giorgia meloni alla direzione nazionale di fratelli d italia

ELEMENTI DI POTERE MELONIANO / 2 - LA CORTE DELLA “DUCETTA” SI AFFOLLA OGNI GIORNO DI PIÙ - GIA’ SCONGELATI MARCELLO PERA E GIULIO TREMONTI, C’E’ LA LUNGA LISTA DI SUPPORTER DA MATTEO ZOPPAS ALLA DIRETTRICE D’ORCHESTRA BEATRICE VENEZI, DA GIANFRANCO ROTONDI AL DIRETTORE DEL TG2, GENNARO SANGIULIANO - IL RUOLO DI RAFFAELE FITTO, VOLPONE DA COLLEGIO ELETTORALE...

GIORGIA MELONI ALLA DIREZIONE NAZIONALE DI FRATELLI D ITALIA

Antonio Bravetti per “la Stampa”

 

«Sì, la sfida è tra noi e il Pd. Quindi in campagna elettorale invito tutti a evitare polemiche con i nostri alleati di centrodestra. Le polemiche aiutano gli avversari, e noi non vogliamo concedere neanche un millimetro».

 

Giorgia Meloni spiega alla direzione di FdI qual è la strada che vuole percorrere da qui al 25 settembre e i dirigenti del partito, che insieme a lei sono cresciuti dal 3% di nove anni fa al quasi 23% di oggi, applaudono e si alzano in piedi per ringraziarla. Incoronata mercoledì da Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, ai quali ha strappato una promessa sulla leadership e un accordo sui collegi uninominali, Meloni ieri ha acceso i motori di FdI in vista di una campagna elettorale estiva, inedita.

 

BERLUSCONI SALVINI MELONI

A parlamentari e coordinatori regionali del partito ha dettato la linea da qui alle urne. Partendo dalla politica estera. Mentre infuriavano le polemiche sui contatti tra leghisti e diplomatici russi, lei ha ribadito: «Saremo garanti, senza ambiguità, della collocazione italiana e dell'assoluto sostegno all'eroica battaglia del popolo ucraino. L'Italia guidata da FdI e dal centrodestra sarà un'Italia affidabile sui tavoli internazionali».

 

raffaele fitto giorgia meloni gianfranco rotondi foto di bacco (1)

L'accordo raggiunto con Forza Italia e Lega permette a Meloni di parlare da leader in pectore: «Agli alleati abbiamo ribadito che, per avere un governo forte e duraturo, è necessaria un'alleanza solida. Si vince e si perde insieme». Qualche crepa, però, c'è. La quota di collegi uninominali assegnati ai "centristi" ha provocato malumori in casa Udc. In sostanza se il partito di Lorenzo Cesa deciderà di correre col proprio simbolo sarà conteggiato tra gli 11 posti da dividere con Coraggio Italia, Noi con l'Italia e Vittorio Sgarbi.

 

giulio tremonti

Se invece rinuncerà allo scudo crociato i candidati saranno assorbiti dentro Forza Italia o suddivisi tra gli azzurri e la Lega. In entrambi i casi l'Udc lamenta di essere stato sottostimato. Cesa chiede quindi di ricalibrare i collegi per «rispecchiare i reali pesi politici». Se ne riparlerà la prossima settimana, probabilmente martedì, quando i leader torneranno a incontrarsi. Se il vertice di mercoledì ha segnato un successo per Meloni, in FdI resta qualche perplessità, nel comunicato finale si dice che il premier verrà indicato «da chi avrà preso più voti» e non dal «partito» che ha preso più voti come chiesto da Meloni, una formula che lascia margine a interpretazioni arbitrarie.

raffaele fitto giorgia meloni gianfranco rotondi foto di bacco (2)

 

La composizione delle liste è un classico della letteratura politica. Liti, offerte, promesse, anticamere. Sondaggi alla mano, Fratelli d'Italia è l'unico partito che nonostante il taglio dei parlamentari aumenterà il numero dei propri eletti. Quindi, oltre alla conferma degli uscenti, in via della Scrofa si ragiona su nomi e cognomi da coinvolgere. E la corte di Meloni si affolla ogni giorno di più. Si parla di Marcello Pera e Giulio Tremonti, già scongelati da FdI per la corsa al Quirinale.

 

beatrice venezi 19

Dell'imprenditore veneto Matteo Zoppas, che per ora smentisce. E poi la giovane direttrice d'orchestra Beatrice Venezi, che però vuol essere chiamata «direttore d'orchestra»: lei potrebbe finire candidata in Toscana. Per la Campania, invece, è dato praticamente per certo Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, già ospite della kermesse milanese di FdI. Ieri è di nuovo finito al centro delle polemiche, dopo che La Russa (che poi si è smentito) aveva rivelato una sua partecipazione alla stesura del programma elettorale del partito.

Un posto al sole, in quota centrista, potrebbe spuntarlo Gianfranco Rotondi, oggi leader di Verde è popolare.

 

matteo zoppas

Candidato in Abruzzo, dove da cinquant' anni ha una casa al mare, a Pineto. Qualche sera fa ha festeggiato i 62 anni e alla sua festa c'era anche Meloni. Sono stati ministri insieme per tre anni e mezzo nel Berlusconi IV. «I miei maestri Dc mi hanno insegnato che prima si fanno le scelte politiche e poi si discute di seggi - risponde mentre guida verso l'Adriatico - Meloni ha il diritto e il dovere di guidare il centrodestra da palazzo Chigi.

Mi sono messo a disposizione, spetta al centrodestra decidere il mio ruolo».

 

Ieri la supermedia dei sondaggi di YouTrend registrava quasi un testa a testa tra FdI (al 22,8%) e Pd (22,1%), entrambi in aumento dello 0,3%. Dietro la Lega al 14,4%, M5S al 10,8% e Fi all'8,4%. «Letta ha detto che l'Italia dovrà scegliere tra lui e noi. È vero - dice la leader di FdI ai suoi - noi vogliamo un ritorno del bipolarismo e questo confronto non ci spaventa».

maria elisabetta alberti casellati gianfranco rotondi foto di bacco (2)

 

Meloni sa che saranno due mesi di battaglie. Le accuse di neofascismo, le foto della sezione di partito a Civitavecchia con croci celtiche e manifesti della X Mas. Lei allora alza la voce: «Se qualcuno pensa, sotto le nostre insegne, di poter avere comportamenti che consentono alla sinistra di dipingerci come nostalgici da operetta quando stiamo costruendo un grande partito conservatore, sappia che ha sbagliato casa e che lo tratteremo come merita: uno che fa gli interessi della sinistra, e dunque un traditore della nostra causa». Neofascista avvisato, mezzo salvato?

giorgia meloni gianfranco rotondi foto di bacco (1)

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