DOVE E’ FINITA LA FRATERNITE’? - EBREI IN FUGA DALLA FRANCIA: TROPPE AGGRESSIONI E OSTILITA’ DA PARTE DEI MUSULMANI - LA META PREFERITA? NEW YORK CITY, DOVE SI PUO’ PASSEGGIARE SENZA NASCONDERE LA KIPPA’ SOTTO IL CAPPELLO - L’OSTILITA’ VERSO GLI EBREI INFIAMMATA DALLA SECONDA INTIFADA - L’OMICIDIO DI ILAN HALIMI NEL FEBBRAIO 2006, IL PRIMO CHOC - DIETRO L’ESODO ANCHE UN MOTIVO PIU’ “LAICO”: LA CRISI ECONOMICA…

Maurizio Molinari per "la Stampa"

Verso le 12 di ogni sabato sui marciapiedi dell'Upper West Side si sente parlare francese. Si tratta di gruppi di fedeli in uscita dalle sinagoghe sulla 75°, 78° e 84° Strada, frequentate da un numero di ebrei francesi che cresce ogni settimana. Sono famiglie con bambini, giovani, docenti o manager. Il consolato sulla Fifth Avenue non ha stime numeriche di questo fenomeno, le cui manifestazioni si moltiplicano.

Nella «Manhattan Day School» i docenti si sono trovati ad accogliere i figli di una famiglia arrivata con un preavviso di pochi giorni. Mentre Alessia Lefebure, direttrice dell'«Alliance Program» fra Columbia University e «Sciences Po», parla di «un notevole numero di docenti ebrei parigini che chiedono di insegnare qui».

Per comprendere cosa sta avvenendo bisogna entrare nel Jewish Center sulla 86 Strada, dove nel marzo 2012 gli ebrei newyorchesi si strinsero assieme ai correligionari francesi per commemorare le vittime della strage nella scuola «Ozar Hatorah» di Tolosa, dove il jihadista Mohammed Merah uccise un rabbino trentenne, i figli di 6 e 3 anni e un'altra bambina di 8 anni. A guidare quella cerimonia fu Zachary, 29 anni, di Strasburgo, manager nei trasporti.

«Se New York si riempie di ebrei francesi il motivo è da rintracciarsi nel 2002 - spiega quando in coincidenza con la Seconda Intifada palestinese iniziò da noi una stagione di aggressioni fisiche da parte degli arabi che non è più cessata, hanno portato il conflitto del Medio Oriente nelle nostre strade». Oltre l'80% dei circa 600 mila ebrei francesi - la seconda comunità più numerosa fuori da Israele, dopo quella americana - viene da Marocco, Tunisia e Algeria.

Famiglie sefardite con alle spalle secoli di convivenza con i musulmani, obbligate a fuggire dal Maghreb a causa dei pogrom arabi degli Anni 50-60 ma che avevano poi ritrovato in Francia la coesistenza fra fedi monoteistiche. «I sintomi dell'intolleranza musulmana verso di noi c'erano anche prima del 2002 - aggiunge Daniel, impiegato di una banca francese a Manhattan - ma la Seconda Intifada li ha trasformati in atmosfera asfissiante».

«L'uccisione di Ilan Halimi, 23 anni, nel febbraio 2006 fu il primo choc. Poi ne sono seguiti altri» spiega David, padre di due figli, cresciuto a Las Lilas, alla periferia di Parigi: «Quando da ragazzo andavo a scuola il 20% dei residenti erano ebrei, ora non è rimasto quasi più nessuno».

L'allontanamento dalla Francia segue un percorso che Noam Ohana, manager di BeaconLight Capital, ricostruisce così: «Ci si sposta dalla periferia di Parigi al centro, fino al XVI quartiere che ha quasi più ristoranti kosher di Manhattan, e poi il salto successivo è verso Israele o New York». La tesi di Ohana, autore del libro «Da Science Po a Tzahal», è che «gli ebrei francesi se ne vanno per motivi che non si limitano all'intolleranza ma includono ragioni simili a quelle che spingono ad andarsene il ceto medio-alto, ovvero la ricerca di migliori opportunità rispetto ad una società che non consente più di pensare in grande».

Come dire: è il modello francese ad essersi indebolito. Ciò che accomuna Zachary, Daniel, David e Noam è aver frequentato le scuole pubbliche, essersi formati nella «laicità dello Stato» e aver realizzato negli ultimi 5-6 anni che «la nazione è cambiata perché dilagano le polemiche religiose». Sui cellulari c'è chi ha memorizzato le immagini dei fischi alla Marsigliese nello «Stade de France» nell'agosto 2001, in occasione di Francia-Algeria, e li riascolta, sempre più incredulo per l'«intolleranza verso la nostra nazione».

La sorella di David è stata aggredita a Nizza da alcuni arabi. «Episodi che avvengono in continuazione, in strada o sulla metro - aggiunge Aharon, designer in una start up - ti obbligano a camminare a testa bassa, a mettere il cappello per celare la kippà». Il rimprovero alla polizia è di «classificare spesso le aggressioni non come antisemitismo ma rapine o violenze» celando le vere dimensioni del fenomeno.

Le simpatie politiche sono a metà fra destra e sinistra. Ohana conosce dal di dentro i socialisti di Hollande ed assicura che «c'è la determinazione a garantire maggiore sicurezza agli ebrei» ma sulla possibilità di convincerli a tornare c'è chi è prudente: «Non possono controllare le aspirazioni di coloro, ebrei o meno, che vogliono andare altrove a perseguire i propri sogni».

Aharon è più concreto: «Trovare lavoro in una corporation in Francia per gli osservanti è impossibile mentre a New York non bisogna neanche spiegarlo, tutti sanno che a Kippur, nelle feste o il sabato non lavoriamo». Il risultato è che Parigi è una città da cui gli ebrei se ne vanno, senza clamore ma con continuità, portandosi dietro tradizioni e simboli. Come le maglie della «AS Menorah», che gioca sui campi di Harlem, contribuendo a modificare l'identità di una Francia dove i musulmani aumentano e gli ebrei diminuiscono.

 

stella di david ebreo ebreiEbreiparigi MANHATTANSparatoria alla scuola ebraica di Tolosa h partb Manhattan feff b c a ef b ce ad Manhattan giovani ilan halimi zl ilan halimi AnnieHall WOODY ALLEN Pyxurz

Ultimi Dagoreport

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...