CHE BATOSTA PER GIORGETTI E MELONI! – EUROSTAT STIMA IL RAPPORTO DEFICIT/PIL DELL’ITALIA AL 3,1%. TRADOTTO: NIENTE USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE PER DISAVANZO ECCESSIVO. UN DATO CHE CONDANNA IL GOVERNO A UN’ALTRA MANOVRA LACRIME E SANGUE PER IL PROSSIMO ANNO – ALTRO NUMERO ALLARMANTE: IL DEBITO PUBBLICO DELL'ITALIA È IN SALITA AL 137,1% DEL PIL, RISPETTO AL 134,7% DEL 2024, IL SECONDO PIÙ ALTO NELL’UE ALLE SPALLE DELLA GRECIA – OGGI IN CONSIGLIO DEI MINISTRI IL DOCUMENTO DI FINANZA PUBBLICA CHE STIMA UN RALLENTAMENTO DELLA CRESCITA GIÀ DEBOLE...
EUROSTAT STIMA DEFICIT/PIL ITALIA AL 3,1% NEL 2025, RESTA PROCEDURA
GIANCARLO GIORGETTI - FOTO LAPRESSE
(ANSA) - BRUXELLES, 22 APR - Eurostat stima il rapporto deficit/Pil dell'Italia al 3,1% per il 2025, dal 3,4% del 2024. Con questo valore sembra escludersi una uscita del Paese dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, all'esame dalla Commissione Ue a inizio giugno nell'ambito del Semestre europeo.
EUROSTAT, DEBITO DELL'ITALIA PIÙ ALTO DOPO LA GRECIA
(ANSA) - BRUXELLES, 22 APR - Eurostat vede il debito dell'Italia in salita al 137,1% del Pil nel 2025, rispetto al 134,7% del 2024. Resta il secondo debito rispetto al Pil nella Ue alle spalle della Grecia, che si attesta in calo al 146,1% del Pil (dal 154,2%). Sotto i valori dell'Italia il debito della Francia, in aumento al 115,6 del Pil (dal 112,6%).
DEFICIT PROCEDURA UE IN BILICO PER POCHI MILIONI LA CRESCITA RALLENTA
Estrato dell’articolo di Marco Bresolin e Luca Monticelli per “la Stampa”
Crescita in ribasso, inflazione in salita e il rischio di contraccolpi ancora più pesanti sull'economia se la situazione geopolitica nel Golfo Persico non si stabilizza. È questo il messaggio che emergerà dal nuovo Documento di finanza pubblica (Dfp), atteso questa mattina alle 12 sul tavolo del Consiglio dei ministri.
giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse.
[...] l'esecutivo contava di chiudere la procedura anche per utilizzare più a cuor leggero la clausola nazionale che dà la possibilità di scomputare le spese militari dal deficit, utilizzando i prestiti Safe.
La sensazione è che mai come questa volta il freddo dato numerico di Eurostat possa essere influenzato da un'interpretazione politica delle regole. È possibile che la tabella dell'istituto statistico riporti alla voce deficit 2025 un tondo 3%, frutto di un arrotondamento per eccesso o per difetto. Decimali, o meglio centesimi, che sono decisivi.
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Tornando al Dfp, il Documento preparato è all'insegna della cautela, tra incertezza globale, crescita fragile e conti sotto osservazione. Il Pil 2026 dovrebbe attestarsi attorno allo 0,5%, rispetto allo 0,7% stimato a ottobre.
Per l'Upb, l'Ufficio parlamentare di bilancio, l'impatto della guerra sul Pil varia da 0,2 a 0,4 punti percentuali. L'inflazione potrebbe salire di un punto o addirittura due, in base alla durata del blocco di Hormuz. Perciò il Mef ha realizzato, oltre uno scenario di base con le previsioni tendenziali nel triennio, alcuni scenari di rischio se il conflitto in Medio Oriente dovesse vivere un'escalation. Resta un'incognita sul debito pubblico.
GIANCARLO GIORGETTI ALLA CAMERA - ESAME DELLA LEGGE DI BILANCIO - FOTO LAPRESSE
Il quadro macro di ottobre prefigurava un rapporto debito-Pil in salita di oltre un punto nel 2026 al 137,4%, seguito da un'inversione di tendenza nel biennio 2027-28 grazie al venir meno dei bonus edilizi. [...]

