza sui mercati. Il nodo è tutto qui. La premier lo affronta di petto. Ricostruisce i passaggi sbagliati.
L'intreccio delle questioni internazionali – è il ragionamento - ha complicato tutto. Difficile gestire tutti i dossier salendo e scendendo in continuazione da un aereo. [...] Ma ora l'impegno della presidente del Consiglio è trovare personalmente una soluzione, per il nome da promuovere alla Consob si riparte dal vice di Giancarlo Giorgetti al Mef.
matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse
D'altronde – spiegano fonti di governo – la candidatura di Freni aveva già ricevuto un vaglio positivo da parte dei due sottosegretari a Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. [...]
A ridosso del consiglio è spuntato anche l'endorsement di Tajani a Federico Cornelli, uno dei commissari dell'Authority. Una mossa che non è piaciuta a una fetta del partito.
L'umore nero di alcuni dirigenti vicini alla famiglia Berlusconi – da Giorgio Mulè a Deborah Bergamini - indica una tensione. Un messaggio informale che potrebbe suonare così: da Arcore nessuna barricata contro Freni.
Federico Cornelli - commissario consob
Per ricomporre il disordine dell'ultimo miglio, la strada è di fatto obbligata. Usare il bilancino delle nomine. La contropartita per Forza Italia passerebbe dalla presidenza dell'Antitrust: un'Authority di stampo economico, in linea con la volontà degli azzurri di evitare il triplete leghista in economia.
In questo ambito, infatti, il Carroccio può già contare su due caselle al Tesoro, che diventerebbero tre con Freni alla Consob. Ma per far rientrare l'irritazione di Tajani potrebbe servire di più. Ecco perché ha preso piede l'idea di tirare dentro il perimetro delle concessioni agli azzurri anche il rebus della presidenza della Rai.
[...].
LA LEGA: «LA CONSOB? FI MISE VEGAS». NUOVA LITE CON TAJANI
Estratto dell’articolo di Andrea Ducci per il “Corriere della Sera”
FEDERICO FRENI ALLE PRESE CON LE SALSICCE A PONTIDA
[...] Il tecnico gradito a Tajani sarebbe Federico Cornelli, attuale commissario Consob.
Nel frattempo si apre un ulteriore fronte, con la Lega che lancia Antonio Rinaldi come candidato sindaco a Roma, ma incassa l’immediato gelo da parte di Forza Italia.
